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Stage linguistico a Parigi
per 15
studenti del “Galilei" FOTO |
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Piano Straordinario PON/POR- FSE- Obiettivi
C1 “Formazione linguistica” e C5 “Tirocini e Stage”- 2011 .
Comunicato stampa (12/08/2011)
Il
Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico “Galileo Galilei” di
Canicattì, Dott.ssa Calogera Genco, comunica che sono state avviate le
attività relative al Piano Straordinario PON/POR- FSE- Obiettivi C1
“Formazione linguistica” e C5 “Tirocini e Stage”- 2011 .
Lunedì, 15 agosto p.v., trenta alunni del “Galilei” delle classi
terze, quarte e quinte IGEA e Geometra, accompagnati dai professori
Paolo Misuraca e Felice Viticchié, partiranno alla volta della Gran
Bretagna, per uno “stage” linguistico della durata di quattro settimane.
I
30 studenti, divisi in due gruppi di 15, frequenteranno un corso di
lingua inglese, tenuto da docenti di madre lingua, della durata di
ottanta ore, presso la “Insight StudyUK” di Londra. A conclusione del
corso, gli studenti si sottoporranno ad esami per la certificazione
delle competenze acquisite presso l’ente certificatore accreditato “Trinity”.
Durante la loro permanenza a Londra, gli studenti del “Galilei”
,nell’ambito della lettura del territorio, visiteranno i maggiori centri
di interesse della città di Londra, come Tate Modern, Globe Theatre,
Tower of London, Big Ben, St Paul's Cathedral, National Gallery,
National History Museum, Science Museum, ecc.
Essi, sempre accompagnati dai docenti-tutor, effettueranno, anche, nei
fine settimana, delle escursioni guidate alle città di Oxford e
Cambridge,( entrambi famose, perché sedi delle prestigiose università
britanniche), alla città natale di William Shakespeare, Stratford Upon
Avon, ed alla movimentatissima località balneare di Brighton, situata
sulla costa sud dell’Inghilterra.
E’
in fase di organizzazione un secondo stage linguistico, da realizzarsi
a settembre in Francia, per 15 alunni delle classi terze, quarte e
quinte dell’istituto.
Sono state, inoltre, avviate le attività per un secondo “stage
aziendale” per 15 alunni neoragionieri, che faranno la loro prima
esperienza lavorativa in azienda del settore “Economico-aziendale” della
provincia di Trento.
Il
28 agosto 2011 un gruppo di 15 alunni del geometra, diplomatisi lo
scorso luglio, partiranno per il Veneto dove, faranno la loro prima
esperienza lavorativa per un periodo di quattro settimane, presso
aziende del settore “Costruzioni ed Ambiente. I neogeometri saranno
accompagnati dai docenti , Ingg. Dario Augugliaro e Carmelo Carletto e
dal geom. Polizzi.
La Dott.ssa Genco
sottolinea che il progetto, che prevede la realizzazione delle attività
sopra riportate, è stato finanziato dal Fondo Sociale dell’Unione
Europea per complessivi
€ 393.380,58.
Canicattì 12/08/2011
Il Dirigente Scolastico
Dott.ssa Calogera Genco
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150°
ANNIVERSARIO DELL’UNITÁ D’ITALIA
Di
Vanessa Geraci - IV C AFM
Il 17 Marzo ricorre il 150° anniversario
dell’unità d’Italia, occasione per tutti gli italiani di ricordare o di
riscoprire i nostri ideali morali e le nostre radici culturali. Il
saggio scritto dal professore Giovanni Tesè, avvocato e docente di
materie giuridiche presso l’Istituto Tecnico Commerciale Galileo Galilei
di Canicattì; scritto tra maggio e giugno del 2010, sull’onda dell’avvio
degli eventi celebrativi dato il 5 maggio dal Capo dello Stato Giorgio
Napolitano; ci conduce verso un’attenta riflessione sul significato di
questa importantissima ricorrenza. Questa occasione, secondo quanto
esposto dal professore, ci offre l’ opportunità di “avviare un utile
confronto volto a valorizzare le ragioni che ci uniscono per progettare
insieme il nostro avvenire.” Per dimostrare che questo percorso non
conduce ad un sentiero cieco, ma al contrario ci apre orizzonti forse da
troppo tempo dimenticati, è necessario riscoprire gli ideali di allora
ripercorrendo brevemente le tappe storiche dell’unità d’Italia e
ricordando i personaggi che l’hanno reso possibile. Il periodo storico è
quello che si suole chiamare Risorgimento, termine che indica l’insieme
delle vicende che hanno portato l’Italia a diventare uno Stato
indipendente e unitario. Il processo di unificazione iniziò dopo il
Congresso di Vienna (1815) e terminò nel 1870, anno in cui venne
conquistata Roma. Il congresso di Vienna aveva ristabilito in Italia gli
antichi governi e diviso la penisola in tanti piccoli stati, ognuno con
le sue leggi e le sue regole. L’Austria aveva inoltre rafforzato la sua
presenza con l’acquisizione del Regno Lombardo-Veneto. Il dominio
straniero divenne inaccettabile per molti italiani. Furono soprattutto
gli intellettuali, gli studenti e qualche nobile di idee liberali a
manifestare per primi il loro malcontento per le decisione imposte dal
Congresso di Vienna. Essi vennero chiamati patrioti, ambivano a liberare
l’Italia dalla presenza straniera e a unificarla in una sola nazione.
