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Una giornata di
ordinario entusiasmo
ITCG
"G. Galilei" 5 maggio 2012
Gli esperti li chiamano
“nativi digitali”. Sono i nostri giovani. A 3 anni sanno già manipolare
la tecnologia con una tale disinvoltura da suscitare una malcelata
invidia in noi adulti che, a 50, abbiamo bisogno del navigatore per
trovare il pulsante di accensione di una di quelle diavolerie. I nativi
digitali sono anche mutanti: il loro cervello si sta modificando in
relazione alle nuove modalità del vivere digitale. Loro lanciati come
razzi nell’avvenire, noi adulti ancora a leccare la punta della matita
per fare i conti. Pensate che cocktail quando ci incontriamo a scuola:
miscela esplosiva instabile.
Eppure dobbiamo
convivere, insieme lavorare e produrre futuro. Ma come? Chi ha
esperienza di scuola sa quanto sia diventato difficile oggi lavorare
con i ragazzi, e non perché qualcuno è più cattivo dell’altro quanto per
la profonda frattura generazionale che coinvolge tutti i protagonisti
della storia.
Ci proviamo in tanti
modi. Chi scrive ci ha provato riscoprendo le belle pratiche delle
competizioni a squadre che si svolgevano in tv e negli ambiti
associativi fino a qualche decennio fa.
Ed ecco il QUIZZONE del
“SO TUTTO” che ha voluto dare una precisa e reale finalità didattica
alla visita di istruzione a Modica e a Noto dello scorso 17 aprile.
Volendo dare il messaggio chiaro agli alunni che la scuola promuove
occasioni culturali (non è un’agenzia di viaggi, per esser chiari),
abbiamo inteso stimolare negli alunni una curiosità feconda per
l’esperienza vissuta facendola concludere con una gara tra le due classi
partecipanti alla visita, la 3^ A e la 3^F del corso a.f.m.. In
anticipo, è stato fornito loro del materiale informativo sulle mete
della visita per poi darci appuntamento a sabato 6 maggio per la
conclusione dell’iniziativa.
La
partecipazione è stata “bollente”. I ragazzi hanno dato il cuore (e il
fegato e po’ di pancreas). Hanno studiato con impegno. Occorre dire
altro? Ah, chi ha vinto? Curiosamente, non ci sono stati sconfitti:
hanno vinto tutte e due le squadre e tutti i ragazzi partecipanti che
hanno assaporato il piacere di avere fatto con spontaneità e passione un
passo in più nella misteriosa ed esaltante avventura della scuola. A
futura memoria.
Proff. Francesca Galatioto e Giovanni Samperisi
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Delegazione del “Galilei” a
PALERMO per la commemorazione di Pio
La Torre

Il 27 aprile con gli alunni di una mia classe (IIID AFM) - su invito del
Presidente dell'ARS, abbiamo partecipato (dopo che una delegazione
dell'Istituto era stata a Montecitorio il 12 aprile su invito della
Fondazione Camera dei Deputati) anche alla Commemorazione di Pio La
Torre che si è tenuta all'ARS con l'intervento di Virginio Rognoni
ministro degli interni all'epoca dell'approvazione della legge oggi
conosciuta come "Rognoni-La Torre" che consente la confisca del
patrimonio ai mafiosi e che costò la vita all'On. La Torre deputato
dell'allora PCI.
Tutto questo in attuazione del Progetto "Cittadinanza e Costituzione"
approvato dal collegio dei docenti.
Lunedì 30 aprile, mattina, è stata trasmessa un'intervista curata
dai giornalisti di radio Popolare di Milano sul percorso che gli alunni
dell'ITCG hanno effettuato per ricordare la figura di PIO LA TORRE.
In allegato una foto del gruppo - a Sala d'Ercole - con la presidente
della Commissione Antimafia Europea, On. Sonia Alfano presente alla
seduta straordinaria dell'ARS ( assieme al Procuratore Antimafia
Grasso e al senatore Giuseppe Lumia vice Presidente della Commissione
parlamentare antimafia).
Prof. Pasquale Petix
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Delegazione del “Galilei”
a Roma per la commemorazione di Pio La Torre
Da diversi anni l’ITCG “G. Galilei” attraverso il percorso formativo
“Cittadinanza e Costituzione”, elaborato dal prof. Pasquale Petix, è
impegnato sul fronte dell’educazione alla legalità partecipando alle
iniziative previste dal progetto educativo antimafia proposto alle
scuole superiori dal Centro studi ed iniziative culturali Pio La Torre
con sede a Palermo.
Per l’anno scolastico 2011-2012 il progetto tiene conto del 30°
anniversario dell’uccisione mafiosa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo
(30 Aprile 1982), delle relative manifestazioni nazionali e regionali e
dell’evoluzione politica e legislativa dell’antimafia.
