Istituto Tecnico "G. Galilei" - Canicattì (Ag) 

Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing - Costruzioni, Ambiente e Territorio

Il  GIORNALE  del  "Galilei"

 

  A. s. 2010/11

 

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APRI IL "GIORNALE DEL GALILEI" 09/10

 

Stage linguistico a Parigi per 15 studenti del “Galilei"   FOTO

 

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Piano Straordinario PON/POR- FSE- Obiettivi C1 “Formazione linguistica” e C5 “Tirocini e Stage”- 2011 .

 Comunicato stampa   (12/08/2011)  

 

Il Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico “Galileo Galilei” di Canicattì, Dott.ssa Calogera Genco, comunica che sono state avviate le attività relative al Piano Straordinario PON/POR- FSE- Obiettivi C1 “Formazione linguistica” e C5 “Tirocini e Stage”- 2011 .

Lunedì, 15 agosto p.v.,  trenta alunni del “Galilei”  delle classi terze, quarte e quinte IGEA e Geometra, accompagnati dai professori Paolo Misuraca e Felice Viticchié,  partiranno  alla volta della Gran Bretagna, per uno “stage” linguistico della durata di quattro settimane.

 I 30 studenti, divisi in due gruppi di 15, frequenteranno un corso di lingua inglese, tenuto da docenti di madre lingua, della durata di ottanta ore, presso la “Insight StudyUK”  di Londra. A conclusione del corso, gli studenti si sottoporranno ad esami per la certificazione delle competenze acquisite presso l’ente certificatore accreditato “Trinity”.

Durante la loro permanenza a Londra, gli studenti del “Galilei” ,nell’ambito della lettura del territorio, visiteranno i maggiori centri di interesse della città di Londra, come Tate Modern, Globe Theatre, Tower of London, Big Ben, St Paul's Cathedral, National Gallery, National History Museum, Science Museum, ecc.

Essi, sempre accompagnati dai docenti-tutor, effettueranno, anche,  nei fine settimana, delle escursioni guidate alle città di Oxford e Cambridge,( entrambi famose, perché sedi delle prestigiose  università britanniche), alla città natale di William Shakespeare, Stratford Upon Avon, ed alla movimentatissima località balneare di Brighton, situata sulla costa sud dell’Inghilterra.

E’ in fase di organizzazione  un secondo stage linguistico, da realizzarsi a settembre  in  Francia, per 15 alunni delle classi terze, quarte e quinte dell’istituto.

Sono state, inoltre, avviate le attività per un secondo “stage aziendale” per 15 alunni neoragionieri, che faranno la loro prima esperienza lavorativa in azienda del settore “Economico-aziendale” della provincia di Trento.

  Il 28 agosto 2011 un gruppo di 15 alunni del geometra, diplomatisi lo scorso luglio, partiranno per il Veneto dove, faranno la loro prima esperienza lavorativa per un periodo di quattro settimane, presso aziende del settore “Costruzioni ed Ambiente. I neogeometri saranno accompagnati dai  docenti , Ingg. Dario Augugliaro e Carmelo Carletto e dal geom. Polizzi.

 La Dott.ssa Genco sottolinea che il progetto, che prevede la realizzazione delle attività sopra riportate, è stato finanziato  dal Fondo Sociale dell’Unione Europea per complessivi

 € 393.380,58.

 

 

Canicattì 12/08/2011                                                     Il Dirigente Scolastico

                                                                                        Dott.ssa Calogera Genco

 

150° ANNIVERSARIO DELL’UNITÁ D’ITALIA

 Di Vanessa Geraci - IV C AFM

 