Per sfuggire alla sorveglianza della polizia, molti patrioti si
riunivano di nascosto; nacquero così associazioni più o meno segrete.
Una delle più importanti fu la Giovine Italia, fondata da Giuseppe
Mazzini nel 1831. Gli aderenti avevano lo scopo di coinvolgere più gente
possibile, per convincerla ad appoggiare la rivolta. I loro obiettivi
fondamentali erano: l’unità del Paese, l’indipendenza dal dominio
straniero e l’instaurazione di un governo repubblicano. Le prime
insurrezioni organizzate dai mazziniani scoppiarono nel 1833, ma non
ebbero successo; nonostante tutto le idee proclamate e l’azione dei
patrioti servirono a scuotere gli animi. Nel 1848 i moti insurrezionali
scoppiarono da nord a sud. Le cinque giornate di Milano furono il motore
trainante per la prima guerra d’indipendenza contro l’Austria (23
marzo 1848; 10 agosto 1949). Si dovettero attendere 9 anni prima che i
patrioti potessero nuovamente provare a contrastare la dominazione
austriaca (seconda guerra d’indipendenza 28 aprile del 1858; 11
luglio 1859). Questa volta, grazie alla politica estera dell’allora capo
del governo Cavour, che ottenne l’appoggio dei francesi, l’Austria
dovette cedere la Lombardia. L’anno dopo, nella notte tra il 5 e il 6
maggio Garibaldi, altro personaggio di spicco del Risorgimento italiano,
con mille volontari partì alla volta della Sicilia. Qui si unirono molti
giovani contadini e borghesi ed in poco tempo liberarono il Regno delle
due Sicilie dalla dominazione dei borboni. Il 17 marzo del 1861 davanti
al primo Parlamento italiano convocato a Torino, Vittorio Emanuele II fu
proclamato re di’Italia. Mancavano però il Veneto e Roma; solo dopo la
terza guerra d’indipendenza (20 giugno 1866; 20 settembre 1870)e
l’annessione di Roma, a seguito di un plebiscito, si completò
l’unificazione e nel 1871 Roma divenne la nuova capitale del Regno
d’Italia. Trovo sia giusto, sempre per onorare tutti coloro i quali
sacrificarono anche la vita per realizzare una nazione unita e libera,
ricordare la figura di Goffredo Mameli, autore de Il Canto degli
Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli o Fratelli
d’Italia. La composizione di Mameli, adottata in via provvisoria nel
1946, ha rappresentato da sempre l’Italia in tutto il mondo, ma solo il
17 novembre 2005 si è compiuto il primo passo per ottenere il sigillo
delle istituzioni. Molto spesso ci capita di ascoltare il nostro inno
alla televisione, soprattutto durante le competizioni sportive, ma mi
chiedo quanti di noi, nel ripetere in coro le parole, ne comprendano il
significato. Credo che la maggior parte di noi si limita a ripetere
quelle parole senza porre attenzione a ciò che si sta dicendo. In
occasione di una trasmissione televisiva ho avuto modo di apprezzare
l’esegesi fatta da Roberto Benigni sul testo del nostro inno. Grazie
alle sue parole ho avuto modo di capire che la riflessione sulla
ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia non può prescindere
dalla conoscenza del profondo significato dell’Inno di Mameli e
della seppur breve ma intensa vita del suo autore. Goffredo Mameli
impersona perfettamente il romanticismo e il patriottismo puro.