A questo proposito, le Presidenze della Camera dei deputati, della
Fondazione Camera dei deputati, della Commissione parlamentare Antimafia
e del Centro Pio La Torre hanno concordato di presentare, al Presidente
della Repubblica, giovedì 12 aprile 2012, a Roma, i supporti
multimediali della digitalizzazione degli atti processuali concernenti i
delitti politici di La Torre e Di Salvo nel corso del Convegno “Pio La
Torre – Trent’anni dopo”.
Una delegazione dell’ITCG “G. Galilei” – formata dagli alunni che si
sono particolarmente impegnati nelle attività del progetto, dal prof.
Pasquale Petix, docente promotore e autore di libri sulla mafia, dal
Dirigente scolastico e dal Presidente del C.I. – è stata invitata a
partecipare al momento di studio e di commemorazione che si terrà a
Palazzo Montecitorio e che vedrà, oltre alla presenza del Capo dello
Stato, Giorgio Napolitano, gli interventi dell’ On. Gianfranco Fini, del
Presidente della commissione antimafia, Beppe Pisanu, di don Luigi
Ciotti, del Procuratore Pietro Grasso e di Emanuele Macaluso,
giornalista e amico personale di Pio La Torre.
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"La
Riforma degli Istituti Tecnici: nuovi indirizzi e Istituti Tecnici
Superiori".
(FOTO)
Venerdì 16/03/2012 alle
ore 9.30, al Teatro Sociale di Canicattì, l' I.T.C.G. "G. Galilei" di
Canicattì ha organizzato, con il patrocinio della Regione Siciliana Provincia
Regionale di Agrigento, del Comune di Canicattì, dell'Associazione "La
Città Invisibile" e della Confindustria di Agrigento, il convegno
regionale sul tema "La Riforma degli Istituti Tecnici: nuovi indirizzi e
Istituti Tecnici Superiori".
Sono intervenuti:
1.
Prof. Vincenzo
Fontana Dirigente Scolastico I.T.C.G. "G. Galilei" Canicattì;
2.
L'assessore
provinciale alla pubblica istruzione;
4.
Dott. Antonio Cani
Associazione "La città invisibile";
5.
Dott. Giuseppe
Catanzaro Presidente Confindustria.
I lavori sono
stati conclusi dal Capo Gabinetto dell'Assessorato Regionale alla Pubblica
Istruzione.
(FOTO)
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Think different
( pensare in modo
diverso )
Uno slogan della più
importante azienda del mondo la “ Apple “, con un fatturato di 60
miliardi di dollari, il suo geniale fondatore Steve Jobs, il mito
della Silicon valley, l’uomo che ha fondato l’azienda con il maggiore
successo in tutto il pianeta è riuscito a “ pensare in modo
diverso “, per manipolare la tecnologia, per farla entrare nella vita
quotidiana di tutti gli abitanti del mondo con una innovazione
dirompente. (Continua)
Con Steve Jobs ci
troviamo di fronte a un individuo fuori dal comune: ha vissuto
con l’ossessione di creare dei prodotti molto semplici e utili;
pretendeva dai suoi collaboratori il massimo, tutto doveva essere
perfetto nei minimi particolari, anche quelli nascosti. E’ stato anche
il guru della comunicazione per la capacità di creare un’
empatia particolare con i consumatori.
Forse sarà il più
grande imprenditore di tutti i tempi per la sua fantasia di sapere
innovare, per una chiara visione d’insieme, per la capacità di
concentrarsi sui dettagli.
Steve è stato in grado
di applicare la filosofia della rottura ( disruption ) che ha
scardinato le convenzioni, dotato di una rara creatività.
Tuttavia dobbiamo
notare che un uomo così singolare non è riuscito “ a
pensare in modo differente “, nel senso più proprio del
termine, per quanto riguarda le esigenze umane dei cittadini del
mondo, dei suoi dipendenti.
Solo dieci anni fa i
computer della Apple erano assemblati negli Stati uniti, oggi sono
prodotti nella Cina meridionale in condizioni di lavoro a dir poco
spaventose.
Tutta la produzione
della Apple aggira le leggi sul lavoro subappaltando a imprese come
la Foxconn, azienda nota in tutto il mondo per i suicidi nei
suoi stabilimenti, per un operaio morto per aver fatto un turno di 34
ore, per casi ripetuti di maltrattamenti, per la
disponibilità a fare di tutto pur di soddisfare gli standard di
produzione imposti dai colossi del settore tecnologico.
Steve non è stato
capace di pensare in modo diverso perché quando fondò Apple voleva
un‘azienda anarchica che promuovesse l‘idea di libertà, oggi dobbiamo
notare che il sistema industriale globale è riuscito a corrompere il
“ grande Steve “.
Il genio, il
visionario è stato piegato dalla logica del mercato globale, dalla
ricerca del profitto fuori da ogni vincolo di etica economica.