Il 17 Marzo ricorre il 150° anniversario dell’unità d’Italia, occasione per tutti gli italiani di ricordare o di riscoprire i nostri ideali morali e le nostre radici culturali. Il saggio scritto dal professore Giovanni Tesè, avvocato e docente di materie giuridiche presso l’Istituto Tecnico Commerciale Galileo Galilei di Canicattì; scritto tra maggio e giugno del 2010, sull’onda dell’avvio degli eventi celebrativi dato il 5 maggio dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano; ci conduce verso un’attenta riflessione sul significato di questa importantissima ricorrenza. Questa occasione, secondo quanto esposto dal professore, ci offre l’ opportunità di “avviare un utile confronto volto a valorizzare le ragioni che ci uniscono per progettare insieme il nostro avvenire.” Per dimostrare che  questo percorso non conduce ad un sentiero cieco, ma al contrario ci apre orizzonti forse da troppo tempo dimenticati, è necessario riscoprire gli ideali di allora ripercorrendo brevemente le tappe storiche dell’unità d’Italia e ricordando i personaggi che l’hanno reso possibile. Il periodo storico è quello che si suole chiamare Risorgimento, termine che indica l’insieme delle vicende che hanno portato l’Italia a diventare uno Stato indipendente e unitario. Il processo di unificazione iniziò dopo il Congresso di Vienna (1815) e terminò nel 1870, anno in cui venne conquistata Roma. Il congresso di Vienna aveva ristabilito in Italia gli antichi governi e diviso la penisola in tanti piccoli stati, ognuno con le sue leggi e le sue regole. L’Austria aveva inoltre rafforzato la sua presenza con l’acquisizione del Regno Lombardo-Veneto. Il dominio straniero divenne inaccettabile per molti italiani. Furono soprattutto gli intellettuali, gli studenti e qualche nobile di idee liberali a manifestare per primi il loro malcontento per le decisione imposte dal Congresso di Vienna. Essi vennero chiamati patrioti, ambivano a liberare l’Italia dalla presenza straniera e a unificarla in una sola nazione. Per sfuggire alla sorveglianza della polizia, molti patrioti si riunivano di nascosto; nacquero così associazioni più o meno segrete. Una delle più importanti fu la Giovine Italia, fondata da Giuseppe Mazzini nel 1831. Gli aderenti avevano lo scopo di coinvolgere più gente possibile, per convincerla ad appoggiare la rivolta. I loro obiettivi fondamentali erano: l’unità del Paese, l’indipendenza dal dominio straniero e l’instaurazione di un governo repubblicano. Le prime insurrezioni organizzate dai mazziniani scoppiarono nel 1833, ma non ebbero successo; nonostante tutto le idee proclamate e l’azione dei patrioti servirono a scuotere gli animi. Nel 1848 i moti insurrezionali scoppiarono da nord a sud. Le cinque giornate di Milano furono il motore trainante per la prima guerra d’indipendenza contro l’Austria (23 marzo 1848; 10 agosto 1949). Si dovettero attendere 9 anni prima che i patrioti potessero nuovamente provare a contrastare la dominazione austriaca (seconda guerra d’indipendenza 28 aprile del 1858; 11 luglio 1859). Questa volta, grazie alla politica estera dell’allora capo del governo Cavour, che ottenne l’appoggio dei francesi, l’Austria dovette cedere la Lombardia. L’anno dopo, nella notte tra il 5 e il 6 maggio Garibaldi, altro personaggio di spicco del Risorgimento italiano, con mille volontari partì alla volta della Sicilia. Qui si unirono molti giovani contadini e borghesi ed in poco tempo liberarono il Regno delle due Sicilie dalla dominazione dei borboni. Il 17 marzo del 1861 davanti al primo Parlamento italiano convocato a Torino, Vittorio Emanuele II fu proclamato re di’Italia. Mancavano però il Veneto e Roma; solo dopo la terza guerra d’indipendenza (20 giugno 1866; 20 settembre 1870)e l’annessione di Roma, a seguito di un plebiscito, si completò l’unificazione e nel 1871 Roma divenne la nuova capitale del Regno d’Italia. Trovo sia giusto, sempre per onorare tutti coloro i quali sacrificarono anche la vita per realizzare una nazione unita e libera, ricordare la figura di Goffredo Mameli, autore de Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli o Fratelli d’Italia. La composizione di Mameli, adottata in via provvisoria nel 1946, ha rappresentato da sempre l’Italia in tutto il mondo, ma solo il 17 novembre 2005 si è compiuto il primo passo per ottenere il sigillo delle istituzioni. Molto spesso ci capita di ascoltare il nostro inno alla televisione, soprattutto durante le competizioni sportive, ma mi chiedo quanti di noi, nel ripetere in coro le parole, ne comprendano il significato. Credo che la maggior parte di noi si limita a ripetere quelle parole senza porre attenzione a ciò che si sta dicendo. In occasione di una trasmissione televisiva ho avuto modo di apprezzare l’esegesi fatta da Roberto Benigni sul testo del nostro inno. Grazie alle sue parole ho avuto modo di capire che la riflessione