Istituto Tecnico "G. Galilei" - Canicattì (Ag) 

Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing - Costruzioni, Ambiente e Territorio

Il  GIORNALE  del  "Galilei"

 

  A. s. 2010/11

 

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APRI IL "GIORNALE DEL GALILEI" 09/10

 

Una giornata di ordinario entusiasmo

 ITCG "G. Galilei" 5 maggio 2012

Gli esperti li chiamano “nativi digitali”. Sono i nostri giovani.  A 3 anni sanno già manipolare la tecnologia con una tale disinvoltura da suscitare una malcelata invidia in noi adulti che, a 50,  abbiamo bisogno del navigatore per trovare il pulsante di accensione di una di quelle diavolerie. I nativi digitali sono anche mutanti: il loro cervello si sta modificando in relazione alle nuove modalità del vivere digitale. Loro lanciati come razzi nell’avvenire, noi adulti ancora a leccare la punta della matita per fare i conti. Pensate che cocktail quando ci incontriamo a scuola: miscela esplosiva instabile.

Eppure dobbiamo convivere, insieme lavorare e produrre futuro. Ma come? Chi ha esperienza di scuola sa  quanto sia diventato difficile oggi lavorare con i ragazzi, e non perché qualcuno è più cattivo dell’altro quanto per la profonda frattura generazionale che coinvolge tutti i protagonisti della storia.

Ci proviamo in tanti modi. Chi scrive ci ha provato riscoprendo le belle pratiche delle competizioni a squadre che si svolgevano in tv e negli ambiti associativi fino a qualche decennio fa.

Ed ecco il QUIZZONE del “SO TUTTO” che ha voluto dare una precisa e reale finalità didattica alla visita di istruzione a Modica e a Noto dello scorso 17 aprile. Volendo dare il messaggio chiaro agli alunni che la scuola promuove occasioni culturali (non è un’agenzia di viaggi, per esser chiari), abbiamo inteso stimolare negli alunni una curiosità feconda per l’esperienza vissuta facendola concludere con una gara tra le due classi partecipanti alla visita, la 3^ A e la 3^F del corso a.f.m.. In anticipo, è stato fornito loro del materiale informativo sulle mete della visita per poi darci appuntamento a sabato 6 maggio per la conclusione dell’iniziativa.

La partecipazione è stata “bollente”. I ragazzi hanno dato il cuore (e il fegato e po’ di pancreas). Hanno studiato con impegno. Occorre dire altro? Ah, chi ha vinto? Curiosamente, non ci sono stati sconfitti: hanno vinto tutte e due le squadre e tutti i ragazzi partecipanti che hanno assaporato il piacere di avere fatto con spontaneità e passione un passo in più nella misteriosa ed esaltante avventura della scuola. A futura memoria.    

Proff.  Francesca Galatioto e Giovanni Samperisi        

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Delegazione del “Galilei” a PALERMO  per la commemorazione di Pio La Torre

 

Il 27 aprile con gli alunni di una mia classe (IIID AFM) - su invito del Presidente dell'ARS, abbiamo partecipato (dopo che una delegazione dell'Istituto era stata a Montecitorio il 12 aprile  su invito della Fondazione Camera dei Deputati) anche  alla Commemorazione di Pio La Torre che si  è tenuta  all'ARS con l'intervento di Virginio Rognoni ministro degli interni all'epoca dell'approvazione della legge oggi conosciuta come "Rognoni-La Torre" che consente la confisca del patrimonio ai mafiosi e che costò la vita all'On. La Torre deputato dell'allora PCI.

Tutto questo in attuazione  del Progetto "Cittadinanza e Costituzione" approvato dal collegio dei docenti. 

Lunedì 30 aprile, mattina,    è stata  trasmessa un'intervista curata dai giornalisti di radio Popolare di Milano sul percorso che gli alunni dell'ITCG hanno effettuato per ricordare la figura di PIO LA TORRE.

In allegato una foto del gruppo - a Sala d'Ercole - con la presidente della Commissione Antimafia Europea, On. Sonia Alfano presente alla seduta straordinaria dell'ARS ( assieme al Procuratore Antimafia Grasso e al senatore Giuseppe Lumia vice Presidente della Commissione parlamentare antimafia).

 

Prof. Pasquale Petix

 

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Delegazione del “Galilei” a Roma per la commemorazione di Pio La Torre

 

Da diversi anni l’ITCG “G. Galilei” attraverso il percorso formativo “Cittadinanza e Costituzione”, elaborato dal prof. Pasquale Petix, è impegnato sul fronte dell’educazione alla legalità partecipando alle iniziative previste dal progetto educativo antimafia proposto alle scuole superiori dal Centro studi ed iniziative culturali Pio La Torre con sede a Palermo.

Per l’anno scolastico 2011-2012 il progetto tiene conto del 30° anniversario dell’uccisione mafiosa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo (30 Aprile 1982), delle relative manifestazioni nazionali e regionali e dell’evoluzione politica e legislativa dell’antimafia.

A questo proposito, le Presidenze della Camera dei deputati, della Fondazione Camera dei deputati, della Commissione parlamentare Antimafia e del Centro Pio La Torre hanno concordato di presentare, al Presidente della Repubblica, giovedì 12 aprile 2012, a Roma, i supporti multimediali della digitalizzazione degli atti processuali concernenti i delitti politici di La Torre e Di Salvo nel corso del Convegno “Pio La Torre – Trent’anni dopo”.

Una delegazione dell’ITCG “G. Galilei” – formata dagli alunni che si sono particolarmente impegnati nelle attività del progetto, dal prof. Pasquale Petix, docente promotore e autore di libri sulla mafia, dal Dirigente scolastico e dal Presidente del C.I. – è stata invitata a partecipare al momento di studio e di commemorazione che si terrà a Palazzo Montecitorio e che vedrà, oltre alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, gli interventi dell’ On. Gianfranco Fini, del Presidente della commissione antimafia, Beppe Pisanu, di don Luigi Ciotti, del Procuratore Pietro Grasso e di Emanuele Macaluso, giornalista e amico personale di Pio La Torre.

 

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"La Riforma degli Istituti Tecnici: nuovi indirizzi e Istituti Tecnici Superiori". (FOTO)

Venerdì 16/03/2012 alle ore 9.30, al Teatro Sociale di Canicattì, l' I.T.C.G. "G. Galilei" di Canicattì ha organizzato, con il patrocinio della Regione Siciliana Provincia Regionale di Agrigento, del Comune di Canicattì, dell'Associazione "La Città Invisibile" e della Confindustria di Agrigento, il convegno regionale sul tema "La Riforma degli Istituti Tecnici: nuovi indirizzi e Istituti Tecnici Superiori".

Sono intervenuti:

1.    Prof. Vincenzo Fontana Dirigente Scolastico I.T.C.G. "G. Galilei" Canicattì;

2.     L'assessore provinciale alla pubblica istruzione;

4.    Dott. Antonio Cani Associazione "La città invisibile";

5.    Dott. Giuseppe Catanzaro Presidente Confindustria.

          I lavori sono stati conclusi dal Capo Gabinetto dell'Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione.

          (FOTO)

 

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Think different

(  pensare  in  modo  diverso  )

Uno slogan della più importante azienda del mondo la “ Apple “, con un fatturato di 60 miliardi di dollari, il suo geniale fondatore Steve Jobs, il mito della Silicon valley, l’uomo che ha fondato l’azienda con il maggiore successo in tutto il pianeta   è  riuscito  a “ pensare in modo diverso “, per manipolare la tecnologia, per farla entrare nella vita quotidiana di tutti gli abitanti del mondo con una innovazione dirompente.   (Continua)

Con Steve Jobs ci troviamo di fronte a un individuo fuori dal comune: ha vissuto con l’ossessione di creare dei prodotti molto semplici e utili; pretendeva dai suoi collaboratori il massimo, tutto doveva essere perfetto nei minimi particolari, anche quelli nascosti. E’ stato anche il guru della comunicazione per la capacità di creare un’ empatia particolare con i consumatori.   

Forse sarà il più grande imprenditore di tutti i tempi per la sua fantasia di sapere innovare, per una chiara visione d’insieme, per la capacità di concentrarsi sui dettagli. 

Steve è stato in grado di applicare la filosofia della rottura ( disruption ) che ha scardinato le convenzioni, dotato di una rara creatività.                 

Tuttavia  dobbiamo notare che un uomo così singolare   non è riuscito “ a pensare in modo differente “, nel senso più proprio del termine, per quanto riguarda le esigenze umane dei cittadini del mondo, dei suoi dipendenti.

Solo dieci anni fa i computer della Apple erano assemblati negli Stati uniti, oggi sono prodotti nella Cina meridionale in condizioni di lavoro a dir poco spaventose.