Di fronte alla morte di
un uomo, ricordarlo per quel che di buono ha fatto è umanamente
doveroso, tutti riconosciamo a Steve Jobs i meriti che gli spettano;
mettere in luce il problema di una mancata etica non significa non
rendergli onore, vuole essere un appello alla cura degli aspetti
umani spesso trascurati.
Occorre veramente
pensare in un modo diverso, non solo per inventare prodotti
tecnologicamente perfetti e dal design innovativo, ma soprattutto per
assicurare ai cittadini del mondo un ambiente vivibile, un lavoro
dignitoso, una vecchiaia serena.
Il compito di
riuscire a “ pensare in modo diverso per il bene comune “
spetta a tutti i ribelli, i creativi, i folli, gli estroversi, gli
affamati che continuano a credere in un cambiamento
possibile.
Giulio
Ferraro
ottobre 2011
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A Francoforte si decide il
destino dei cittadini Italiani
a cura di
Giulio Ferraro

Gli avvenimenti di questi giorni mettono in evidenza che decisioni
importanti sul nostro futuro, sul futuro dei nostri figli e nipoti
non sono state prese a Roma ( sede del Governo Italiano) o a
Bruxelles ( sede del Parlamento Europeo ), ma so state
dettate, imposte da Francoforte sede della B C E ( Banca
Centrale Europea )tutto questo dimostra in modo inequivocabile che
le mie considerazioni e le mie riflessioni hanno un riscontro nella
realtà: viviamo in una Nazione "a sovranità limitata ". (Come
evidenziato alla fine del mio articolo scritto nel giugno del 2010).
Assistiamo al fallimento della leadership delle democrazie europee
quasi senza avvertirne la gravità, ci siamo abituati al fatto
che la nuova classe politica subisce da alcuni tecnocrati
(probabilmente mediocri,visti i risultati di questi ultimi anni, a dir
poco disastrosi) le scelte e le strategie economiche e sociali
fondamentali. La lettera inviata dalla B C E al Governo
Italiano è la prova evidente dei limiti, delle carenze
di una democrazia che accetta, subisce strategie e vincoli economici
che hanno un grande impatto nella vita quotidiana del popolo
“ NON SOVRANO “. Dopo tre anni dalla crisi finanziaria
dei mutui sub-prime, l’Europa, posta sotto la regia
della B C E, non ha saputo trovare una strategia economica capace
di ridare slancio all’economia reale, creare nuovi posti di lavoro, dare
speranza e futuro ai nostri giovani. Come possiamo continuare a
subire le scelte imposte da tecnocrati posti al di sopra di ogni
controllo democratico? Il popolo è stato defraudato del suo potere
decisionale, occorre un’azione di responsabilità, un risveglio
dei cittadini europei per riprendersi il potere democratico e
sovrano che gli spetta. Come è possibile che una democrazia matura
non riesca ad esprimere, a trovare uomini politici con una
visione lungimirante, capaci di fare delle riforme coraggiose?
Sono domande interessanti a cui occorre rispondere, è in gioco il
nostro futuro.
Giulio Ferraro
Settembre 2011
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Occorre scoprire il volto umano del capitalismo
Cambiare il capitalismo si può !
a cura di
Giulio Ferraro
Per rinnovare il
sistema economico in cui viviamo, amato da molti, rifiutato e criticato
da tanti, occorre ripensare il ruolo dell’impresa, pilastro portante nel
sistema economico capitalistico.
Si deve fare di tutto
per liberare l’impresa dall’ossessione del profitto fine a se stesso e
dare un taglio netto alla speculazione selvaggia, con una tassa sulle
transazioni finanziarie. In America già esistono le “ Benefit
Corporation “(Imprese Benefiche), sono società per azioni
con uno statuto sociale
che obbliga l’impresa ad avere scopi diversi dal puro profitto, in
alcuni Stati (California, New Jersey, Maryland, Vermont, Virginia) è
stato modificato il Codice Civile per favorire il nascere di aziende che
operano per una società più giusta .
Occorre rivedere le
priorità del mercato, pensare nel lungo termine, essere ottimisti e
attivi, dotati di un’inventiva costruttiva, sono auspicabili iniziative
dal basso da parte della società civile che si deve sforzare di pensare
fuori dalle consuetudini, la pigrizia mentale con cui abbiamo convissuto
in questi ultimi decenni deve essere solo un ricordo.
Deve anche essere un
ricordo un sistema economico con salari declinanti, debito pubblico alle
stelle, un ceto medio che ogni giorno si impoverisce sempre di più.
Nei consigli di
amministrazione delle grandi società è auspicabile, inserire dei
controllori indipendenti per evitare che il top management si
arricchisca anche quando rovina l’impresa, le regole retributive del
manager devono essere allineate ai risultati dell’impresa.
Uno Stato più forte
con un maggior potere d’intervento nel settore privato, capace di
mettere in moto tutte le possibili leve d’influenza in grado di
orientare gli investimenti privati: a vantaggio delle energie
rinnovabili, per la ricerca scientifica a tutela della salute, per la
salvaguardia dell’ambiente.