sulla ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia non può prescindere dalla conoscenza del profondo significato dell’Inno di Mameli e della seppur breve ma intensa vita del suo autore. Goffredo Mameli impersona perfettamente il romanticismo e il patriottismo puro. Mazziniano convinto, partì ventenne alla volta di Roma per partecipare alle rivolte del 1849; dove ferito ad una gamba si spense il 6 luglio. La testimonianza più nota di come nacque l’inno ci è stata fornita da Carlo Alberto Berilli, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli. Egli racconta di una sera dell’autunno del 1847 trascorsa in casa di Lorenzo Valerio, patriota e scrittore, durante la quale il pittore Bozzino, giunto da Genova, consegnò a Novaro un biglietto mandatogli da Mameli. Il musicista lesse il biglietto e spinto da una profonda e sincera commozione si sedette subito al pianoforte nel tentativo di musicare quelle parole. Gli ci volle tutta la notte per arrivare a creare la sua composizione musicale, scritta in un foglio di carta che per l’agitazione bruciò versandogli l’olio della lucerna. Novaro però riuscì a riscrivere la composizione ricordando a memoria ogni singola nota. Dopo pochi giorni l’inno ebbe una grande diffusione tanto da essere cantato senza sosta in ogni manifestazione. L’inno di Mameli fu perciò un’importante strumento di propaganda degli ideali del Risorgimento e di incitamento all’insurrezione. Se leggiamo con attenzione le parole dell’inno non possiamo fare a meno di notare il messaggio che un giovane ventenne lanciava ad una popolazione stanca ed oppressa dalle vessazioni imposte da popolazioni straniere. Un ventenne che si era reso conto che era ora di unirsi per combattere insieme e creare una nazione unita e libera, e che incitava giovani e meno giovani a raggiungere questa consapevolezza. Per onorare la memoria dei patrioti, che hanno dato la vita affinché noi oggi potessimo vivere in una nazione unita e libera, dobbiamo impegnarci a perseguire, così come ci suggerisce il professore Tesè, “l’intento di realizzare una nazione garante delle autonomie, della giustizia, della democrazia, della libertà e del bene comune.” L’unico modo, allora, per continuare a garantire l’Unità d’Italia, così come esposto nella parte centrale del saggio del professore, è quello di  rispettare i principi sanciti dalla Costituzione; in modo particolare i valori del regionalismo che promuovono e tutelano le peculiarità di ogni singola comunità locale. Proprio per perseguire questo scopo è necessario valutare con attenzione quelle che vengono definite “riforme in senso federalista”. Come ci fa notare giustamente il professore, spesso sotto questa etichetta si nascondono false promesse. Il “federalismo fiscale” tanto voluto dal partito della Lega Nord, che in un recente passato ha parlato anche di proposte secessioniste, ci viene presentato come la soluzione a tutti i problemi che purtroppo l’Italia si trova a dover affrontare, prima fra tutte la crisi economica. Ma è lecito a questo punto chiedersi se percorrendo questa via arriveremo alla soluzione dei nostri problemi o se al contrario verranno lesi i principi che fondano la nostra democrazia. Il rischio inoltre è quello che vengano accentuate le differenze che ancora purtroppo esistono tra regioni del nord e quelle del sud. Non è certo una novità che il Mezzogiorno è sempre rimasto indietro dal punto di vista industriale ed economico. La storia ci racconta di come tanti meridionali hanno abbandonato la loro terra, emigrando anche oltre oceano, per sfuggire ad una vita di stenti. La scelta di abbandonare la propria terra per cercare fortuna altrove non è purtroppo storia passata ma accade ancora oggi. La nostra Sicilia tanto bella quanto povera di proposte lavorative concrete per le giovani generazioni si vede privare di tanti validi giovani, che se solo avessero la possibilità potrebbero riuscire a riscattarla. Il suggerimento importantissimo che ci dà il professore Tesè è quello di svegliarci, di acquisire una maggiore consapevolezza per non sentirci  più vittime dei retaggi storici. E ciò sarà possibile solo se terremo sempre presenti tre valori fondamentali quali “unità, solidarietà e responsabilità”. Dobbiamo insomma rimboccarci le maniche per diventare artefici del nostro destino. Le parole del professore mi hanno colpita profondamente, perché esprimono una grande verità a cui spesso noi giovani non diamo il giusto peso. Ritengo, infatti, che noi ragazzi spesso trattiamo temi importanti con molta superficialità, quasi come se non ci riguardassero da vicino, come se la politica fosse qualcosa di estremamente lontano dalle giovani generazioni. Spero, allora, che la ricorrenza così importante del 150° anniversario dell’Unità d’Italia serva soprattutto a noi giovani per diventare più consapevoli delle nostre responsabilità e delle nostre possibilità.