Tutta la produzione della Apple aggira le leggi sul lavoro  subappaltando a imprese come la Foxconn, azienda nota in tutto il mondo per i suicidi nei suoi stabilimenti, per un operaio morto per aver fatto un turno di 34 ore, per casi ripetuti di maltrattamenti, per la disponibilità a fare di tutto pur di soddisfare gli standard di produzione imposti dai colossi del settore tecnologico.     

Steve non è stato capace di pensare in modo diverso perché quando fondò Apple voleva un‘azienda anarchica che promuovesse l‘idea di libertà, oggi dobbiamo notare che il sistema industriale globale è riuscito a corrompere il “ grande Steve “.

Il genio, il visionario è stato piegato dalla logica del mercato globale, dalla ricerca del profitto fuori da ogni vincolo di etica economica.

Di fronte alla morte di un uomo, ricordarlo per quel che di buono ha fatto è umanamente doveroso, tutti riconosciamo a Steve Jobs i meriti che gli spettano; mettere in luce il problema di una mancata etica non significa non rendergli onore, vuole essere un appello alla cura degli aspetti umani spesso trascurati.

Occorre veramente pensare in un modo diverso, non solo per inventare prodotti  tecnologicamente perfetti e dal design innovativo, ma soprattutto per assicurare ai cittadini del mondo un ambiente vivibile, un lavoro dignitoso, una vecchiaia serena. 

Il compito di riuscire a “ pensare in modo diverso per il bene comune  “  spetta a tutti i ribelli, i creativi, i folli,  gli estroversi, gli affamati che continuano a credere in un cambiamento possibile.                                                                                           

                                                                                             Giulio Ferraro

ottobre 2011 

 

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A Francoforte si decide il destino dei cittadini Italiani

a cura di Giulio Ferraro

Gli avvenimenti di questi giorni mettono in evidenza che decisioni importanti sul nostro futuro, sul futuro dei nostri figli e nipoti non sono state prese a Roma ( sede del Governo Italiano) o a Bruxelles  ( sede del Parlamento Europeo ), ma so state dettate,  imposte da Francoforte sede della B C E  ( Banca Centrale Europea )tutto questo dimostra in modo inequivocabile che le mie considerazioni e le mie riflessioni hanno un riscontro nella realtà: viviamo in una Nazione "a sovranità limitata ". (Come evidenziato alla fine del mio articolo scritto nel giugno del 2010). Assistiamo al fallimento della leadership delle democrazie europee quasi senza avvertirne la gravità, ci siamo abituati al fatto che la nuova classe politica subisce da alcuni tecnocrati (probabilmente mediocri,visti i risultati di questi ultimi anni, a dir poco disastrosi) le scelte e le strategie economiche e sociali fondamentali.  La lettera inviata dalla B C E al Governo Italiano è la prova evidente dei limiti, delle carenze di una democrazia che accetta, subisce strategie e vincoli economici che hanno un grande impatto nella vita quotidiana del popolo “ NON SOVRANO “. Dopo tre anni dalla crisi finanziaria dei mutui sub-prime, l’Europa, posta sotto la regia della  B C E,  non ha saputo trovare una strategia economica capace di ridare slancio all’economia reale, creare nuovi posti di lavoro, dare speranza e futuro ai nostri giovani.    Come possiamo continuare a subire le scelte imposte da tecnocrati posti al di sopra di ogni controllo democratico? Il popolo  è stato defraudato del suo potere decisionale, occorre un’azione di responsabilità, un risveglio dei cittadini europei per riprendersi il potere democratico e sovrano che gli spetta. Come è possibile che una democrazia matura non riesca ad esprimere, a trovare uomini politici con una visione lungimirante, capaci di fare delle riforme coraggiose? Sono domande interessanti a cui occorre rispondere, è in gioco il nostro futuro.       

 Giulio Ferraro

Settembre   2011 

 

 

 

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Occorre scoprire il volto umano del capitalismo

Cambiare il capitalismo si può !

a cura di Giulio Ferraro

Per rinnovare il sistema economico in cui viviamo, amato da molti, rifiutato e criticato da tanti, occorre ripensare il ruolo dell’impresa, pilastro portante nel sistema economico capitalistico.

Si deve fare di tutto per liberare l’impresa dall’ossessione del profitto fine a se stesso e dare un taglio netto alla speculazione selvaggia, con una tassa sulle transazioni finanziarie. In America già esistono le “ Benefit Corporation “(Imprese Benefiche), sono società per azioni

con uno statuto sociale che obbliga l’impresa ad avere scopi diversi dal puro profitto, in alcuni Stati (California, New Jersey, Maryland, Vermont,  Virginia) è stato modificato il Codice Civile per favorire il nascere di aziende che operano per una società più giusta .    

 Occorre rivedere le priorità del mercato, pensare nel lungo termine, essere ottimisti e attivi, dotati di un’inventiva costruttiva, sono auspicabili iniziative dal basso da parte della società civile che si deve sforzare di pensare fuori dalle consuetudini, la pigrizia mentale con cui abbiamo convissuto in questi ultimi decenni deve essere solo un ricordo.

Deve anche essere un ricordo un sistema economico con salari declinanti, debito pubblico alle stelle, un ceto medio che ogni giorno si impoverisce sempre di più.

 Nei consigli di amministrazione delle grandi società è auspicabile,  inserire dei controllori indipendenti per evitare che il top management si arricchisca anche quando rovina l’impresa, le regole retributive del manager devono essere allineate ai risultati dell’impresa.

 Uno Stato più forte con un maggior potere d’intervento nel settore privato, capace di mettere in moto tutte le possibili leve d’influenza in grado di orientare gli investimenti privati: a vantaggio delle energie rinnovabili, per la ricerca scientifica a tutela della salute, per la  salvaguardia dell’ambiente. 

 Dobbiamo  smettere di prendere in considerazione il PIL come unico indicatore del benessere  di una nazione, esistono altri indicatori che prendono in esame l’aspettativa di vita, la salute, l’istruzione, il rispetto dell’ambiente, uno di questi è il  FIL ( felicita interna lorda ).

 Favorire la nascita di banche pubbliche per aiutare le economie locali più depresse è oggi una   priorità riconosciuta da tutti gli economisti. Si impone la necessità di conoscere i bisogni della popolazione locale, avere un rapporto diretto con gli imprenditori sani che hanno esperienza, professionalità, dotati di valori etici e morali di lunga tradizione familiare.   

Preservare  “ I fondi Pensione “ dalla speculazione finanziaria, evitare che una vita di sacrifici di umili lavoratori possa essere messa in discussione da operazioni di finanza creativa messi in  essere da manager spregiudicati e senza scrupoli, avidi di denaro e potere.  

Il mio auspicio è un cambio radicale delle priorità , valori e regole dell’attuale sistema capitalistico, per arrivare a meno finanza, meno disuguaglianze, nel  rispetto della dignità dell’uomo e della sua famiglia, sono sicuro troveremo le soluzioni.

Giugno 2011      

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"Progetto AMICIZIA" “I.T. “GALILEO GALILEI” DI CANICATTI’  E ITALIAN AND ITALIAN AMERICAN HERITAGE COMMISSION” DEL NEW JERSEY U.S.A.    

IL DOTTOR MARIO A. MARANO DEL CONSOLATO GENERALE D’ITALIA IN FILADELFIA, USA, VISITA L’I.T. “G. GALILEI” DI CANICATTÌ

Canicattì, 10 giugno 2011

 Il Dottor Mario A. Marano del Consolato Generale d’Italia di Filadelfia USA e componente della Commissione Statale del New Jersey per il Retaggio Italo ed Italo- Americano,  ha visitato  l’I.T. “G. Galilei” di Canicattì. Il Dott. Marano ormai da anni, in cooperazione con la Dott.ssa Gilda Rorro Baldassari, porta avanti il “Progetto Amicizia”, (Scarica il progetto) un programma di scambi culturali fra studenti del New Jersey e dell’Italia promosso dalla  New Jersey  Italian And Italian American Heritage Commission di concerto con il Dipartimento dell’Istruzione dello Stato del New Jersey.

Il programma che fino ad ora ha avuto un grande successo, si sta diffondendo sempre più anche in altre regioni d’Italia.

    

Al “Progetto Amicizia”, il cui obiettivo principale é quello di “promuovere lo studio dei contributi della cultura italiana e siciliana nel mondo e soprattutto nel New Jersey e negli U.S.A. hanno aderito tantissime scuole italiane e siciliane e tra queste l’Istituto Tecnico “G. Galilei” di Canicattì.

Il diplomatico italo americano è stato accolto dal Dirigente scolastico Dottoressa Calogera Genco, dal docente Vicario Prof. Giuseppe Di Naro, dal Prof. Paolo Misuraca, docente d’inglese e dal responsabile del “Progetto Amicizia Sicilia-New Jersey” per la Sicilia Avv. Giovanni Tesè. Presenti anche gli alunni che negli anni passati hanno partecipato al “Progetto Amicizia” e portato avanti diverse e proficue iniziative con gli studenti americani. Nel discorso di saluto il Prof. Di Naro ha evidenziato lo stretto legame e l’amicizia che lega l’Italia e gli U.S.A. rafforzato anche da tutte le forme di collaborazione portate avanti dalle scuole italiane e americane.