Dobbiamo smettere di
prendere in considerazione il PIL come unico indicatore del benessere
di una nazione, esistono altri indicatori che prendono in esame
l’aspettativa di vita, la salute, l’istruzione, il rispetto
dell’ambiente, uno di questi è il FIL ( felicita interna lorda ).
Favorire la nascita di
banche pubbliche per aiutare le economie locali più depresse è oggi una
priorità riconosciuta da tutti gli economisti. Si impone la necessità
di conoscere i bisogni della popolazione locale, avere un rapporto
diretto con gli imprenditori sani che hanno esperienza, professionalità,
dotati di valori etici e morali di lunga tradizione familiare.
Preservare “ I fondi
Pensione “ dalla speculazione finanziaria, evitare che una vita di
sacrifici di umili lavoratori possa essere messa in discussione da
operazioni di finanza creativa messi in essere da manager spregiudicati
e senza scrupoli, avidi di denaro e potere.
Il mio auspicio è un
cambio radicale delle priorità , valori e regole dell’attuale sistema
capitalistico, per arrivare a meno finanza, meno disuguaglianze, nel
rispetto della dignità dell’uomo e della sua famiglia, sono sicuro
troveremo le soluzioni.
Giugno 2011
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"Progetto
AMICIZIA"
“I.T. “GALILEO GALILEI” DI
CANICATTI’ E ITALIAN AND ITALIAN AMERICAN HERITAGE COMMISSION” DEL NEW
JERSEY U.S.A.
IL DOTTOR MARIO A. MARANO DEL CONSOLATO GENERALE D’ITALIA IN
FILADELFIA, USA, VISITA L’I.T. “G. GALILEI” DI CANICATTÌ
Canicattì, 10 giugno
2011
Il
Dottor Mario A. Marano del Consolato Generale d’Italia di Filadelfia USA
e componente della Commissione Statale del New Jersey per il Retaggio
Italo ed Italo- Americano, ha visitato l’I.T. “G. Galilei” di
Canicattì. Il Dott. Marano ormai da anni, in cooperazione con la
Dott.ssa Gilda Rorro Baldassari, porta avanti il “Progetto Amicizia”,
(Scarica il progetto) un programma di scambi culturali fra studenti del New Jersey e
dell’Italia promosso dalla New Jersey Italian And Italian American
Heritage Commission di concerto con il Dipartimento dell’Istruzione
dello Stato del New Jersey.
Il programma che fino ad
ora ha avuto un grande successo, si sta diffondendo sempre più anche in
altre regioni d’Italia.

Al “Progetto Amicizia”, il cui obiettivo principale é quello di
“promuovere lo studio dei contributi della cultura italiana e siciliana
nel mondo e soprattutto nel New Jersey e negli U.S.A. hanno aderito
tantissime scuole italiane e siciliane e tra queste l’Istituto Tecnico
“G. Galilei” di Canicattì.
Il
diplomatico italo americano è stato accolto dal Dirigente scolastico
Dottoressa Calogera Genco, dal docente Vicario Prof. Giuseppe Di Naro,
dal Prof. Paolo Misuraca, docente d’inglese e dal responsabile del
“Progetto Amicizia Sicilia-New Jersey” per la Sicilia Avv. Giovanni Tesè.
Presenti anche gli alunni che negli anni passati hanno partecipato al
“Progetto Amicizia” e portato avanti diverse e proficue iniziative
con gli studenti americani. Nel discorso di saluto il Prof. Di Naro ha
evidenziato lo stretto legame e l’amicizia che lega l’Italia e gli
U.S.A. rafforzato anche da tutte le forme di collaborazione portate
avanti dalle scuole italiane e americane.
L’Avv. Giovanni Tesè ha ricordato che l’evento s’inserisce nell’ambito
delle attività già in fase di programmazione per il prossimo anno
scolastico e rappresenta una tappa fondamentale per le prospettive
future tra le scuole siciliane e quelle del New Jersey ed in particolare
per rafforzare la promozione e l' incontro tra i giovani siciliani e
giovani italo americani, con l'obiettivo di costruire un percorso di
crescita comune ed un ponte culturale permanente tra Sicilia e America,
tra giovani studenti siciliani e giovani studenti del New Jersey e ciò
anche mediante reciproci scambi di visite e di esperienze comuni. Il
Dott. A. Marano - che già nel 2006 insieme all’On. Vicari aveva visitato
il nostro istituto - dopo essersi complimentato con la dirigenza
del’I.T. Galilei per l’alto livello di efficienza e di
professionalità raggiunto dall’Istituto che può considerarsi tra quelli
più competitivi ed all’avanguardia rispetto anche a quegli istituti di
livello qualitativamente eccellenti degli U.S.A., ha detto, tra l’altro,
che suo grande obiettivo è quello di potere vedere un gran numero di
giovani studenti dell’I.T. “G. Galilei” di Canicattì nel New
Jersey perchè insieme e reciprocamente con i giovani colleghi americani
possano intraprendere un percorso comune di esperienze culturale e
professionali.