                                                                                                                

                                                                                                                                       VANESSA GERACI

 

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SECONDA GIORNATA NEL CANTIERE DEL RADDOPPIO DELLA S.S. 640 AG-CL

 Continua la collaborazione tra la direzione dei lavori per la realizzazione della S.S. 640 ed il nostro Istituto.  Oggi gli alunni delle classi quarte sez. A e B geometri, accompagnati dai Proff. Ruggeri, Morgante e Polizzi Salvatore,  si sono recati presso il cantiere per assistere al varo di un cavalcavia.

Gli alunni sono stati ospitati direttamente in cantiere sotto l’assistenza vigile delle maestranze del cantiere stesso in particolare dagli ingegneri Di Gioia e Contini che hanno spiegato  ed illustrato l’iter per la logistica sulla sicurezza del cantiere.

 

Gli alunni arrivano nei pressi del cavalcavia direttamente da quella che sarà l’ex S.S. 640, e vengono  salutati dall’Ing. Di Gioia e Ing. Contini.

 

 

Gli alunni si avviano in una zona di sicurezza per assistere al varo delle travi precompresse .

 

Arrivo e posizionamento del primo tir con la trave lunga ml 38,00 da porre sulle spalle in c.a. già pronte.

 

Gli alunni ed i proff. Ruggeri e Morgante sistemati nella zona di sicurezza assistono ai lavori di ancoraggio delle travi.

 

Dopo l’ancoraggio della trave inizia a nevicare e quindi ci spostiamo in un’altra zona del cantiere dove vengono realizzate le travi precompresse.

 

 

 

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PROGETTO “EDUCAZIONE ALLA SALUTE”        TABAGISMO

A cura dell’I.T.P.  Prof.ssa Scarano Crocifissa

 

DOCENTI: LI CALZI FILOMENA,  LIVATINO VALERIA, TAIBI CONCETTA (RESPONSABILE PROGETTO),

 SCARANO CROCIFISSA (TUTOR) - ALUNNI COINVOLTI: n.56 - DURATA PROGETTO: 11/01/2011 – 24/02/2011

 

TABACCO E FOTOSINTESI CLOROFILLIANA

Brucculeri Angela e Maira Fabio 1 E AFM  Prof.ssa Livatino Valeria

La fotosintesi clorofilliana è la funzione mediante la quale le piante dotate di clorofilla, sotto l’azione della luce solare, formano amido e liberano ossigeno dopo aver assorbito dall’aria anidride carbonica attraverso gli stomi e dal terreno acqua tramite i peli radicali; così le piante riescono a trasformare l’energia radiante del sole in energia chimica. In laboratorio abbiamo preso una fogliolina di elodea ed abbiamo  osservato i cloroplasti con un ingrandimento di mille volte.

CELLULA NERVOSA, NICOTINA, DOPAMINA, DIPENDENZA

Faldetta Martina 1 A AFM – Alù Sofia 1 C AFM  Prof.ssa Taibi Concetta

La sigaretta contiene la nicotina che crea dipendenza in quanto è una sostanza psicoattiva che dopo 7 secondi attraverso il sangue arriva al cervello a va a fissarsi nei recettori dei neuroni. La nicotina va ad attivare la produzione di dopamina generando una sensazione di benessere, ma  non resta sempre nei recettori e tende a scomparire, il fumatore entra così in crisi di astinenza. In laboratorio con uno schema tridimensionale abbiamo visto questo  meccanismo ed abbiamo osservato le cellule nervose  con diversi ingrandimenti.

 

SANGUE, MONOSSIDO DI CARBONIO

 DI Natali Gresia – Nicosia Filomena 1 A AFM Prof.ssa Taibi Concetta

Normalmente quando il sangue arriva nei polmoni viene subito eliminata l’anidride carbonica e i globuli rossi  fanno il pieno di ossigeno che viene trasportato a tutto l’organismo. Quando il fumatore aspira il fumo della sigaretta insieme all’ossigeno arriva anche il monossido di carbonio che  prende il posto di una parte dell’ossigeno, il corpo reagendo, produce più globuli rossi e ciò può provocare l’otturazione delle vene periferiche. In laboratorio abbiamo osservato con uno schema tridimensionale questo scambio gassoso ed ancor più interessante è stato osservare uno striscio di sangue con il massimo ingrandimento.

sostanze tossiche del fumo

Gulino Federica 1  AFM – Bennici  Andrea 1 D AFM  Prof.ssa Taibi Concetta

In laboratorio  la pompa pneumatica ha fumato circa 40 sigarette ed è stato impressionante vedere come la nicotina, che è una sostanza volatile, a contatto con l’aria diventa bruna ed abbiamo visto tutte le altre sostanze tossiche del fumo che si sono depositate lungo il cannello; questo sottoposto alla fiamma del becco bunsen ci ha mostrato la presenza del catrame.