 L’Avv. Giovanni Tesè ha ricordato che l’evento s’inserisce nell’ambito delle attività già in fase di programmazione per il prossimo anno scolastico e rappresenta una tappa fondamentale per le prospettive future tra le scuole siciliane e quelle del New Jersey ed in particolare per rafforzare la promozione e l' incontro tra i giovani siciliani e giovani italo americani, con l'obiettivo di costruire un percorso di crescita comune ed un ponte culturale permanente tra Sicilia e America, tra giovani studenti siciliani e giovani studenti del New Jersey e ciò anche mediante reciproci scambi di visite e di esperienze comuni. Il Dott. A. Marano - che già nel 2006 insieme all’On. Vicari aveva visitato il nostro istituto -  dopo essersi complimentato con la dirigenza del’I.T. Galilei per l’alto livello di efficienza e di professionalità raggiunto dall’Istituto che può considerarsi tra quelli più competitivi ed all’avanguardia rispetto anche a quegli istituti di livello qualitativamente eccellenti degli U.S.A., ha detto, tra l’altro, che suo grande obiettivo è quello di potere vedere un gran numero di giovani studenti dell’I.T. “G. Galilei” di Canicattì nel New Jersey perchè insieme e reciprocamente con i giovani colleghi americani possano intraprendere un percorso comune di esperienze culturale e professionali.

Il Dirigente scolastico Dottoressa Calogera Genco, ha detto, tra l’altro, che l’iniziativa s’inserisce tra quelle intraprese dal nostro istituto e volte a valorizzare la crescita umana, culturale e professionale degli alunni del “Galilei” e quindi del nostro territorio e che può offrire sicuramente prospettive attive e concrete. La Dottoressa Genco ha aggiunto che il “Progetto Amicizia” rappresenta sicuramente anche un’opportunità di respiro internazionale, che vede tanti nostri giovani  Siciliani e tanti altri giovani americani e Siciliani di origine, riprendersi per mano e cooperare anche ad un progetto di  pace e sviluppo.

 

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AMERICAN  DREAM

A cura del Prof. Paolo Misuraca

 

Canicattì lì 31 Maggio 2011   

Quest’anno nella classe 4° C Comm. abbiamo dedicato un segmento didattico alla Storia Americana, soffermandoci in particolar modo su quel  movimento che scosse le coscienze, in parte sopite, del popolo americano e che costituì il faro per quei neri, e non solo, che erano alla ricerca di un riscatto civile e attendevano da anni il rispetto della persona e l’applicazione di quei famosi tredicesimo e quattordicesimo emendamento alla Costituzione Americana voluti dal Presidente Lincoln e votati dal Congresso all’indomani  della fine della crudele guerra civile americana nel 1865.

Questo movimento conosciuto come “Civil Rights Movement” si formò negli anni ’50 del secolo scorso e attraversò gli Stati Uniti fino al fatidico 1968 quando Martin Luther King, uno dei principali attori pacifisti, il 4 Aprile, e il presidente degli Stati Uniti Robert Fitzgerald Kennedy, il 6 giugno, vennero assassinati dall’odio razziale.

Con gli studenti abbiamo ripercorso le tappe fondamentali di tale risveglio che avrebbe condotto nel 2008 all’elezione del primo Presidente nero degli Stati Uniti d’America. Così i discenti hanno appreso che la scintilla che diede fuoco alle polveri della protesta  avvenne il primo Dicembre 1955  a Montgomery, Alabama, quando Rosa Parks, una cittadina afro- americana, venne arrestata ,condannata e multata di 10 dollari per turbamento della quiete pubblica,  per essersi rifiutata di cedere il suo posto sull’autobus a un bianco. Iniziò allora il boicottaggio degli autobus che durò 381 giorni e che si concluse quando le richieste dei neri vennero accettate. Il seme era stato sparso.

Il primo Febbraio del 1960 a Greensboro, Nord Carolina, a quatto studenti afro-americani venne rifiutato il servizio a tavola perché ciò era consentito solo ai bianchi. Gli studenti rimasero per protesta dentro al locale fino all’orario di chiusura. L’indomani, con un maggior numero di studenti, ritornarono a protestare allo stesso modo. Cominciò così una nuova forma di protesta pacifica, chiamata da allora “sit-in” che nel giro di pochi giorni si diffuse in altre città degli Stati Uniti.

Ma l’apice della contestazione e delle rivendicazioni  si toccò il 28 Agosto 1963 quando Martin Luther King davanti al Lincoln Memorial di Washington e di fronte a circa 300.000 persone pronunciò il memorabile discorso “I have a dream”.I tempi erano maturi. L’anno successivo il Congresso degli Sati Uniti votò la legge dei diritti civili(Civil Rights Act) e nel 1965 la legge nazionale dei diritti elettorali (National Voting Rights Act).

Questi cruciali momenti della Storia Americana sono stati concretizzati da un gruppo di studenti della 4° C Comm. In un’ attività di laboratorio in lingua inglese che ha prodotto una breve opera teatrale composta da cinque scene.

Bisogna aggiungere che l’obiettivo iniziale era di rappresentare la breve opera a scuola,purtroppo solo alcuni studenti hanno dato la loro disponibilità a recitarla. Si spera comunque di far vincere la loro timidezza e di poterla drammatizzare in futuro. 

Canicattì lì 31 Maggio 2011                                                         Paolo Misuraca

 

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650 pagine:  Non si evidenzia nessun reato !

La commissione d’inchiesta del Senato USA fa solo raccomandazioni.

a cura di giulio ferraro

Il Presidente della commissione del Senato USA sulla crisi finanziaria del 2008 -2009, come fanno i bravi genitori di oggi con i loro figli, dopo aver messo in evidenza le responsabilità dei Big della Finanza, sostenendo che dolosamente hanno ingannato i loro clienti e si sono permessi di mentire  nelle deposizioni al Congresso, si limita a fare solo raccomandazioni.

Un rapporto di 650 pagine in cui non viene messo in evidenza nessun reato, non si avvia un procedimento giudiziario contro i responsabili della devastante crisi americana e mondiale. (Continua)

Il presidente accusa una delle più importanti Banche Americane la famosa “ Goldman Sachs “ di aver venduto ai propri clienti, a prezzi gonfiati,  enormi quantità di titoli di cui era consapevole circa il loro contenuto, tanto da averci speculato contro, realizzando enormi guadagni. I cittadini di tutto il mondo si chiedono: E’ possibile che non esista nessun responsabile del disastro che ha causato centinaia di miliardi di perdite, e cosa ancor più grave, avviato una recessione economica in tutto il mondo, pagata a caro prezzo solo dagli umili lavoratori e dalle loro famiglie. La commissione senatoriale elenca una serie di meccanismi e di organismi che hanno avuto un peso molto decisivo nella crisi,  accusa  la Golman Sacchs, Deutsche Bank, tutte le agenzie di Rating,  non si salva quasi nessuno dei protagonisti della grande finanza mondiale.  I parlamentari hanno accertato che sono state le due importanti agenzie di rating  Moody’s  e Standard & Poor’s  che hanno avviato la crisi nel luglio del 2007 avendo dato un punteggio più basso (downgrade) alle emissioni di titoli derivati a cui loro stessi al momento dell’emissione avevano dato una tripla A ( massima affidabilità ). E’ stato messo in evidenza un conflitto d’interesse che ancora non è stato risolto. La sorpresa ! La commissione suggerisce agli organi di vigilanza e al ministero della giustizia di esaminare in fondo circa le responsabilità penali delle istituzioni finanziarie e dei loro dirigenti.  I cittadini di tutto il mondo, i risparmiatori americani si chiedono: Basteranno questi semplici suggerimenti a evitare il ripetersi di una  simile catastrofe? Le speranze mie personali e dei moltissimi semplici cittadini, sulla capacità del Presidente OBAMA di controllare il potere finanziario sono naufragate, sono state sconfitte dalle solite ben note “ Lobby “  che continuano a essere i veri padroni del mondo.

Maggio 2011

 

 

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CORSO DI FORMAZIONE DOCENTI (29/04/2011)

I NUOVI ISTITUTI TECNICI - LA DIDATTICA LABORATORIALE

Venerdì 29 aprile si è svolto un interessante momento di formazione (o autoformazione) sulla didattica laboratoriale. Ecco alcuni  spunti emersi durante il dibattito.

Didattica laboratoriale: favorire le conoscenze ricavandole dalle osservazioni di esperienze anche con l’uso di supporti tecnologici e stimolando lo scambio e la verifica tra i diversi risultati.

“E’ facile è essere doctus; difficile è essere docens” E importante che nel processo di apprendimento chi apprende sia soggetto attivo solo cos’ si può parlare di “didattica laboratoriale”. Chi insegue si deve sempre porre il problema di come far comprendere la lezione, di come formare culturalmente l’alunno e farlo crescere per membro attivo della società.  