Mazziniano convinto, partì ventenne alla volta di Roma per partecipare
alle rivolte del 1849; dove ferito ad una gamba si spense il 6 luglio.
La testimonianza più nota di come nacque l’inno ci è stata fornita da
Carlo Alberto Berilli, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli.
Egli racconta di una sera dell’autunno del 1847 trascorsa in casa di
Lorenzo Valerio, patriota e scrittore, durante la quale il pittore
Bozzino, giunto da Genova, consegnò a Novaro un biglietto mandatogli da
Mameli. Il musicista lesse il biglietto e spinto da una profonda e
sincera commozione si sedette subito al pianoforte nel tentativo di
musicare quelle parole. Gli ci volle tutta la notte per arrivare a
creare la sua composizione musicale, scritta in un foglio di carta che
per l’agitazione bruciò versandogli l’olio della lucerna. Novaro però
riuscì a riscrivere la composizione ricordando a memoria ogni singola
nota. Dopo pochi giorni l’inno ebbe una grande diffusione tanto da
essere cantato senza sosta in ogni manifestazione. L’inno di Mameli fu
perciò un’importante strumento di propaganda degli ideali del
Risorgimento e di incitamento all’insurrezione. Se leggiamo con
attenzione le parole dell’inno non possiamo fare a meno di notare il
messaggio che un giovane ventenne lanciava ad una popolazione stanca ed
oppressa dalle vessazioni imposte da popolazioni straniere. Un ventenne
che si era reso conto che era ora di unirsi per combattere insieme e
creare una nazione unita e libera, e che incitava giovani e meno giovani
a raggiungere questa consapevolezza. Per onorare la memoria dei
patrioti, che hanno dato la vita affinché noi oggi potessimo vivere in
una nazione unita e libera, dobbiamo impegnarci a perseguire, così come
ci suggerisce il professore Tesè, “l’intento di realizzare una nazione
garante delle autonomie, della giustizia, della democrazia, della
libertà e del bene comune.” L’unico modo, allora, per continuare a
garantire l’Unità d’Italia, così come esposto nella parte centrale del
saggio del professore, è quello di rispettare i principi sanciti dalla
Costituzione; in modo particolare i valori del regionalismo che
promuovono e tutelano le peculiarità di ogni singola comunità locale.
Proprio per perseguire questo scopo è necessario valutare con attenzione
quelle che vengono definite “riforme in senso federalista”. Come ci fa
notare giustamente il professore, spesso sotto questa etichetta si
nascondono false promesse. Il “federalismo fiscale” tanto voluto dal
partito della Lega Nord, che in un recente passato ha parlato anche di
proposte secessioniste, ci viene presentato come la soluzione a tutti i
problemi che purtroppo l’Italia si trova a dover affrontare, prima fra
tutte la crisi economica. Ma è lecito a questo punto chiedersi se
percorrendo questa via arriveremo alla soluzione dei nostri problemi o
se al contrario verranno lesi i principi che fondano la nostra
democrazia. Il rischio inoltre è quello che vengano accentuate le
differenze che ancora purtroppo esistono tra regioni del nord e quelle
del sud. Non è certo una novità che il Mezzogiorno è sempre rimasto
indietro dal punto di vista industriale ed economico. La storia ci
racconta di come tanti meridionali hanno abbandonato la loro terra,
emigrando anche oltre oceano, per sfuggire ad una vita di stenti. La
scelta di abbandonare la propria terra per cercare fortuna altrove non è
purtroppo storia passata ma accade ancora oggi. La nostra Sicilia tanto
bella quanto povera di proposte lavorative concrete per le giovani
generazioni si vede privare di tanti validi giovani, che se solo
avessero la possibilità potrebbero riuscire a riscattarla. Il
suggerimento importantissimo che ci dà il professore Tesè è quello di
svegliarci, di acquisire una maggiore consapevolezza per non sentirci
più vittime dei retaggi storici. E ciò sarà possibile solo se terremo
sempre presenti tre valori fondamentali quali “unità, solidarietà e
responsabilità”. Dobbiamo insomma rimboccarci le maniche per diventare
artefici del nostro destino. Le parole del professore mi hanno colpita
profondamente, perché esprimono una grande verità a cui spesso noi
giovani non diamo il giusto peso. Ritengo, infatti, che noi ragazzi
spesso trattiamo temi importanti con molta superficialità, quasi come se
non ci riguardassero da vicino, come se la politica fosse qualcosa di
estremamente lontano dalle giovani generazioni. Spero, allora, che la
ricorrenza così importante del 150° anniversario dell’Unità d’Italia
serva soprattutto a noi giovani per diventare più consapevoli delle
nostre responsabilità e delle nostre possibilità.