In Italia il fumo causa la morte di 80.000 persone ogni anno, in una sigaretta non c’è solo la nicotina ma altri 4000 componenti come:

Il monossido  di carbonio: ostacola l'azione dei muscoli e del cervello,riduce la capacità del sangue di trasportare  l’ossigeno

L'arsenico e i derivati del cianuro: dei veri e propri veleni! L’arsenico è contenuto nei topicidi. Provocano danni al cuore e ai vasi sanguigni.

L'acetone è un liquido infiammabile, i suoi vapori sono molto tossici..

La formaldeide: un gas irritante impiegato dalle industrie nella lavorazione delle stoffe, carta, legno e coloranti.. La formalina permette di conservare e imbalsamare gli organi morti.

Il catrame: si deposita nei bronchi e nei polmoni e può provocare il cancro.

L'ammoniaca:è un gas tossico dall'odore caratteristico! Permette alla nicotina di arrivare più velocemente al cervello.

Additivi chimici come l'acido silicico, carbonico, acetico, formico, benzoico; il diossido di titanio; prodotti sbiancanti delle ceneri, ecc….

Metalli pesanti:MERCURIO un veleno mortale per gli esseri viventi; PIOMBO, CROMO e il CADMIO che si deposita nei reni e  nelle arterie (causa enfisema polmonare).

Il polonio 210: UNA SOSTANZA RADIOATTIVA . Fumare 30 sigarette al giorno equivale, in un anno, a 300 radiografie al torace.

 

INCONTRO ESPERTO ESTERNO Dott. SAVARINO ANTONINO

Curto Teresa 1 G AFM  Prof. ssa  Li Calzi Filomena

Un importante momento è stato segnato dall’incontro con l’oncologo Dott. Savarino, che ha trattato l’argomento in questione. Grazie alla sua partecipazione siamo riusciti a vedere il problema “fumo” sotto un’altra luce, trattando le varie patologie legate a questo brutto vizio ,che si può definire una vera e propria malattia.

Ringraziamo la Scuola che ci ha permesso di trattare questo argomento molto delicato ed interessante per noi giovani; la nostra esperienza servirà a tutelare noi stessi e gli altri, adottando, come è stato sottolineato durante il corso,uno stile di vita corretto.

A cura dell’I.T.P.  Prof.ssa Scarano Crocifissa

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“GIOVANI IN-FORM-AZIONE: Youth for Integration”

 

Grazie all’ adesione da parte della Dirigente scolastica al progetto della CARITAS, “GIOVANI IN-FORM-AZIONE: Youth for Integration”, abbiamo avuto l’ occasione di fare diversi incontri con uno dei volontari (Federico), con il quale, attraverso il gioco dei ruoli e l’ attività di laboratorio abbiamo affrontato diverse tematiche.

L’ inizio di questa attività è stato abbastanza insolito, quasi come un gioco che ci ha fatto capire i diversi problemi della nostra società e le difficoltà che molte persone meno fortune di noi devono affrontare nella vita quotidiana.

Abbiamo iniziato parlando del “Caos” inteso come mescolanza di persone per poi arrivare “all’ ordine” inteso come formazione di gruppi di individui o comunità. Si è parlato del concetto di:

  • Migrazione, che nello specifico caso di un gruppo, è l’ arrivo di un individuo portatore di aspettative, usi, tradizioni e mentalità differenti da quelle del gruppo di arrivo che fa si che si inneschi una nuova riflessione sociale e culturale che porterà ad una nuova società;

  • Cultura, che è un concetto e un’ astrazione che nasce nella mente degli uomini. Non esiste nessun elemento naturale, quindi, per cui la cultura sia inscritta biologicamente nell’ uomo;

  • Processi culturali, che avvengono proprio grazie al relazionarsi nei diversi gruppi con persone di diversa provenienza;

  • Integrazione, inteso come l’ insieme dei processi sociali e culturali che rendono l’ individuo “diverso” membro di un società.

Grazie a questo progetto e al modo in cuoi è stato portato avanti abbiamo capito molte cose che spesso, attraverso i metodi d’ insegnamento tradizionali, ci appaiono lontani e ci rendono indifferenti.