 

Attività laboratoriale: partecipazione attiva nell’apprendimento e possibilità di verificare l’apprendimento.

Progettare e costruire insieme agli studenti un percorso in cui essi siano parte attiva, sfruttando conoscenze, contenuti, nuove tecnologie per arrivare alle competenze e all’autonomia di pensiero

Dare informazioni non nozionistiche solamente, ma con esempi chiari e con lavori di gruppo

Fare scuola in modo diverso rendere gli alunni protagonisti dell’apprendimento.

Didattica laboratoriale significa: lavorare per sviluppare competenze partendo dai contenuti disciplinari si potrà arrivare all’autonomia operativa.

La didattica laboratoriale è un’attività concepita come ricerca di conoscenze, da tradurre in competenze, attraverso la valorizzazione dell’approccio cooperativo.

Meno teoria più pratica

Apprendimento cooperativo.

Di costruzioni si fa scuola sempre col metodo laboratoriale. Si comincia dal costruito che ci circonda

Mettere nelle condizioni e coinvolgere  chi ascolta nel comprendere

FACCIO - VERIFICO - APPRENDO

Rendere protagonisti l’ alunno dopo averlo introdotto all’ interno dell’ argomento da trattare

Per attività laboratoriale si intende far partecipare o meglio coinvolgere gli alunni alla soluzione di determinati casi applicando le conoscenze,norme e regole precedentemente discussi ed elaborate.

Attraverso la didattica laboratoriale la conoscenza può diventare competenza per produrre e intervenire nel reale. Gli alunni competenti in lingua italiana scrivono articoli

 

La possibilità di attuare alcuna aspetto della formazione culturale trattata in forma teorica nelle lezioni frontali .

Trattando una materia tecnica,l’attività laboratoriale è nel fatto un’attività che viene da sempre esplicata.

 

La conoscenza è un viaggio Il docente è la giurisprudenza (virgilio) L’alunno è dante Spinto da amore, da speranza E con un progetto personale Da scoprire  Da sognare E da costruire Anche con l’aiuto della scuola L’apprendimento non è mai passivo! Apprendere è agire  Il libro è solo uno strumento Ovvero una “fonte” Di informazioni

Far conoscere attraverso il saper fare. Costruire - Motivare colmare i vuoti e far conoscere - Lavori di gruppo

Didattica laboratoriale

Stimolare il processo di intuizione (ensight) nell’alunno.

Imparare a sapere  fare insieme

 

Dati o risultati?  Takete o malumba

ATTIVITA’ LABORATORIALE

Consiste nel far apprendere attraverso la lettura di documenti, concetti nel mondo più semplice e preciso e indurre gli alunni  a prendere consapevolezza degli argomenti

 

Didattica laboratoriale significa far sentire l’ alunno protagonista e movimentato alla partecipazione atte  dall’ altra attività didattica 

Sminuzzare la teoria per arrivare  alla fantasia ed alla praticità

 

Scoprire le conoscenze in gruppo per saper fare

Guidare il ragazzo ne percosso che conduce dalla teoria all’attuazione di quanto studiato

Attività che parte dai bisogni dell’alunno e si costruisce su di lui rendendolo protagonista principale del processo di apprendimento.

 

La didattica laboratoriale è sicuramente di aiuto per la compressione da parte degli alunni di alcuni concetti, specie quelli specifici di una disciplina tecnica.

 

Attività da svolgere per motivare e coinvolgere gli alunni nel processo di apprendimento finalizzata alla produzione di lavori inerenti gli argomenti trattati.

 

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LEGALITA' E SOLIDARIETA'

Nell'ambito del progetto "CITTADINANZA E COSTITUZIONE" l'8 aprile il nostro istituto ha invitato la fotografa romana ELISA BERNARDINI autrice del reportage fotografico "ETIOPIA INSIDE" .

Il reportage è stato pubblicato in un libro dalla cui vendita si prevede di realizzare un pozzo a "Jijiga",in Etiopia, per una scuola gestita dalle suore cappuccine frequentata da oltre 1500 allievi.

Il "Galilei" ha raccolto la somma di € 490,15 già devoluti alle suore responsabili della scuola.

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UN EURO PER ISMANI

INCONTRO CON DON ANGELO BURGIO  MISSIONARIO IN TANZANIA

Sabato 2 aprile alcuni alunni del nostro Istituto hanno incontrato Don Angelo Burgio e quattro fratelli tanzaniani della parrocchia di Ismani. Gli ospiti hanno raccontato ai presenti la loro vita quotidiana nella Missione in Tanzania, le loro particolari esperienze, le loro sfide sociali contro la dura situazione locale.

Attraverso le loro significative testimonianze, gli alunni hanno potuto constatare un altro modo di essere Chiesa. Alla fine della manifestazione il "Galilei" ha raccolto la somma di € 400,00 che è stata immediatamente consegnata al responsabile della Missione in Tanzania.

 

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Stagflazione !  di cosa si tratta ?

a cura di Giulio Ferraro

Abbiamo sentito parlare spesso di:

Recessione, diminuzione dei livelli dell’attività produttiva ( diminuzione del PIL rispetto all’anno precedente, variazione superiore a -1% ).

PIL = Prodotto Interno Lordo = ammontare di beni e servizi prodotti in un anno.

Crisi economica, diminuzione del PIL rispetto all’anno precedente inferiore a -1%.

Depressione, una crisi economica, una recessione molto prolungata nel tempo,

questa caratteristica circa la durata molto lunga porta a effetti più devastanti per le aziende e le famiglie, come la “grande depressione“ che colpì  l’ America nel 1929.

Oggi siamo probabilmente davanti a un nuovo sorprendente scenario, speriamo che  le previsioni che molti fanno, anche economisti importanti come il grande Nouriel Roubini, non si avverino. 

La Stagflazione è il risultato della somma di due fenomeni:

Stagnazione ( un periodo abbastanza lungo di aumento modesto del PIL, come avvenuto in Giappone negli anni novanta) più Inflazione, aumento generale dei prezzi ( beni e servizi ), che porta presto a una diminuzione del potere di acquisto della moneta ( la moneta si svaluta ). Stagnazione  +  Inflazione  =  Stagflazione

Con la stagflazione, la produzione rallenta, i redditi non aumentano, i prezzi non diminuiscono, ma al contrario, aumentano vertiginosamente provocando un grave danno all’economia.

Ora che abbiamo chiarito di cosa si tratta, cerchiamo di capire le varie cause che provocano la stagflazione:

L’economia in occidente stenta a decollare, molti paesi hanno e prevedono per il prossimi anni aumenti del PIL  modesti,  per il semplice motivo che non si fanno politiche economiche che spingono gli investimenti, la strategia sbagliata  della nostra BCE ( banca centrale europea ) è improntata al rigore senza crescita, praticamente siamo prigionieri di una scelta economica che crea Stagnazione.

I rivolgimenti politici e i venti di guerra in corso in nord Africa  ( la regione dove viene estratto il grosso del greggio mondiale ) fanno temere che paralizzino la produzione di petrolio causando un forte aumento del prezzo. I dati storici ci dicono che un aumento del prezzo del petrolio che resta alto per mesi causa un’inflazione,

a questi aumenti aggiungiamo che purtroppo sono al rialzo anche mais, grano e beni alimentari in genere.   

Tutto questo avviene, dobbiamo notare, in una congiuntura particolarmente delicata in occidente e in modo particolare in Europa:

Siamo in stagflazione ? Speriamo di no !

Aprile  2011

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Gli alunni del « Galilei » incontrano la Guardia di Finanza di Canicattì

11/03/2011

 Interessante incontro, oggi al “Galilei” tra gli alunni delle classi quarte e quinte del nostro Istituto, accompagnati dai propri docenti, ed alcuni alti rappresentanti della guardia di Finanza per sensibilizzare, sempre di più, i giovani alla lotta per la legalità e contro l’uso di stupefacenti.

Alla manifestazione hanno preso parte la dirigente scolastica Dott.ssa Calogera Genco, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, tenente colonnello Vincenzo Raffo, il tenente Francesco Auriemma, comandante della tenenza di Canicattì ed alcuni finanzieri unitamente a due unità cinofile.

L’incontro ha suscitato un vivo interesse nei giovani i quali hanno posto numerose domande sia al tenente colonnello Raffo che al tenente Auriemma.

Le fiamme gialle, oltre ad illustrare agli alunni i compiti istituzionali che il corpo svolge, si sono soffermati in modo particolare sulla costante lotta delle forze dell’ordine per contrastare l’uso e lo spaccio delle droghe nonché sui danni irreversibili che l’uso di tali sostanze provoca sull’organismo.

A conclusione dell’incontro i ragazzi hanno potuto assistere ad una dimostrazione pratica che ha visto protagonisti assoluti i due cani antidroga “Urlo” e “Macro”, due bellissimi pastori tedeschi particolarmente addestrati nelle attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti.