VANESSA
GERACI
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SECONDA GIORNATA NEL CANTIERE DEL RADDOPPIO DELLA
S.S. 640 AG-CL
Continua la collaborazione tra la direzione dei lavori per la
realizzazione della S.S. 640 ed il nostro Istituto. Oggi gli
alunni delle classi quarte sez. A e B geometri, accompagnati dai Proff.
Ruggeri, Morgante e Polizzi Salvatore, si sono recati presso il
cantiere per assistere al varo di un cavalcavia.

Gli alunni sono stati
ospitati direttamente in cantiere sotto l’assistenza vigile delle
maestranze del cantiere stesso in particolare dagli ingegneri Di Gioia e
Contini che hanno spiegato ed illustrato l’iter per la logistica sulla
sicurezza del cantiere.
Gli
alunni arrivano nei pressi del cavalcavia direttamente da quella che
sarà l’ex S.S. 640, e vengono salutati dall’Ing. Di Gioia e Ing.
Contini.
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Gli alunni si
avviano in una zona di sicurezza per assistere al varo delle travi
precompresse .
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Arrivo e
posizionamento del primo tir con la trave lunga ml 38,00 da porre
sulle spalle in c.a. già pronte.
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Gli alunni ed i
proff. Ruggeri e Morgante sistemati nella zona di sicurezza
assistono ai lavori di ancoraggio delle travi.
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Dopo l’ancoraggio
della trave inizia a nevicare e quindi ci spostiamo in un’altra zona
del cantiere dove vengono realizzate le travi precompresse.
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PROGETTO “EDUCAZIONE ALLA SALUTE”
TABAGISMO
A cura dell’I.T.P. Prof.ssa Scarano
Crocifissa
DOCENTI: LI CALZI FILOMENA, LIVATINO VALERIA, TAIBI
CONCETTA (RESPONSABILE PROGETTO),
SCARANO CROCIFISSA (TUTOR) - ALUNNI COINVOLTI: n.56 -
DURATA PROGETTO: 11/01/2011 – 24/02/2011
TABACCO E FOTOSINTESI CLOROFILLIANA
Brucculeri
Angela e Maira Fabio 1 E AFM Prof.ssa Livatino Valeria
La fotosintesi
clorofilliana è la funzione mediante la quale le piante dotate di
clorofilla, sotto l’azione della luce solare, formano amido e liberano
ossigeno dopo aver assorbito dall’aria anidride carbonica attraverso gli
stomi e dal terreno acqua tramite i peli radicali; così le piante
riescono a trasformare l’energia radiante del sole in energia chimica.
In laboratorio abbiamo preso una fogliolina di elodea ed abbiamo
osservato i cloroplasti con un ingrandimento di mille volte.
CELLULA NERVOSA, NICOTINA, DOPAMINA,
DIPENDENZA
Faldetta Martina
1 A AFM – Alù Sofia 1 C AFM Prof.ssa Taibi Concetta
La sigaretta contiene la
nicotina che crea dipendenza in quanto è una sostanza psicoattiva che
dopo 7 secondi attraverso il sangue arriva al cervello a va a fissarsi
nei recettori dei neuroni. La nicotina va ad attivare la produzione di
dopamina generando una sensazione di benessere, ma non resta sempre nei
recettori e tende a scomparire, il fumatore entra così in crisi di
astinenza. In laboratorio con uno schema tridimensionale abbiamo visto
questo meccanismo ed abbiamo osservato le cellule nervose con diversi
ingrandimenti.
SANGUE, MONOSSIDO DI CARBONIO
DI
Natali Gresia – Nicosia Filomena 1 A AFM Prof.ssa Taibi Concetta

Normalmente quando il
sangue arriva nei polmoni viene subito eliminata l’anidride carbonica e
i globuli rossi fanno il pieno di ossigeno che viene trasportato a
tutto l’organismo. Quando il fumatore aspira il fumo della sigaretta
insieme all’ossigeno arriva anche il monossido di carbonio che prende
il posto di una parte dell’ossigeno, il corpo reagendo, produce più
globuli rossi e ciò può provocare l’otturazione delle vene periferiche.