 

Alessia Li Calzi e Luigi La Vecchia - IV B AFM

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Canicattì: personaggi  illustri e il passato mai dimenticato

Mons. Angelo Ficarra e Venerabile Gioacchino La Lomia Padre Gioacchino La Lomia, mons. Angelo Ficarra, giudice Antonino Saetta, Rosario Livatino, Antonino Sciascia, avvocato Francesco Macaluso, barone Agostino La Lomia, poeta Peppi Paci, sono questi personaggi illustri che hanno contribuito a fare la storia di Canicattì.

Tra questi ricordiamo particolarmente padre Gioacchino venerato a Canicattì come un Santo e mons. Angelo Ficarra, prelato di cultura, al quale l’ I.T.C.G. “Galileo Galilei” ha intitolato una sala utilizzata per eventi di carattere culturale e per i convegni.

Nato il 3 marzo 1831 da famiglia agiata, padre Gioacchino La Lomia rinunziò a tutto per consacrarsi a Dio, indossando l’abito francescano. Sin dall’infanzia era evidente il suo amore nei confronti del prossimo che, un giorno, lo spinse a distribuire la carne che un suo vicino di casa, aveva messo a cuocere.

Sapeva parlare al cuore degli ascoltatori. A piedi si spostava da un paese all’altro ed ovunque veniva accolto con gioia ed acclamato come un Santo. Si imbarcò nel 1868 per il Brasile dove si adoperò per 12 anni come missionario apostolico nella foresta Amazzonica fondando ben 13 villaggi e dedicandosi all’evangelizzazione. Venerato come un Santo dagli Indi,  proruppe in lacrime per il dolore di dover abbandonare a causa delle precarie condizioni di salute il Brasile.

A Canicattì predicò nella chiesa di San Diego e le sue parole lasciarono un segno indelebile nel cuore di molti fedeli. Padre Gioacchino non si limitò a predicare il Vangelo, ma lo visse con il suo operare.  Egli andava nelle case in cui regnava l’odio, si frapponeva fra coloro i quali litigavano anche con le armi in pugno e la sua presenza carismatica riusciva a disarmarli ed a far tornare la pace e l’amore fra dove aveva regnato l’odio.

La città di Canicattì ha innalzato al frate un monumento  situato in piazza IV novembre.

Nel dicembre 1880 fu concesso ai cappuccini di fondare la chiesa della Madonna Della Rocca. La tradizione ricorda molti miracoli compiuti in vita dal frate.

Il 30 luglio, alle ore 20, all’età di 74 anni, lasciò per sempre la Terra per ricongiungersi con il Creatore. Si procedette all’imbalsamazione del corpo di padre Gioacchino.  Dopo sette anni di attesa Egli ritornò nella chiesa della Madonna Della Rocca il 21 aprile 1912.  Da allora la chiesa dei cappuccini è meta continua di pellegrinaggi. Il santuario Madonna Della Rocca è ancora oggi meta di pellegrini provenienti da tutto il circondario.

Il tempo copre inesorabilmente il ricordo degli uomini che non sono più sulla Terra. Ciò però non avviene per quegli Uomini che hanno lasciato sulla Terra una più vasta orma. E’ il caso del Venerabile padre Gioacchino La Lomia.

Noi tutti attendiamo che la sua santità gli venga ufficialmente riconosciuta dalla chiesa e che presto il “Santo” possa assurgere agli onori dell’altare. È ricordato come un Angelo Consolatore dei poveri e sebbene fosse nato da famiglia agiata i beni di questo mondo non avevano alcuna importanza per Lui.

 Non meno degno di essere ricordato è Angelo Ficarra, arcivescovo cattolico italiano, nato il 10 luglio 1885 a Canicattì. Ordinato sacerdote manifestò un particolare impegno sociale. Egli si scagliò con devozione contro la materializzazione dell’idea religiosa, avversando continuamente la superstizione, l’ignoranza degli stessi credenti nella fede che pur vantavano di professare. Conseguì con il massimo dei voti la laurea in lettere classiche all’Università di Palermo. Pubblicò diversi libri di altissimo valore culturale. Continuò ininterrottamente i suoi studi, culminati nel 1928 con la redazione della voce San Girolamo per l’Enciclopedia Treccani. Mantenendo sempre una posizione di ferma distanza dal potere politico, si mostrava dedito alla meditazione e alla preghiera senza trascurare ad ogni modo la pastorale. Infaticabile era nella città natia la sua attività di arciprete, intento a realizzare una vastità di opere, fra cui la chiesa del Redentore. Fu una nobile figura di canicattinese da far conoscere alle nuove generazioni e da proporre come grande maestro della cultura classica e come espressore di nobili principi da porre alla base della vita di ogni giorno, non solo dal punto di vista religioso ma anche da quello civile. Anche a mons. Angelo Ficarra la città di Canicattì ha intitolato una strada ed innalzato, all’imbocco di questa, all’Acquanova, un cippo con busto di bronzo. A lui  Canicattì ha voluto rendere onore e ne ha traslato, il 5 marzo 1967, le ceneri dal cimitero cittadino della chiesa Madre, dove ora riposano in un degno sarcofago. Aveva quasi 74 anni mons. Ficarra, quando il giugno 1959 fu stroncato all’improvviso dalla morte a Canicattì.