 

 

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CONVEGNO AL GALILEI

           Esperienza di stage aziendale a RIMINI

Partner dell’azione

ARCI - CONSORZIO COOP. SOCIALI ROMAGNOLE - SISTEMA TURISMO

 

VENERDI' 14  GENNAIO 2011

SALA MONS. FICARRA

 

 

 

Ore  11,30

Presentazione degli alunni ammessi allo STAGE

Dott.ssa Calogera Genco, Dirigente scolastico

Ore 11,45

Obiettivi dello stage

Prof. Pasquale Petix, Docente F.S. e tutor

 Ore 12,00

“Impresa, etica economica e globalizzazione” 

 Dott. Giulio Ferraro, Imprenditore componente del CTS

Ore 12,20 

Firma del contratto formativo da parte degli studenti

 

 

Sessione pomeridiana

 

Ore  17,30 

Intervento su “La nuova identità degli Istituti tecnici”

Dott.ssa Calogera Genco

Ore  18,00

 “Per una integrazione efficace tra scuola e mondo del lavoro”

Prof. Diego Lana, Componente del CTS

Michele Bruccheri, Giornalista    

ore  18,20

Presentazione del nuovo STAGE  

Prof. Pasquale Petix

ore  18,30

Firma del contratto formativo da parte dei geni

ALUNNI PARTECIPANTI

GIUSEPPE NICOSIA IV A AFM GIAN LUCA BATTAGLIA IV D AFM
DIEGO FALCO IV A AFM FABIANA LODICO IV D AFM
MARIA A CORSELLO V  B IGEA MARILENA BURGIO IV D AFM
CLARA GRACI V  B IGEA YASSINE EZMAHI V  A GEOM.
A. RITA RICOTTA V  B IGEA DIEGO SPERLINGA V  A GEOM.
ELENIA MONCADO V  B IGEA SALVATORE MARCHESE R. IV B CAT
MARIALIDA GULINO IV C AFM MICHELANGELO GARLISI IV B CAT
FEDERICA CIPOLLINA IV C AFM MARCO VELLA IV B CAT
SARA MESSINA V  C IGEA ANTONIO FRANGIAMONE IV C CAT
ALESSIA AVANZATO IV D AFM FILIPPO VALENTINI IV C CAT

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SI   SALVERA’   L’ E U R O P A?

Lettera aperta al Presidente della BCE  

                  Presidente Trichet i mercati non guardano solo i deficit di bilancio, sì un debito sotto controllo è auspicabile, ma un livello di disoccupazione tollerabile in un lungo periodo e una crescita economica accettabile sono le basi su cui pone la fiducia chi investe,in particolare la grande finanza.

         Presidente, non pensa che troppa e intempestiva austerità sia fuori da ogni logica di strategia economica, in un periodo come quello che viviamo?  La crescita da dove verrà?

         Presidente, spieghi questo ai cittadini europei che sono stati licenziati, alle famiglie che soffrono per i figli, anche laureati, che non trovano lavoro, ai tanti lavoratori precari.

        

         30 milioni di posti di lavoro a rischio, è questo l’inquietante e grave  allarme lanciato dal Fmi ( fondo monetario internazionale ),  a causa di politiche economiche che spingono in direzioni contrarie, annullandosi a vicenda, una restrittiva (in Europa) l’altra espansiva (in America).   

       

          La strategia di taglio selvaggio sulla spesa pubblica è:

a) eccessiva, occorre un approccio flessibile e graduale sui  conti  pubblici;

b) prematura, in quanto l’economia globale deve ancora fronteggiare delle sfide importanti;

c) pericolosa,  sé tutti gli stati  frenano simultaneamente si soffoca la crescita globale.

          Sicuramente una simile scelta avrà l’effetto deflativo e depressivo, l’opposto esatto di cui c’è bisogno in Europa in questo triste momento.   

       

          Queste decisioni mi ricordano un bel libro dal titolo

Goodbye Europa cronache di un declino economico e politico“ scritto da:

 A. Alesina Prof. dell’Università di Harvard e F.  Giavazzi  Prof. dell’Università Bocconi di Milano.

         In sintesi gli economisti, dopo aver messo in evidenza le cause del declino, non parlano di manovre sui bilanci pubblici con lacrime e sangue, auspicano un cambiamento indispensabile per riprendere a crescere, facendo cosa?

- promuovere maggiore concorrenza e diminuire le pubbliche infrastrutture;

- più mercato nelle università, centri di ricerca e un mercato del lavoro meno regolato;

- meno tasse alle aziende e una gestione della nuova società multietnica più lungimirante.

       Precisano anche che gli europei devono superare la paura nei cambiamenti affrontare il nuovo mondo, cercare la crescita economica attraverso una cultura tutta rivolta alle innovazioni, puntare sulla competitività delle nostre aziende , della nostra tecnologia.

         Quindi per i due economisti l’obbiettivo della crescita è fondamentale, irrinunciabile.

 

A mio parere l’Europa  si  salverà  seguendo  un  percorso  preciso,  coraggioso  e  responsabile:

                   Investimenti  à  Lavoro  à  Crescita  à  Diminuzione rapporto deficit/Pil

-Investimenti: finanziati dalla emissione di obbligazioni europee (Eurobonds) per infrastrutture,

                   ricerca, energia, sicuramente creeranno lavoro;

- Lavoro: che deriva dagli investimenti sarà determinante per la crescita;

- Crescita: quindi aumento della ricchezza prodotta (PIL), quello che vogliono i mercati;

- Diminuzione del rapporto deficit/PIL: ottenuto grazie all’aumento del PIL.

      

        Un rigore di bilancio così drastico e immediato, chiesto ai governi Europei stroncherà la ripresa mondiale dal volto tenue e impercettibile.

 

        Presidente, mi permetta, troppa austerità nel momento sbagliato.  

 

                                                                                                                                            Giulio Ferraro

 

                                                                                               

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Cosa  dobbiamo  salvare ?

 

a cura di Giulio Ferraro

 

Quali sono le realtà concrete, i valori, i sentimenti, le conquiste che abbiamo il dovere di salvare da questa grave crisi economica mondiale? 

L’impresa  -  L’etica economica – L’ottimismo – La Globalizzazione

 L’IMPRESA: riconosciuta e ammirata da tempo in tutto il mondo come la fonte insostituibile di ricchezza per tutta la collettività.

 E’ l’impresa al centro del libero mercato,  per questo dobbiamo difenderla dagli attacchi dalla distruzione causata dalla gestione dissennata dei manager spregiudicati e irresponsabili che abbiamo con molto ritardo scoperto.

 Sì dobbiamo cacciare questi uomini avidi dalla guida delle nostre imprese, e ove ciò fosse difficoltoso occorre mettere in moto una serie di controlli periodici sul loro operato. Controlli messi in essere dagli azionisti di riferimento, molto approfonditi e minuziosi. Controlli di organi internazionali posti al servizio di un’economia che non  ha confini.   

 Non ci dobbiamo limitare a ridurre i loro compensi stratosferici,  non dobbiamo dimenticare che i manager sono al loro posto, al servizio dell’impresa e per il bene dell’impresa.

 Questa economia come si è delineata, con i suoi protagonisti e le sue nuove sfide, esige ricette profondamente diverse, meditate e valutate da attuare subito con determinazione, ricette che devono valicare le frontiere nazionali per incidere a livello globale.

 Per salvare l’impresa occorre farsi promotori di misure coordinate tra le diverse nazioni, occorre attenta supervisione, oculata trasparenza. Nel corso degli anni sono state date varie definizioni di impresa, non è il caso di ricordarle, tutti noi riconosciamo a questo mix una propulsione, una vitalità che ha avuto la  capacità di rinnovarsi nel corso dei secoli, per continuare a dare il meglio di se, di creare ricchezza, non per pochi eletti ma per la collettività intera.

 

 LA GLOBALIZZAZIONE:

 

in questi ultimi anni abbiamo ottenuto il risultato di avere un mondo più grande   anche sé più instabile.   Ma indiscutibilmente è un mondo meno limitato, più aperto.     Dobbiamo cogliere da questa apertura tutte le opportunità possibili,               è questa la nostra sfida, la prova a cui siamo chiamati a rispondere .

Guardando la televisione è sconfortante ascoltare, nei vari dibattiti, autorevoli rappresentanti di gruppi o interessi  lanciarsi contro la globalizzazione.                                          

 Sono piccoli uomini che guardano il proprio orticello e non si rendono conto             della grande opportunità che hanno avuto tutti i popoli del mondo di elevare le loro condizioni di vita misera, per molti secoli senza speranza alcuna.

Due dati: 1)la percentuale delle persone che vivono con meno di un dollaro al giorno è dimezzata. 2) da sola la crescita della Cina ha fatto uscire dalla miseria più di 400

milioni di persone.  il nostro futuro

 E’ la globalizzazione controllata e affinata il nostro futuro, il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti. Anche la rivoluzione industriale, ha creato molti problemi.