In laboratorio abbiamo osservato con uno schema tridimensionale questo
scambio gassoso ed ancor più interessante è stato osservare uno striscio
di sangue con il massimo ingrandimento.
sostanze
tossiche del fumo
Gulino Federica 1 AFM – Bennici Andrea
1 D AFM Prof.ssa Taibi Concetta

In laboratorio la pompa
pneumatica ha fumato circa 40 sigarette ed è stato impressionante vedere
come la nicotina, che è una sostanza volatile, a contatto con l’aria
diventa bruna ed abbiamo visto tutte le altre sostanze tossiche del fumo
che si sono depositate lungo il cannello; questo sottoposto alla fiamma
del becco bunsen ci ha mostrato la presenza del catrame.
In Italia il fumo
causa la morte di 80.000 persone ogni anno, in una sigaretta non c’è
solo la nicotina ma altri 4000 componenti come:
Il monossido di
carbonio:
ostacola l'azione dei muscoli e del cervello,riduce la capacità del
sangue di trasportare l’ossigeno
INCONTRO
ESPERTO ESTERNO Dott. SAVARINO ANTONINO

Curto Teresa 1 G AFM Prof. ssa Li
Calzi Filomena
Un importante momento è stato segnato dall’incontro con l’oncologo Dott.
Savarino, che ha trattato l’argomento in questione. Grazie alla sua
partecipazione siamo riusciti a vedere il problema “fumo” sotto un’altra
luce, trattando le varie patologie legate a questo brutto vizio ,che si
può definire una vera e propria malattia.
Ringraziamo la Scuola che ci ha permesso di trattare questo argomento
molto delicato ed interessante per noi giovani; la nostra esperienza
servirà a tutelare noi stessi e gli altri, adottando, come è stato
sottolineato durante il corso,uno stile di vita corretto.
A cura dell’I.T.P. Prof.ssa Scarano
Crocifissa
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“GIOVANI
IN-FORM-AZIONE: Youth for Integration”
Grazie all’ adesione da parte della
Dirigente scolastica al progetto della CARITAS, “GIOVANI IN-FORM-AZIONE:
Youth for Integration”, abbiamo avuto l’ occasione di fare diversi
incontri con uno dei volontari (Federico), con il quale, attraverso il
gioco dei ruoli e l’ attività di laboratorio abbiamo affrontato diverse
tematiche.
L’ inizio di questa attività è stato
abbastanza insolito, quasi come un gioco che ci ha fatto capire i
diversi problemi della nostra società e le difficoltà che molte persone
meno fortune di noi devono affrontare nella vita quotidiana.
Abbiamo iniziato parlando del “Caos”
inteso come mescolanza di persone per poi arrivare “all’ ordine” inteso
come formazione di gruppi di individui o comunità. Si è parlato del
concetto di:
-
Migrazione, che nello specifico caso
di un gruppo, è l’ arrivo di un individuo portatore di aspettative,
usi, tradizioni e mentalità differenti da quelle del gruppo di arrivo
che fa si che si inneschi una nuova riflessione sociale e culturale
che porterà ad una nuova società;
-
Cultura, che è un concetto e un’
astrazione che nasce nella mente degli uomini. Non esiste nessun
elemento naturale, quindi, per cui la cultura sia inscritta
biologicamente nell’ uomo;
-
Processi culturali, che avvengono
proprio grazie al relazionarsi nei diversi gruppi con persone di
diversa provenienza;
-
Integrazione, inteso come l’ insieme
dei processi sociali e culturali che rendono l’ individuo “diverso”
membro di un società.
Grazie a questo progetto e al modo in
cuoi è stato portato avanti abbiamo capito molte cose che spesso,
attraverso i metodi d’ insegnamento tradizionali, ci appaiono lontani e
ci rendono indifferenti.
Alessia Li Calzi e Luigi La Vecchia - IV B AFM
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Canicattì:
personaggi illustri e il passato mai dimenticato

Mons.
Angelo Ficarra e Venerabile Gioacchino La Lomia
Padre Gioacchino La Lomia, mons. Angelo
Ficarra, giudice Antonino Saetta, Rosario Livatino, Antonino Sciascia,
avvocato Francesco Macaluso, barone Agostino La Lomia, poeta Peppi Paci,
sono questi personaggi illustri che hanno contribuito a fare la storia
di Canicattì.