La morte di mons. Ficarra, impotente di fronte alla grandezza delle sue azioni, non è riuscita a cancellare il segno indelebile che quest’uomo ha lasciato nella nostra terra ed oltre. Le lodi non si sono affievolite con gli anni.

Io a nome di tutti i miei compaesani sento di poter vantare le mie origini alla luce di tali personaggi illustri, i quali hanno spinto alto il nome di questo paese. Esorterei inoltre le istituzioni scolastiche e gli enti sociali a ricordare più spesso gli esempi di suddetti Uomini affinché la loro magnificenza riesca a porre le basi per una più spiccata coscienza morale nelle società future, soprattutto in questi tempi privi di validi modelli da imitare.

Dina Carlino IV A AFM

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Canicattì e i suoi giovani

Le problematiche che riguardano i giovani canicattinesi sono le medesime che vengono affrontate da molti giovani di altre zone d’Italia. Preoccupati dell’apparire, dal modo di vestire al fisico, la maggior parte dei giovani tra i 15 e i 25 anni, vivono ispirandosi ai modelli della società consumistica: l’abbigliamento deve essere rigorosamente alla moda, i più acquistano nel mercatino locale, che si svolge settimanalmente, i più privilegiati appartenenti a famiglie più facoltose, nei negozi più importanti della città; molti sono coloro che curano il fisico frequentando le numerose palestre cittadine. Canicattì equidistante da due province, Agrigento e Caltanissetta, è un grosso centro della Sicilia, ha conosciuto lo sviluppo economico negli anni ‘60 ed è sempre stato un punto di riferimento per il commercio con i paesini limitrofi; ricco di bar, ristoranti, pub, discoteche, offre ai giovani del luogo opportunità di “moderno divertimento”. Il Comida, il Link8,il Firriato e lo Shed sono discoteche locali; Chez vous, Caffè time, 5 sensi, Bar del viale, i pub più famosi e frequentati. I giovanissimi trascorrono i loro pomeriggi abitualmente girando senza meta, con i propri scooter, oppure fermandosi in gruppo a chiacchierare presso i giardinetti di alcuni quartieri, spesso annoiandosi e cercando di combattere la noia a volte in modo pericoloso. Soltanto gli adolescenti passeggiano nel corso principale del paese,Viale Regina Margherita, il sabato sera, prima di andare in pizzeria; i più grandi, prima di recarsi in discoteca,dove non si va prima della mezzanotte, perché non si trova gente, fanno il così detto “pre-serata” nei pub, dove iniziano la serata facendo uso di alcool, ritenuto un elemento indispensabile per avviare il divertimento. Purtroppo l’alcool, come accade per la gioventù italiana in genere , non è l’unico elemento negativo per soddisfare la voglia di svago, molti fanno uso anche di droghe leggere, come spinelli e di altre sostanze stupefacenti, per darsi una carica in più, per vivere la serata in modo “ super”, per dimostrare di essere i migliori del gruppo, i più simpatici, i più audaci.  Queste affermazioni trovano riscontro nel fatto che anche a Canicattì si sono verificati arresti tra i giovani, nel mese di ottobre del 2010 e alcuni all’inizio del corrente anno, per detenzione e spaccio di stupefacenti. Fortunatamente non tutti i ragazzi scelgono queste forme discutibili di “passatempo”, molti vanno al cinema, in pizzeria, oppure semplicemente frequentano i locali senza esagerare nell’uso dei “cocktail alla moda”, escono con gli amici soltanto per trascorrere la serata in compagnia e in allegria, sperimentando forme di sano divertimento. Oltre alla “globalizzazione” delle forme di divertimento, il motivo per cui il comportamento dei giovani è omologato, si deve, secondo me, alla grave crisi di valori e alla mancanza di solide alternative a cui si sta assistendo nell’attuale momento storico.