Il Dirigente scolastico Dottoressa Calogera Genco, ha detto, tra
l’altro, che l’iniziativa s’inserisce tra quelle intraprese dal nostro
istituto e volte a valorizzare la crescita umana, culturale e
professionale degli alunni del “Galilei” e quindi del nostro
territorio e che può offrire sicuramente prospettive attive e concrete.
La Dottoressa Genco ha aggiunto che il “Progetto Amicizia” rappresenta
sicuramente anche un’opportunità di respiro internazionale, che vede
tanti nostri giovani Siciliani e tanti altri giovani americani e
Siciliani di origine, riprendersi per mano e cooperare anche ad un
progetto di pace e sviluppo.
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AMERICAN DREAM

A cura del Prof. Paolo Misuraca
Canicattì
lì 31 Maggio 2011
Quest’anno nella classe
4° C Comm. abbiamo dedicato un segmento didattico alla Storia Americana,
soffermandoci in particolar modo su quel movimento che scosse le
coscienze, in parte sopite, del popolo americano e che costituì il faro
per quei neri, e non solo, che erano alla ricerca di un riscatto civile
e attendevano da anni il rispetto della persona e l’applicazione di quei
famosi tredicesimo e quattordicesimo emendamento alla Costituzione
Americana voluti dal Presidente Lincoln e votati dal Congresso
all’indomani della fine della crudele guerra civile americana nel 1865.
Questo movimento
conosciuto come “Civil Rights Movement” si formò negli anni ’50 del
secolo scorso e attraversò gli Stati Uniti fino al fatidico 1968 quando
Martin Luther King, uno dei principali attori pacifisti, il 4 Aprile, e
il presidente degli Stati Uniti Robert Fitzgerald Kennedy, il 6 giugno,
vennero assassinati dall’odio razziale.
Con gli studenti
abbiamo ripercorso le tappe fondamentali di tale risveglio che avrebbe
condotto nel 2008 all’elezione del primo Presidente nero degli Stati
Uniti d’America. Così i discenti hanno appreso che la scintilla che
diede fuoco alle polveri della protesta avvenne il primo Dicembre 1955
a Montgomery, Alabama, quando Rosa Parks, una cittadina afro- americana,
venne arrestata ,condannata e multata di 10 dollari per turbamento della
quiete pubblica, per essersi rifiutata di cedere il suo posto
sull’autobus a un bianco. Iniziò allora il boicottaggio degli autobus
che durò 381 giorni e che si concluse quando le richieste dei neri
vennero accettate. Il seme era stato sparso.
Il primo Febbraio del
1960 a Greensboro, Nord Carolina, a quatto studenti afro-americani venne
rifiutato il servizio a tavola perché ciò era consentito solo ai
bianchi. Gli studenti rimasero per protesta dentro al locale fino
all’orario di chiusura. L’indomani, con un maggior numero di studenti,
ritornarono a protestare allo stesso modo. Cominciò così una nuova forma
di protesta pacifica, chiamata da allora “sit-in” che nel giro di pochi
giorni si diffuse in altre città degli Stati Uniti.
Ma l’apice della
contestazione e delle rivendicazioni si toccò il 28 Agosto 1963 quando
Martin Luther King davanti al Lincoln Memorial di Washington e di fronte
a circa 300.000 persone pronunciò il memorabile discorso “I have a dream”.I
tempi erano maturi. L’anno successivo il Congresso degli Sati Uniti votò
la legge dei diritti civili(Civil Rights Act) e nel 1965 la legge
nazionale dei diritti elettorali (National Voting Rights Act).
Questi cruciali momenti
della Storia Americana sono stati concretizzati da un gruppo di studenti
della 4° C Comm. In un’ attività di laboratorio in lingua inglese che ha
prodotto una breve opera teatrale composta da cinque scene.
Bisogna aggiungere che
l’obiettivo iniziale era di rappresentare la breve opera a
scuola,purtroppo solo alcuni studenti hanno dato la loro disponibilità a
recitarla. Si spera comunque di far vincere la loro timidezza e di
poterla drammatizzare in futuro.
Canicattì lì 31 Maggio
2011 Paolo
Misuraca
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650 pagine: Non si evidenzia nessun reato !
La
commissione d’inchiesta del Senato USA fa solo raccomandazioni.
a cura di
giulio ferraro
Il Presidente della
commissione del Senato USA sulla crisi finanziaria del 2008 -2009, come
fanno i bravi genitori di oggi con i loro figli, dopo aver messo in
evidenza le responsabilità dei Big della Finanza, sostenendo che
dolosamente hanno ingannato i loro clienti e si sono permessi di
mentire nelle deposizioni al Congresso, si limita a fare solo
raccomandazioni.