Gli artigiani soni stati messi in crisi dalla produzione di serie. La grande industria distrusse tutte le imprese artigianali. Ma noi non abbiamo rinunziato alle innovazioni che hanno indubbiamente portato alla lunga un benessere diffuso.

Abbiamo colto la possibilità di far accedere gran parte della popolazione ai beni durevoli e di consumo a prezzi convenienti.

 E’ chiaro che un fenomeno macroeconomico come la globalizzazione ha bisogno di essere affinato, controllato. L’assurdo è disconoscere i suoi lati positivi, che non si limitano, per la sua dimensione, a creare benessere in zone specifiche, ma come evidenzia la stessa parola  ( globalizzazione ) in tutto il mondo.

 E’ stata “La finanza creativa“ la causa di tutti i nostri problemi, sicuramente  la globalizzazione ha amplificato i danni, ma alla finanza dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni, ci dobbiamo preoccupare di mettere in essere una serie di controlli sovra-nazionali affidati a organi responsabili e  preparati.

 Non possiamo fare un passo indietro e ritornare al protezionismo, il protezionismo    è stato un errore già fatto, nella crisi del 1929,  non possiamo ripeterlo.  Dicono: - J. BRAGWATI  Prof. di Economia Columbia University. “ La più antica e la più sconvolgente verità dell’economia,  è che il protezionismo fa male a chi lo applica”. - J.  STIGLITZ   nobel per l’economia  2001,  Prof. Columbia University,  Vice  Presidente della Banca Mondiale. “ Uno dei più basilari e fondamentali principi dell’economia è che il libero mercato, in generale, beneficia del libero scambio.         La stessa Unione Europea è un’applicazione pratica di questo concetto “.

 

L’ETICA ECONOMICA:

abbiamo il dovere di ripristinare, di vivere giorno dopo giorno l’etica dei nostri nonni e  genitori. Ai loro valori, ai loro principi dobbiamo fare riferimento. Dobbiamo capire che il benessere della collettività non si costruisce sul denaro, sugli interessi, sull’ingegneria finanziaria, ma oggi e molto di più in un futuro a noi non lontano, Sulla conoscenza “ e sulle  applicazioni della conoscenza alle nuove produzioni, ai nuovi consumi.                

Ricordo a proposito il libro interessantissimo di Richard Florida, “ L’ascesa della nuova classe creativa  “ In sintesi l’autore, Prof. di Teoria dello  Sviluppo Economico all’università di Pittsburgh, sostiene che sta nascendo una nuova classe sociale molto creativa, capace di offrire innovazione, nuove idee con contenuti  dirompenti, Da decenni la classe dirigente e politica è rimasta immobile, così il vero  cambiamento è affidato a questo mix di persone con diversi profili, ma accomunate da una visione nuova della realtà.   Il quesito che si pone è:  si tratta di una classe creativa concreta basata su innovazioni reali o solo di una creatività  finanziaria senza riscontri nell’ economia reale? il Prof. Florida si riferiva alla creatività concreta  fondata, sulla sue famose tre T:  talento, tecnologia e tolleranza.       

 Occorre dimenticare un mercato travolto dall’azzardo, un mercato senza regole che  ha distrutto e metterà in ginocchio l’economia reale, l’economia sana, che ci ha fatto vivere anni di benessere.

 Occorre l’amore sincero dell’imprenditore per ridare slancio e vigore all’impresa, non il vile denaro promesso e poi dato, in misura esagerata e vergognosa ai manager.

 Le Imprese, principalmente le   banche che gestiscono i risparmi  dei cittadini,  si amministrano con criteri di:                                                                  

PRUDENZA   –   PRUDENZA   –   PRUDENZA           

La prudenza è una virtù che apparentemente non appartiene al mondo dell’impresa, invece gli appartiene!  Qualche anno fa a scuola,  parlando con gli studenti,  a proposito delle virtù dell’imprenditore, dicevo: ( il Prof. Diego Lana sicuramente lo ricorderà )   l’imprenditore deve essere coraggioso ma prudente sembra una contraddizione, ma non è così.  Il coraggio occorre,  ma va bilanciato con verifiche attente circa i programmi di investimento, circa le previsioni di vendita.

Le innovazioni devono essere vagliate, esaminate in tutti i possibili risvolti positivi e negativi.

 Questo è il compito di chi ha la responsabilità di un bene prezioso che si chiama “ Impresa  “,  un bene che va gestito con etica.

Questo è il nostro auspicio, questo desideriamo nei prossimi anni, per il benessere    dei nostri figli, dei nostri nipoti.

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L’ OTTIMISMO

 

a cura di Giulio Ferraro

 

Ricordate l’articolo “ Il sogno che si avvera “ pubblicato in questo giornale lo scorso mese di febbraio? L’articolo, scritto nel novembre del 2008, prima che si delineasse una crisi così pesante e pericolosa, era un anticipo di una necessità che si presenta oggi più che mai. Avevo previsto bene. Il grande economista Keynes, che rimane l’analista terapeuta più autorevole, in una sua lezione,   “ Possibilità economiche per i nostri nipoti “,  fra le altre cose spiega che sognare è un obbligo.

Keynes mette in evidenza che l’economia è fortemente influenzata dalle aspettative dei cittadini, dallo loro propensione ai consumi, dalla fiducia degli imprenditori negli investimenti, per questo motivo sognare è un obbligo. Politici, giornalisti, tutti gli uomini responsabili hanno il dovere di influenzare in senso positivo la popolazione. Devono dare segnali positivi, non catastrofici. 

E’ encomiabile l’impegno e il contenuto del libro di C. De Benedetti e  F. Rampini “ Centomila punture di spillo “.  Un libro tutto rivolto in questa direzione. Gli autori invitano gli italiani a non contemplare sconfortati le debolezze,   ma di partire dai  nostri punti di forza, andandoli a cercare là dove si trovano,  occorre costruire su quelli, e auspicano di riconquistare un senso di padronanza del nostro destino.   

Si augurano per gli italiani  la voglia di fare “una riforma dal basso “, che ciascuno di noi può promuovere. Fanno ancora notare che i valori di un passato non  molto lontano sono ancora dentro di noi, e da quei valori dobbiamo ripartire. Un libro da segnalare ai Presidi delle nostre scuole. I nostri ragazzi hanno bisogno

di queste punture. Ciò che verrà dopo questa grande crisi,  sarà una economia diversa, diversa da quella che abbiamo conosciuto. Migliore perché frutto delle esperienze  passate. Sarà migliore solo con controlli non solo a livello nazionale ma internazionali. Abbiamo vissuto con la globalizzazione: la più grande,  sconvolgente rivoluzione economica di tutti i tempi, probabilmente non ce ne siamo accorti tutti presi dal nostro consumismo, è ora di aprire gli occhi e viverla con i piedi per terra.

 

Come?  Da Ottimisti

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Gent.ma Prof.ssa Genco,

Il “tempo” degli auguri sta per arrivare. Natale, anno nuovo, nuovi propositi, nuove speranze, si ricordano le esperienze passate e ci si rivolge a che ci sta vicino. Ed anche ai “lontani”… Auguri! Per tutti.

Ci ritroviamo. Anche noi!

Senza Peppe. Per la prima volta un Natale senza lui!

Il prof. Giuseppe Saia ci accompagna nel cuore, nei ricordi, nelle foto. Nella mente! In una bellissima targa di un’aula della Sua, della Vostra, Scuola, che lo ricorderà. Per sempre.

Nella gratitudine di chi lo ha conosciuto, lo ha frequentato, ha lavorato insieme apprezzandone le doti di insegnante, educatore, senza essere “…mai scortese o distaccato, disinteressato o distratto, ma sempre attento, interessato, coinvolto”!

“La famiglia, la scuola, la società hanno perduto un uomo, un docente, un educatore esemplare”. Le sue parole di verità, Preside Genco, rimbombano nel contesto dei sentimenti che accompagnano, che cercano una spiegazione del perché possa essere successo… a Lui!

Diventano le nostre, quelle di una famiglia che continua ancora a chiedersi… perché?

“Parole” che scaturiscono, si elevano e trovano ripascimento, come un fiume che rimpingua le spiagge erose dal moto ondoso, in un contesto sociale pieno di affetti e solidarietà, di esempi ed emulazioni, di ricordi ancora da condividere nell’esempio. In tutti coloro che lo hanno frequentato.

Ma soprattutto in noi, che siamo la sua famiglia, per dare un sostegno spirituale e concreto ad Elide e Viviana, le sue adorate figlie, nonchè alla moglie Mariella, perché possano continuare a vivere nel piacevole e sereno ricordo, senza sentirne la mancanza “materiale”.

Lo ricorderemo. Pur nella consapevolezza che tutto ciò rientra nel ciclo della Vita che, a volte però, irrompe in maniera così cruenta ed inaspettata da lasciare nello “sgomento, nel dolore, nelle lacrime e nel ricordo…”

Le sue parole… Rimarranno incancellabili, nei modi dei ricordi che accompagneranno il resto del nostro vivere.