Bonaccorso Saskia VA IGEA

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Gli alunni stranieri al “Galilei”

Sin dagli anni '90 Canicattì è stata, dal punto di vista lavorativo, una meta per gli extra-comunitari: i  “vucumprà” erano tra gli ambulanti più numerosi nel mercatino del mercoledì.

Nei confronti degli immigrati i canicattinesi non hanno mai avuto atteggiamenti di tipo razziale pertanto queste persone  sono riuscite, senza eccessive difficoltà, a trovare lavoro e sistemazione. Ovviamente la maggior parte di loro ha trovato occupazione in settori come il commercio ambulante o nel settore agricolo. Negli ultimi anni all'immigrazione extra-comunitaria si è sostituita l'immigrazione dai paesi dell'est europeo, tanto che oggi Canicattì conta la presenza di circa 6000 rumeni.

Questi ultimi, a differenza degli extra-comunitari, si sono trasferiti qui con le famiglie, per cui molti quartieri sono abitati ormai da interi nuclei familiari: uomini,donne, ragazzi e bambini. I ragazzi frequentano le scuole cittadine a tutti i livelli. Nell'istituto che io frequento, l' I.T.C.G. AFM e CAT “G. Galilei” è numerosa la presenza di studenti stranieri, e tra questi, quelli nati e cresciuti in Sicilia, non hanno alcun problema a livello linguistico tanto che parlano comunemente l'italiano; altri arrivati da poco a Canicattì, vengono aiutati ad apprendere la nuova lingua ed in genere la apprendono abbastanza velocemente.

Sono più di nove le classi in cui sono presenti gli alunni stranieri, e devo dire che, per esperienza personale, siamo tutti compagni alla pari e che i docenti si rapportano con tutti gli alunni allo stesso modo, senza differenza o problemi di alcun genere. Per gli adulti il CTP nel nostro istituto organizza corsi di italiano per gli stranieri e corsi di lingua araba e spagnola. Ciò favorisce l'apprendimento della lingua italiana e di conseguenza l'inserimento nella società. Purtroppo, però, a Canicattì la scorsa estate  si sono verificati episodi di violenza a danno di cittadini di nazionalità rumena, e ciò ha indotto le forze dell’ordine  ad intervenire con arresti o, nei casi più gravi, con rimpatri dei soggetti pericolosi per l'ordine pubblico.

Fortunatamente per loro, tutto ciò non ha intaccato i rapporti lavorativi che la maggior parte dei commercianti intrattiene con gli stranieri di origine rumena e soprattutto il rispetto e la fiducia nei confronti dei numerosi alunni rumeni che frequentano la mia scuola.

 

Davide Didah III A AFM

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Presepe 2010/2011

 

Una parte degli alunni della II° B AFM ha accolto con entusiasmo la proposta della prof. Meli di realizzare il presepio nel nostro Istituto. Nonostante i lavori siano cominciati in ritardo a causa della protesta studentesca in atto, sono riusciti a completare il lavoro con impegno e costanza. Quest’anno, a differenza dagli anni precedenti, sono state introdotte delle novità al presepio tradizionale. Il presepio è stato realizzato direttamente a terra per rendere più ampia la visione, con la realizzazione di un recinto e con l’inserimento di nuovi personaggi simboleggianti le varie culture. La Dirigente Scolastica Dott.ssa Calogera Genco ha mostrato la sua piena disponibilità a collaborare autorizzando i ragazzi a realizzare il presepe anche nel pomeriggio, ma anche esprimendo il suo apprezzamento e ringraziamento per il lavoro svolto. La realizzazione del presepio è stata anche possibile grazie al sostegno economico della scuola la quale non ha fatto mancare il materiale necessario per la realizzazione dell'opera.  Gli alunni che hanno collaborato  alla realizzazione del presepio (Angelo, Antonio, Chiara, Corinne, Felice, Liborio, Lucrezia, Mariantonietta, Valeria, Ylenia), alla fine della celebrazione della Santa Messa di Natale, hanno ricevuto un attestato di merito. Nella stessa cerimonia, è stata consegnata la prima borsa di studio in ricordo del Professore Saia, recentemente scomparso, alla propria figlia, studentessa del Liceo Classico di Canicattì.

Liborio Insalaco, Emanuela Martines, Valeria Giordano

 

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