Un rapporto di 650
pagine in cui non viene messo in evidenza nessun reato,
non si avvia un procedimento giudiziario contro i responsabili della
devastante crisi americana e mondiale. (Continua)
Il presidente accusa una delle più importanti Banche Americane la famosa
“ Goldman Sachs “ di aver venduto ai propri clienti, a prezzi
gonfiati, enormi quantità di titoli di cui era consapevole circa il
loro contenuto, tanto da averci speculato contro, realizzando enormi
guadagni. I cittadini di tutto il mondo si chiedono: E’ possibile che
non esista nessun responsabile del disastro che ha causato centinaia di
miliardi di perdite, e cosa ancor più grave, avviato una recessione
economica in tutto il mondo, pagata a caro prezzo solo dagli umili
lavoratori e dalle loro famiglie. La commissione senatoriale elenca
una serie di meccanismi e di organismi che hanno avuto un peso molto
decisivo nella crisi, accusa la Golman Sacchs, Deutsche Bank, tutte le
agenzie di Rating, non si salva quasi nessuno dei protagonisti della
grande finanza mondiale. I parlamentari hanno accertato che sono
state le due importanti agenzie di rating Moody’s e Standard & Poor’s
che hanno avviato la crisi nel luglio del 2007 avendo dato un punteggio
più basso (downgrade) alle emissioni di titoli derivati a cui loro
stessi al momento dell’emissione avevano dato una tripla A ( massima
affidabilità ). E’ stato messo in evidenza un conflitto d’interesse
che ancora non è stato risolto. La sorpresa ! La
commissione suggerisce agli organi di vigilanza e al ministero della
giustizia di esaminare in fondo circa le responsabilità penali delle
istituzioni finanziarie e dei loro dirigenti. I cittadini di tutto
il mondo, i risparmiatori americani si chiedono: Basteranno questi
semplici suggerimenti a evitare il ripetersi di una simile
catastrofe? Le speranze mie personali e dei
moltissimi semplici cittadini, sulla capacità del Presidente OBAMA di
controllare il potere finanziario sono naufragate, sono state
sconfitte dalle solite ben note “ Lobby “ che continuano a essere i
veri padroni del mondo.
Maggio 2011
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CORSO DI FORMAZIONE DOCENTI
(29/04/2011)
I NUOVI ISTITUTI TECNICI - LA DIDATTICA
LABORATORIALE
Venerdì 29 aprile si è svolto un interessante momento di formazione
(o autoformazione) sulla didattica laboratoriale. Ecco alcuni
spunti emersi durante il dibattito.
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Didattica
laboratoriale: favorire le conoscenze ricavandole dalle osservazioni
di esperienze anche con l’uso di supporti tecnologici e stimolando
lo scambio e la verifica tra i diversi risultati. |
“E’ facile è
essere doctus; difficile è essere docens” E importante che nel
processo di apprendimento chi apprende sia soggetto attivo solo cos’
si può parlare di “didattica laboratoriale”. Chi insegue si deve
sempre porre il problema di come far comprendere la lezione, di come
formare culturalmente l’alunno e farlo crescere per membro attivo
della società.
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Attività
laboratoriale: partecipazione attiva nell’apprendimento e
possibilità di verificare l’apprendimento. |
Progettare e costruire insieme agli studenti un percorso in cui essi
siano parte attiva, sfruttando conoscenze, contenuti, nuove
tecnologie per arrivare alle competenze e all’autonomia di pensiero |
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Dare informazioni
non nozionistiche solamente, ma con esempi chiari e con lavori di
gruppo |
Fare scuola in modo diverso rendere gli alunni protagonisti
dell’apprendimento. |
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Didattica
laboratoriale significa: lavorare per sviluppare competenze partendo
dai contenuti disciplinari si potrà arrivare all’autonomia
operativa. |
La didattica
laboratoriale è un’attività concepita come ricerca di conoscenze, da
tradurre in competenze, attraverso la valorizzazione dell’approccio
cooperativo. |
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Meno teoria più
pratica |
Apprendimento
cooperativo. |
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Di costruzioni si
fa scuola sempre col metodo laboratoriale. Si comincia dal costruito
che ci circonda |
Mettere nelle
condizioni e coinvolgere chi ascolta nel comprendere |
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FACCIO - VERIFICO
- APPRENDO |
Rendere
protagonisti l’ alunno dopo averlo introdotto all’ interno dell’
argomento da trattare |
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Per attività laboratoriale si intende far partecipare o meglio
coinvolgere gli alunni alla soluzione di determinati casi applicando
le conoscenze,norme e regole precedentemente discussi ed elaborate. |
Attraverso la
didattica laboratoriale la conoscenza può diventare competenza per
produrre e intervenire nel reale. Gli alunni competenti in lingua
italiana scrivono articoli
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La possibilità di
attuare alcuna aspetto della formazione culturale trattata in forma
teorica nelle lezioni frontali .