Grazie Preside, ci piace definirla ancora così da vecchi liceali, quando si parlava meno di “riforme” e si andava sul concreto dell’azione. Tempi certamente non più attuabili, ma oggi questo nuovo modello cosa ci riserva? Ne parlavamo tanto con Peppe!

Grazie ancora, Prof.ssa Rina Genco, e un immenso grazie a tutto il personale del suo Istituto, in un abbraccio collettivo con i suoi Colleghi educatori e con tutti gli Studenti di ogni generazione che hanno avuto la fortuna di conoscere.. il Prof. Giuseppe Giovanni Saia!

E con chi potrà avere la possibilità di seguirne l’esempio in futuro, anche per il solo fatto di entrare in quell’aula multimediale “SAIA”. E chiedersi chi era e cos’era…!

Ciao Peppe!

E nel tempo del Natale che si avvicina e che ci fa sentire più vicini, più solidali, auguriamo, nel ricordo di nostro fratello Peppe, a tutti voi ogni forma di serenità per una vita felicemente normale!

Auguriamo, altresì, un futuro pieno di successi al vostro Istituto. Un futuro che vi consenta di formare cittadini, preparati, consapevoli, maturi e pronti ad affrontare una vita sempre più complessa e piena di incognite.

Auguri! Per questo Natale, per l’anno che verrà! E per quelli a venire!

Michele e Salvatore Maria (Totino) SAIA

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Buon NATALE  2010,  Buon  Anno e felici anni futuri.

 

In questi giorni quante volte sentirete la parola:  “  felicità  “, anche voi direte“Buon Anno, Felicità“, ma ci siamo chiesti cosa è la felicita? Cosa ci rende felici?

La felicità è una sensazione piacevole di soddisfazione completa che riusciamo a percepire a livello personale, quindi è qualcosa dentro di noi, fa parte del nostro intimo, è una capacità individuale.

Il significato preciso dice qualcosa di diverso,  significa ricchezza, abbondanza quindi un riferimento all’economia.

Occorre fare una riflessione sul rapporto che esiste tra felicità e economia, notiamo che la maggior parte delle popolazioni dei paesi industrializzati impiega le proprie risorse in consumi che non aiutano a essere felici. Auto di lusso,ville, abiti e gioielli firmati non ci conducono verso la felicità.

Un noto professore di economia ha individuato “ il paradosso della felicità ”,  ha dimostrato che nel corso della vita la felicità delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di ricchezza. Il venire in possesso di beni economici ci rende più ricchi,  ma per ottenerli distruggiamo i beni essenziali da cui deriva la felicità.

A questo punto occorre chiedersi, quali sono i beni che producono la felicità ?

Sicuramente sono i beni relazionali, la partecipazione attiva alla vita sociale, al volontariato. Sono i rapporti interpersonali con parenti e amici, è la capacità di  godere dell’essenziale,  di ciò che conta davvero sul piano etico e umano.  Sì l’affetto, le attenzioni verso i propri cari, essere insieme seduti in un tavolo ogni anno per ricordare il Santo Natale sono le fondamenta su cui costruire la nostra felicità.

 Una nuova scoperta, sorprendente:  

La felicità è un virus vero e proprio, per trasmettersi ha bisogno del contatto fisico. Le emozioni positive non sono capaci di viaggiare in rete o via telefono, viaggiano e si trasmettono attraverso i segnali del corpo. Il viso ha un ruolo principe, il contagio dipende dal meccanismo dell’ empatia e dei neuroni specchio che permettono di condividere emozioni, di fare entrare in sintonia anche individui diversi.

La felicità  non si trasmette  nei luoghi di lavoro con i colleghi ma attraverso il contatto diretto fra amici e parenti. Per questo rimaniamo tutti uniti, viviamo insieme le nostre emozioni, i nostri desideri, le nostre gioie. Dobbiamo essere consapevoli che a volte la felicità è “simultaneità-lampo“ ovvero un frammento d’esistenza di straordinaria intensità e, nel contempo, di fugace durata.

Attenzione …….. perché l’infelicità:

     -          porta e essere meno generosi;

-        fa diventare sempre più egoisti;

-        spinge a essere inclini e a ignorare i bisogni umani degli altri;

-        sminuisce le relazioni intime.

Sicuramente avete sentito parlare del “  FIL  Felicità Interna Lorda “, è un nuovo indicatore che smonta il mito occidentale del P I L ( prodotto interno lordo ) per sostituirlo con un uno più attendibile che tenga presente:

-         delle soddisfazioni personali e della cultura

-         della speranza di vita e della salute

-         delle politiche ambientali e delle relazioni umane.

Occorre sostituire il PIL che tiene conto solo della produzione con questo nuovo indicatore del benessere, sia in termini di reddito che di consumi, non solo materiali,  come  la scuola, l’ambiente, l’assistenza agli anziani, la sanità.

Sostenere che la ricchezza non può comprare la felicità è un alibi ?

No, è semplicemente buon senso.

Nel corso dei secoli la felicità ha avuto molti volti:

-        per i Greci coincideva con le virtù;

-        per i Romani con la ricchezza;

-        per i Cristiani con la fine delle sofferenze terrene e la beatitudine eterna.

Per noi la felicità deve essere semplicemente  “ Un obbligo  “.

Nell’ultimo libro, il X, dell’Etica Nicomachea di Aristotele la conclusione è dedicata alla determinazione della felicità che viene definita  “ Sommo Bene “.

Personalmente sono del parere che la felicità  è AMORE.

La felicità, per essere più precisi, si raggiunge  attraverso l’amore, non solo verso i propri  cari, ma UN AMORE PER LA VITA che purtroppo non si trova facilmente perché è qualcosa che richiede di essere creato e ricercato ogni giorno, ogni ora, che ha bisogno di essere costantemente risuscitato, riaffermato e richiede attenzione e cure.   

     Buon Natale, Buon Anno nell’ AMORE PER LA VITA,  FELICITA’

                                                                                                 

Giulio Ferraro

 

 

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L’imprenditore  sociale

 L’efficienza dell’impresa al servizio dei più deboli

 

a cura di Giulio Ferraro

     

     

      Sembra un paradosso,  una nuova strada viene tracciata nel cuore pulsante del capitalismo più sfrenato e senza controlli,  causa di una profonda  crisi finanziaria ed economica a livello mondiale. Nasce, quasi da non crederci in questo contesto, in America la figura dell’imprenditore sociale, una nuova classe dirigente che rimane fuori dalle ideologie, rifiuta i vecchi modelli al fine di creare un nuovo e più solidale futuro per i cittadini più bisognosi.   

 

     Sì proprio in America dove 40 milioni di cittadini, oltre il 13% della popolazione vivono sotto la soglia della povertà, nella nazione che solo pochi anni fa era considerata la più opulenta del mondo viene fuori “ una nuova strada  “, una rivoluzionaria realtà tra capitalismo e welfare,  senza un colore ideologico, tracciata da uomini generosi e lungimiranti,  forgiati nella scuola d’impresa, con un desiderio unico, operare per il bene sociale.  

       Dopo la pesante crisi economica la domanda di servizi sociali, principalmente in America, è schizzata alle stelle, un nuovo management di impresa si impegna per la lotta alle disuguaglianze, ma con un approccio innovativo, spendere meno per dare servizi pubblici migliori. 

       L’impossibilità di aumentare il debito pubblico rende lo stato impotente ed essendo una pura eresia in America aumentare le tasse ai contribuenti più facoltosi, viene fuori l’idea a grandi imprenditori, come il famoso fondatore di Microsoft Bill Gates, di mettere a disposizione la loro geniale creatività, già collaudata con esiti strabilianti, per scopi sociali.

      Il grande imprenditore nella sua fondazione pretende la stessa efficienza che ha proiettato a livello mondiale la sua azienda nel campo del software.

      Stephen Goldsmith brillante studioso di pubblica amministrazione dell’università di Harvard è stato Sindaco di Indianapolis con risultati eccellenti, oggi è stato chiamato a coprire il ruolo di Vice Sindaco di New York, la città più popolosa dell’America, metropoli con i conti in rosso, al punto della bancarotta e nello stesso tempo con bisogni sociali profondi e urgenti da risolvere.

      Inventore del “ Governo con la rete “, è riuscito a  cambiare  una Pubblica Amministrazione  basata su “ gerarchie verticali “ con una innovativa forma basata “su convergenze orizzontali“, cioè una pluralità di soggetti ( Pubblici, Privati, Non-Profit ) che formano una rete che si propone come priorità, con meno risorse fornire più servizi efficienti.

       Bill Milliken un imprenditore sociale fuori dagli schemi tradizionali, molto ammirato dal Presidente OBAMA, ha iniziato l’esperimento delle “ Communities in Schools “.