Tra questi ricordiamo particolarmente padre
Gioacchino venerato a Canicattì come un Santo e mons. Angelo Ficarra,
prelato di cultura, al quale l’ I.T.C.G. “Galileo Galilei” ha intitolato
una sala utilizzata per eventi di carattere culturale e per i convegni.
Nato il 3 marzo 1831 da famiglia agiata, padre
Gioacchino La Lomia rinunziò a tutto per consacrarsi a Dio, indossando
l’abito francescano. Sin dall’infanzia era evidente il suo amore nei
confronti del prossimo che, un giorno, lo spinse a distribuire la carne
che un suo vicino di casa, aveva messo a cuocere.
Sapeva parlare al cuore degli ascoltatori. A piedi
si spostava da un paese all’altro ed ovunque veniva accolto con gioia ed
acclamato come un Santo. Si imbarcò nel 1868 per il Brasile dove si
adoperò per 12 anni come missionario apostolico nella foresta Amazzonica
fondando ben 13 villaggi e dedicandosi all’evangelizzazione. Venerato
come un Santo dagli Indi, proruppe in lacrime per il dolore di dover
abbandonare a causa delle precarie condizioni di salute il Brasile.
A Canicattì predicò nella chiesa di San Diego e le
sue parole lasciarono un segno indelebile nel cuore di molti fedeli.
Padre Gioacchino non si limitò a predicare il Vangelo, ma lo visse con
il suo operare. Egli andava nelle case in cui regnava l’odio, si
frapponeva fra coloro i quali litigavano anche con le armi in pugno e la
sua presenza carismatica riusciva a disarmarli ed a far tornare la pace
e l’amore fra dove aveva regnato l’odio.
La città di Canicattì ha innalzato al frate un
monumento situato in piazza IV novembre.
Nel dicembre 1880 fu concesso ai cappuccini di
fondare la chiesa della Madonna Della Rocca. La tradizione ricorda molti
miracoli compiuti in vita dal frate.
Il 30 luglio, alle ore 20, all’età di 74 anni,
lasciò per sempre la Terra per ricongiungersi con il Creatore. Si
procedette all’imbalsamazione del corpo di padre Gioacchino. Dopo sette
anni di attesa Egli ritornò nella chiesa della Madonna Della Rocca il 21
aprile 1912. Da allora la chiesa dei cappuccini è meta continua di
pellegrinaggi. Il santuario Madonna Della Rocca è ancora oggi meta di
pellegrini provenienti da tutto il circondario.
Il tempo copre inesorabilmente il ricordo degli
uomini che non sono più sulla Terra. Ciò però non avviene per quegli
Uomini che hanno lasciato sulla Terra una più vasta orma. E’ il caso del
Venerabile padre Gioacchino La Lomia.
Noi tutti attendiamo che la sua santità gli venga
ufficialmente riconosciuta dalla chiesa e che presto il “Santo” possa
assurgere agli onori dell’altare. È ricordato come un Angelo Consolatore
dei poveri e sebbene fosse nato da famiglia agiata i beni di questo
mondo non avevano alcuna importanza per Lui.
Non meno degno di essere ricordato è Angelo Ficarra,
arcivescovo cattolico italiano, nato il 10 luglio 1885 a Canicattì.
Ordinato sacerdote manifestò un particolare impegno sociale. Egli si
scagliò con devozione contro la materializzazione dell’idea religiosa,
avversando continuamente la superstizione, l’ignoranza degli stessi
credenti nella fede che pur vantavano di professare. Conseguì con il
massimo dei voti la laurea in lettere classiche all’Università di
Palermo. Pubblicò diversi libri di altissimo valore culturale. Continuò
ininterrottamente i suoi studi, culminati nel 1928 con la redazione
della voce San Girolamo per l’Enciclopedia Treccani. Mantenendo sempre
una posizione di ferma distanza dal potere politico, si mostrava dedito
alla meditazione e alla preghiera senza trascurare ad ogni modo la
pastorale. Infaticabile era nella città natia la sua attività di
arciprete, intento a realizzare una vastità di opere, fra cui la chiesa
del Redentore. Fu una nobile figura di canicattinese da far conoscere
alle nuove generazioni e da proporre come grande maestro della cultura
classica e come espressore di nobili principi da porre alla base della
vita di ogni giorno, non solo dal punto di vista religioso ma anche da
quello civile. Anche a mons. Angelo Ficarra la città di Canicattì ha
intitolato una strada ed innalzato, all’imbocco di questa, all’Acquanova,
un cippo con busto di bronzo. A lui Canicattì ha voluto rendere onore e
ne ha traslato, il 5 marzo 1967, le ceneri dal cimitero cittadino della
chiesa Madre, dove ora riposano in un degno sarcofago. Aveva quasi 74
anni mons. Ficarra, quando il giugno 1959 fu stroncato all’improvviso
dalla morte a Canicattì.