Trattando una
materia tecnica,l’attività laboratoriale è nel fatto un’attività che
viene da sempre esplicata.
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La conoscenza è
un viaggio Il docente è la giurisprudenza (virgilio) L’alunno è
dante Spinto da amore, da speranza E con un progetto personale Da
scoprire Da sognare E da costruire Anche con l’aiuto della
scuola L’apprendimento non è mai passivo! Apprendere è agire
Il libro è solo uno strumento
Ovvero
una “fonte” Di informazioni |
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Far conoscere attraverso il saper fare. |
Costruire - Motivare colmare i vuoti e far conoscere - Lavori di
gruppo |
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Didattica
laboratoriale
Stimolare il
processo di intuizione (ensight) nell’alunno. |
Imparare a
sapere fare insieme
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Dati o
risultati? Takete o malumba |
ATTIVITA’ LABORATORIALE
Consiste nel far apprendere attraverso la lettura di documenti,
concetti nel mondo più semplice e preciso e indurre gli alunni a
prendere consapevolezza degli argomenti
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Didattica laboratoriale significa far sentire l’ alunno protagonista
e movimentato alla partecipazione atte dall’ altra attività
didattica |
Sminuzzare la teoria per arrivare alla fantasia ed alla
praticità
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Scoprire le
conoscenze in gruppo per saper fare |
Guidare il
ragazzo ne percosso che conduce dalla teoria all’attuazione di
quanto studiato |
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Attività che
parte dai bisogni dell’alunno e si costruisce su di lui rendendolo
protagonista principale del processo di apprendimento.
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La didattica
laboratoriale è sicuramente di aiuto per la compressione da parte
degli alunni di alcuni concetti, specie quelli specifici di una
disciplina tecnica.
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Attività da
svolgere per motivare e coinvolgere gli alunni nel processo di
apprendimento finalizzata alla produzione di lavori inerenti gli
argomenti trattati.
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LEGALITA' E
SOLIDARIETA'
Nell'ambito del progetto "CITTADINANZA E COSTITUZIONE" l'8
aprile il nostro
istituto ha invitato la fotografa romana ELISA BERNARDINI autrice
del reportage fotografico "ETIOPIA INSIDE" .
Il reportage è stato pubblicato in un libro dalla cui vendita si
prevede di realizzare un pozzo a "Jijiga",in Etiopia, per una
scuola gestita dalle suore cappuccine frequentata da oltre 1500 allievi.
Il "Galilei" ha raccolto la somma di € 490,15 già devoluti
alle suore responsabili della scuola.
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UN EURO
PER ISMANI
INCONTRO CON
DON ANGELO BURGIO MISSIONARIO IN TANZANIA
Sabato 2
aprile alcuni alunni del nostro Istituto hanno incontrato Don Angelo
Burgio e quattro fratelli tanzaniani della parrocchia di Ismani. Gli
ospiti hanno raccontato ai presenti la loro vita quotidiana nella
Missione in Tanzania, le loro particolari esperienze, le loro sfide
sociali contro la dura situazione locale.
Attraverso
le loro significative testimonianze, gli alunni hanno potuto constatare
un altro modo di essere Chiesa. Alla fine della manifestazione il
"Galilei" ha raccolto la somma di € 400,00 che è stata immediatamente
consegnata al responsabile della Missione in Tanzania.
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Stagflazione ! di cosa si tratta ?
a cura di
Giulio Ferraro
Abbiamo sentito parlare spesso di:
Recessione, diminuzione dei livelli dell’attività produttiva (
diminuzione del PIL rispetto all’anno precedente, variazione
superiore a -1% ).
PIL = Prodotto Interno Lordo = ammontare di beni e servizi prodotti in
un anno.
Crisi economica, diminuzione del PIL rispetto all’anno precedente
inferiore a -1%.
Depressione, una crisi economica, una recessione molto prolungata
nel tempo,
questa caratteristica circa la durata molto lunga porta a effetti più
devastanti per le aziende e le famiglie, come la “grande depressione“
che colpì l’ America nel 1929.
Oggi siamo probabilmente davanti a un nuovo sorprendente scenario,
speriamo che le previsioni che molti fanno, anche economisti importanti
come il grande Nouriel Roubini, non si avverino.
La Stagflazione è il risultato della somma di due fenomeni:
Stagnazione ( un periodo abbastanza lungo di aumento modesto
del PIL, come avvenuto in Giappone negli anni novanta) più
Inflazione, aumento generale dei prezzi ( beni e servizi ), che
porta presto a una diminuzione del potere di acquisto della moneta (
la moneta si svaluta ). Stagnazione + Inflazione =
Stagflazione
Con la stagflazione, la produzione rallenta, i redditi non
aumentano, i prezzi non diminuiscono, ma al contrario, aumentano
vertiginosamente provocando un grave danno all’economia.