      Sì tratta di un programma simile a un dopo-scuola per ragazzi che appartengono ai ceti sociali più sfavoriti, alle minoranze etniche, i ragazzi vengono affiancati agli istruttori volontari per evitare che diventino cittadini di serie B.

      Oggi in America gli istruttori volontari sono 50.000 che forniscono tre milioni di ore di ripetizioni gratuite, con il risultato che il 75% degli studenti a breve scadenza registra un miglioramento di voti e un aumento delle promozioni.

      Muhammad Yunus il famoso inventore del microcredito, un nuovo strumento a disposizione dei più bisognosi, un sistema di piccoli prestiti riservati a chi non può fornire garanzie reali ma solo

la propria operosità e onestà. Questa esperienza iniziata nei paesi del terzo mondo, oggi è uno strumento usato anche in occidente per venire incontro ai bisogni della povera gente.

      Un imprenditore sociale a capo di un’impresa che opera con i crismi più rigorosi dell’efficienza

aziendale per scopi umanitari, presente anche nel cuore di New York per aiutare i ceti più deboli a riscattarsi da soli, creando piccole imprese artigianali, commerciali.           

     Nel mondo intero oggi la domanda di servizi pubblici aumenta in modo esponenziale, le risorse degli Stati Sovrani sono sempre più limitate, noi tutti, per ragioni morali, non possiamo stare a guardare, non possiamo rimanere immobili, altrimenti una parte notevole della nostra società sarà abbandonata al suo destino. 

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Chi    ci    salverà   ?

a  cura  di Giulio  Ferraro

      L’argomento principe di cui si discute è la pesante crisi economica diffusa in tutto il  mondo, paesi ricchi e paesi poveri sono stati travolti inaspettatamente.

      Crisi, a mio parere, principalmente dovuta a una mancanza di “etica economica“sconosciuta e ignorata soprattutto in America.

      Sì proprio in America manager spregiudicati si sono sostituiti agli imprenditori, provocando notevoli danni non solo alle aziende dove lavoravano e che dirigevano, ma anche a tutta la collettività.

     A mio parere dobbiamo studiare e focalizzare il fenomeno per evitare danni futuri, è necessario, è indispensabile. I manager si sono sostituiti agli imprenditori nelle grandi aziende, principalmente nelle “  Public company “ , le aziende di tutti e di nessuno, dove manca una importante componente della compagine sociale,l’azionista di riferimento, che controlla con interesse e attenzione la gestione e le strategie aziendali.    

       Per l’ imprenditore l’ impresa è la sua creatura, è nata con lui, con lui è cresciuta, fa parte della sua vita. Fa di tutto per evitare l’assunzione di rischi eccessivi che  potrebbero causare un fallimento. Considera i suoi dipendenti come parte della sua famiglia con cui ha condiviso magari momenti difficili, ma anche periodi di grandi soddisfazioni per i risultati raggiunti. Risultati frutto di grandi sacrifici, di impegno, costanza e rinunzie. Per tutto quanto precedentemente evidenziato, l’imprenditore antepone gli interessi dell’azienda ai sui personali, non lo sfiora l’idea di arricchirsi,  distruggendo l’impresa che dirige.

      Il manager invece ha come solo obbiettivo una gestione tendente ad aumentare, a dismisura, il profitto di breve periodo, facendo assumere all’azienda pericolosi rischi, per avere vantaggi personali con premi vari ( stock options ). In America i compensi percepiti dai manager sono 577 volte lo stipendio  medio, in Italia pari a 243 volte. Manager avidi e irresponsabili hanno falsificato i bilanci per il proprio tornaconto.

     Nel suo libro “La Deriva Americana“ il premio nobel Paul Krugman, raccoglie i sui articoli pubblicati sul The New York Times nel 2001 - 2003 e evidenzia i guasti economici e politici che avvenivano in quegli anni, i retroscena dello scandalo Enron, la dissennata politica fiscale di Bush e le sue responsabilità nella crisi americana e mondiale con la sua “ deregulation ”, un mercato senza regole.                  

      Francamente sono rimasto allibito, stupefatto. Gli americani erano a conoscenza di cosa stava succedendo,erano stati informati da organi di stampa nazionale.

     Evidentemente non volevano sapere,facevano finta di non conoscere, per il motivo

che molti erano compartecipi del disastro finanziario che era in essere.

     Sorpresa maggiore è stata ricordare che un grande economista  J.  Schumpeter  nel secolo scorso, nel suo libro “ Capitalismo, Socialismo, Democrazia  “ arriva alla geniale intuizione  che nella grande impresa capitalistica il ruolo dell’imprenditore, creativo e diretto all’innovazione , verrà, col passare degli anni, sempre più sostituito dalla mentalità burocratica dei manager che diventeranno i padroni assoluti delle più importanti Imprese del mondo. Come hanno operato in questi ultimi anni è sotto gli occhi di tutti noi. Aveva previsto bene Schumpeter.

      Auspicio di tutti i cittadini onesti è il ritorno dell’imprenditore alla guida delle grandi Aziende, al centro delle scelte economiche fondamentali.

L’imprenditore, solo ed esclusivo punto di riferimento dell’impresa sana che opera con criteri etici a favore di tutta la collettività.

L’imprenditore, depositario dell’esplosione eccezionale di creatività che lo caratterizza e ne fa l’unica speranza per ritrovare uno slancio produttivo e morale.

L’imprenditore, ci darà orgoglio e ci restituirà  la forza, la tenacia che abbiamo avuto sin da tempi lontani,  a noi ben conosciuti per gli esiti ottenuti.

       La genialità individuale dell’imprenditore è ormai riconosciuta e ammirata in tutti i continenti:  con   il  suo  cervello  ( crea  plus-valore ) e con   il   suo   cuore   ( comportamento etico ) è   e   sarà sempre  l’artefice  del  benessere  in  tutto  il  mondo. Imprenditori di tutto il mondo riprendetevi il vostro ruolo siete la nostra speranza.

 

 

 

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I tre virus che hanno colpito l’impresa

 

a cura di Giulio Ferraro

 

Sono tre i virus che hanno colpito l’impresa, è l’impresa gravemente ammalata la causa prima della crisi che vive il mondo intero, con le vittime sacrificali che sono i lavoratori licenziati. Per capire l’importanza dell’impresa nell’economia moderna occorre ricordare che dopo la caduta  del muro di Berlino e lo sfacelo dell’economia collettivista, il liberismo trionfa in tutti i continenti. Il libero mercato con a centro l’impresa diventa il sistema economico accettato e osannato ovunque. Ma negli anni settanta si accompagna al liberismo, nel panorama mondiale, una nuova teoria economica, propugnata principalmente dalla scuola di Chicago con a capo l’economista Friedman, ecco il primo virus:

                                                         La deregolazione (Deregulation)

 

Questa nuova teoria economica si fa paladina di  un mercato senza regole, questo mix esplosivo di liberismo e deregolamentazione selvaggia ha portato al collasso l’economia mondiale.

Questa scuola economica  sostiene che l’impresa deve essere lasciata libera di operare nel libero mercato senza regole, perché le regole imbrigliano l’impresa, non la rendono competitiva, non fanno esplodere la capacità creativa e innovativa che è possibile venga fuori. Lo stato rinunzia al suo compito primario di legiferare e si astiene anche di controllare, lascia l’impresa a briglie sciolte, la politica a partire dal presidente Carter, ai due Bush padre e figlio è un fantoccio in mano alle grandi imprese, ecco il secondo virus:

                                                   Le dimensioni abnormi delle imprese

 

Imprese multinazionali molte volte hanno bilanci che superano quelli di alcuni stati sovrani, la loro potenza economica valica gli oceani, condizionano la vita economica di popoli e nazioni  apparentemente liberi, controllano il potere legislativo a proprio favore.  

Queste imprese “ too big to fail “ ( troppo grandi per fallire ), per evitare rischi sistemici nel panorama mondiale, sono state salvate. Lo stato è intervenuto con vari sistemi per evitare il peggio, con i soldi dei contribuenti si sono salvate imprese che hanno operato senza controlli. Ma chi sono stati i piloti di queste infernali auto senza freni che hanno scorazzato nei mercati  di tutto il mondo? Speculando, rischiando in modo eccessivo, ecco il terzo virus:

                                                                     I manager

 

Si proprio questi uomini spregiudicati, ingordi, senza scrupoli  e  con tanta bramosia di potere  fanno assumere alle imprese, dove sono i padroni assoluti, rischi eccessivi per avere vantaggi e remunerazioni fuori da ogni logica economica.  In tutte queste grandi imprese (public company) manca l’azionista di riferimento che controlla e condiziona l’operato dei manager che lasciati liberi di operare fanno solo e esclusivamente i propri interessi.

 Ma come curare questo bene prezioso che si chiama impresa? Come combattere questi virus?

Questo è il compito difficile e gravoso che dobbiamo affrontare, abbiamo il dovere di adoperarci  con tutte le nostre forze prima che tutto vada in fumo.                                  

 

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