La morte di mons. Ficarra, impotente di fronte alla
grandezza delle sue azioni, non è riuscita a cancellare il segno
indelebile che quest’uomo ha lasciato nella nostra terra ed oltre. Le
lodi non si sono affievolite con gli anni.
Io a nome di tutti i miei compaesani sento di poter
vantare le mie origini alla luce di tali personaggi illustri, i quali
hanno spinto alto il nome di questo paese. Esorterei inoltre le
istituzioni scolastiche e gli enti sociali a ricordare più spesso gli
esempi di suddetti Uomini affinché la loro magnificenza riesca a porre
le basi per una più spiccata coscienza morale nelle società future,
soprattutto in questi tempi privi di validi modelli da imitare.
Dina Carlino IV A AFM
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Canicattì e i suoi giovani
Le
problematiche che riguardano i giovani canicattinesi sono le medesime
che vengono affrontate da molti giovani di altre zone d’Italia.
Preoccupati dell’apparire, dal modo di vestire al fisico, la maggior
parte dei giovani tra i 15 e i 25 anni, vivono ispirandosi ai modelli
della società consumistica: l’abbigliamento deve essere rigorosamente
alla moda, i più acquistano nel mercatino locale, che si svolge
settimanalmente, i più privilegiati appartenenti a famiglie più
facoltose, nei negozi più importanti della città; molti sono coloro che
curano il fisico frequentando le numerose palestre cittadine. Canicattì
equidistante da due province, Agrigento e Caltanissetta, è un grosso
centro della Sicilia, ha conosciuto lo sviluppo economico negli anni ‘60
ed è sempre stato un punto di riferimento per il commercio con i paesini
limitrofi; ricco di bar, ristoranti, pub, discoteche, offre ai giovani
del luogo opportunità di “moderno divertimento”. Il Comida, il Link8,il
Firriato e lo Shed sono discoteche locali; Chez vous, Caffè time, 5
sensi, Bar del viale, i pub più famosi e frequentati. I giovanissimi
trascorrono i loro pomeriggi abitualmente girando senza meta, con i
propri scooter, oppure fermandosi in gruppo a chiacchierare presso i
giardinetti di alcuni quartieri, spesso annoiandosi e cercando di
combattere la noia a volte in modo pericoloso. Soltanto gli adolescenti
passeggiano nel corso principale del paese,Viale Regina Margherita, il
sabato sera, prima di andare in pizzeria; i più grandi, prima di recarsi
in discoteca,dove non si va prima della mezzanotte, perché non si trova
gente, fanno il così detto “pre-serata” nei pub, dove iniziano la serata
facendo uso di alcool, ritenuto un elemento indispensabile per avviare
il divertimento. Purtroppo l’alcool, come accade per la gioventù
italiana in genere , non è l’unico elemento negativo per soddisfare la
voglia di svago, molti fanno uso anche di droghe leggere, come spinelli
e di altre sostanze stupefacenti, per darsi una carica in più, per
vivere la serata in modo “ super”, per dimostrare di essere i migliori
del gruppo, i più simpatici, i più audaci. Queste affermazioni trovano
riscontro nel fatto che anche a Canicattì si sono verificati arresti tra
i giovani, nel mese di ottobre del 2010 e alcuni all’inizio del corrente
anno, per detenzione e spaccio di stupefacenti. Fortunatamente non tutti
i ragazzi scelgono queste forme discutibili di “passatempo”, molti vanno
al cinema, in pizzeria, oppure semplicemente frequentano i locali senza
esagerare nell’uso dei “cocktail alla moda”, escono con gli amici
soltanto per trascorrere la serata in compagnia e in allegria,
sperimentando forme di sano divertimento. Oltre alla “globalizzazione”
delle forme di divertimento, il motivo per cui il comportamento dei
giovani è omologato, si deve, secondo me, alla grave crisi di valori e
alla mancanza di solide alternative a cui si sta assistendo nell’attuale
momento storico.
Bonaccorso
Saskia VA IGEA
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Gli alunni stranieri al “Galilei”

Sin dagli anni '90 Canicattì è stata, dal punto di vista lavorativo, una
meta per gli extra-comunitari: i “vucumprà” erano tra gli ambulanti più
numerosi nel mercatino del mercoledì.
Nei confronti degli immigrati i canicattinesi non hanno mai avuto
atteggiamenti di tipo razziale pertanto queste persone sono riuscite,
senza eccessive difficoltà, a trovare lavoro e sistemazione. Ovviamente
la maggior parte di loro ha trovato occupazione in settori come il
commercio ambulante o nel settore agricolo. Negli ultimi anni
all'immigrazione extra-comunitaria si è sostituita l'immigrazione dai
paesi dell'est europeo, tanto che oggi Canicattì conta la presenza di
circa 6000 rumeni.
Questi ultimi, a differenza degli extra-comunitari, si sono trasferiti
qui con le famiglie, per cui molti quartieri sono abitati ormai da
interi nuclei familiari: uomini,donne, ragazzi e bambini. I ragazzi
frequentano le scuole cittadine a tutti i livelli. Nell'istituto che io
frequento, l' I.T.C.G. AFM e CAT “G. Galilei” è numerosa la presenza di
studenti stranieri, e tra questi, quelli nati e cresciuti in Sicilia,
non hanno alcun problema a livello linguistico tanto che parlano
comunemente l'italiano; altri arrivati da poco a Canicattì, vengono
aiutati ad apprendere la nuova lingua ed in genere la apprendono
abbastanza velocemente.
Sono più di nove le classi in cui sono presenti gli alunni stranieri, e
devo dire che, per esperienza personale, siamo tutti compagni alla pari
e che i docenti si rapportano con tutti gli alunni allo stesso modo,
senza differenza o problemi di alcun genere. Per gli adulti il CTP nel
nostro istituto organizza corsi di italiano per gli stranieri e corsi di
lingua araba e spagnola. Ciò favorisce l'apprendimento della lingua
italiana e di conseguenza l'inserimento nella società. Purtroppo, però,
a Canicattì la scorsa estate si sono verificati episodi di violenza a
danno di cittadini di nazionalità rumena, e ciò ha indotto le forze
dell’ordine ad intervenire con arresti o, nei casi più gravi, con
rimpatri dei soggetti pericolosi per l'ordine pubblico.
Fortunatamente per loro, tutto ciò non ha intaccato i rapporti
lavorativi che la maggior parte dei commercianti intrattiene con gli
stranieri di origine rumena e soprattutto il rispetto e la fiducia nei
confronti dei numerosi alunni rumeni che frequentano la mia scuola.
Davide Didah III A AFM
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Presepe 2010/2011
Una parte
degli alunni della II° B AFM ha accolto con entusiasmo la proposta della
prof. Meli di realizzare il presepio nel nostro Istituto. Nonostante i
lavori siano cominciati in ritardo a causa della protesta studentesca in
atto, sono riusciti a completare il lavoro con impegno e costanza.
Quest’anno, a differenza dagli anni precedenti, sono state introdotte
delle novità al presepio tradizionale. Il presepio è stato realizzato
direttamente a terra per rendere più ampia la visione, con la
realizzazione di un recinto e con l’inserimento di nuovi personaggi
simboleggianti le varie culture. La Dirigente Scolastica Dott.ssa
Calogera Genco ha mostrato la sua piena disponibilità a collaborare
autorizzando i ragazzi a realizzare il presepe anche nel pomeriggio, ma
anche esprimendo il suo apprezzamento e ringraziamento per il lavoro
svolto. La realizzazione del presepio è stata anche possibile grazie al
sostegno economico della scuola la quale non ha fatto mancare il
materiale necessario per la realizzazione dell'opera. Gli alunni
che hanno collaborato alla realizzazione del presepio (Angelo,
Antonio, Chiara, Corinne, Felice, Liborio, Lucrezia, Mariantonietta,
Valeria, Ylenia), alla fine della celebrazione della Santa Messa di
Natale, hanno ricevuto un attestato di merito. Nella stessa cerimonia, è
stata consegnata la prima borsa di studio in ricordo del Professore
Saia, recentemente scomparso, alla propria figlia, studentessa del Liceo
Classico di Canicattì.
Liborio Insalaco, Emanuela Martines, Valeria Giordano
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