Ora che abbiamo chiarito di cosa si tratta, cerchiamo di capire le varie
cause che provocano la stagflazione:
L’economia in occidente stenta a decollare, molti paesi hanno e
prevedono per il prossimi anni aumenti del PIL modesti, per il
semplice motivo che non si fanno politiche economiche che spingono gli
investimenti, la strategia sbagliata della nostra BCE ( banca centrale
europea ) è improntata al rigore senza crescita, praticamente
siamo prigionieri di una scelta economica che crea Stagnazione.
I rivolgimenti politici e i venti di guerra in corso in nord Africa (
la regione dove viene estratto il grosso del greggio mondiale ) fanno
temere che paralizzino la produzione di petrolio causando un forte
aumento del prezzo. I dati storici ci dicono che un aumento del prezzo
del petrolio che resta alto per mesi causa un’inflazione,
a questi aumenti aggiungiamo che purtroppo sono al rialzo anche mais,
grano e beni alimentari in genere.
Tutto questo avviene, dobbiamo notare, in una congiuntura
particolarmente delicata in occidente e in modo particolare in Europa:
Siamo in stagflazione ? Speriamo di no !
Aprile 2011
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Gli alunni del « Galilei » incontrano la Guardia di
Finanza di Canicattì
11/03/2011
Interessante
incontro, oggi al “Galilei” tra gli alunni delle classi quarte e quinte
del nostro Istituto, accompagnati dai propri docenti, ed alcuni alti
rappresentanti della guardia di Finanza per sensibilizzare, sempre di
più, i giovani alla lotta per la legalità e contro l’uso di
stupefacenti.
Alla manifestazione hanno preso parte la dirigente scolastica Dott.ssa
Calogera Genco, il comandante provinciale della Guardia di Finanza,
tenente colonnello Vincenzo Raffo, il tenente Francesco Auriemma,
comandante della tenenza di Canicattì ed alcuni finanzieri unitamente a
due unità cinofile.
 
L’incontro ha suscitato un vivo interesse nei giovani i quali hanno
posto numerose domande sia al tenente colonnello Raffo che al tenente
Auriemma.
Le
fiamme gialle, oltre ad illustrare agli alunni i compiti istituzionali
che il corpo svolge, si sono soffermati in modo particolare sulla
costante lotta delle forze dell’ordine per contrastare l’uso e lo
spaccio delle droghe nonché sui danni irreversibili che l’uso di tali
sostanze provoca sull’organismo.
A
conclusione dell’incontro i ragazzi hanno potuto assistere ad una
dimostrazione pratica che ha visto protagonisti assoluti i due cani
antidroga “Urlo” e “Macro”, due bellissimi pastori tedeschi
particolarmente addestrati nelle attività di contrasto allo spaccio di
stupefacenti.

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Esperienza di stage aziendale a RIMINI
Partner dell’azione
ARCI - CONSORZIO COOP. SOCIALI ROMAGNOLE - SISTEMA TURISMO
VENERDI' 14
GENNAIO 2011
SALA MONS. FICARRA
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Ore 11,30 |
Presentazione degli alunni ammessi allo STAGE |
Dott.ssa Calogera Genco, Dirigente scolastico |
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Ore
11,45 |
Obiettivi dello stage |
Prof. Pasquale Petix, Docente F.S. e tutor |
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Ore 12,00 |
“Impresa, etica economica e globalizzazione”
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Dott. Giulio Ferraro, Imprenditore componente
del CTS |
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Ore 12,20 |
Firma del contratto formativo da parte degli studenti |
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Sessione pomeridiana
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Ore
17,30 |
Intervento su “La nuova identità degli
Istituti tecnici” |
Dott.ssa Calogera Genco |
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Ore 18,00 |
“Per una integrazione efficace tra scuola e
mondo del lavoro” |
Prof. Diego Lana, Componente del CTS
Michele Bruccheri, Giornalista
|
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ore 18,20 |
Presentazione del nuovo STAGE |
Prof. Pasquale Petix |
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ore 18,30 |
Firma del contratto formativo da parte dei geni |
ALUNNI PARTECIPANTI
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GIUSEPPE |
NICOSIA |
IV A AFM |
GIAN LUCA |
BATTAGLIA |
IV D AFM |
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DIEGO |
FALCO |
IV A AFM |
FABIANA |
LODICO |
IV D AFM |
|
MARIA A |
CORSELLO |
V B IGEA |
MARILENA |
BURGIO |
IV D AFM |
|
CLARA |
GRACI |
V B IGEA |
YASSINE |
EZMAHI |
V A GEOM. |
|
A. RITA |
RICOTTA |
V B IGEA |
DIEGO |
SPERLINGA |
V A GEOM. |
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ELENIA |
MONCADO |
V B IGEA |
SALVATORE |
MARCHESE R. |
IV B CAT |
|
MARIALIDA |
GULINO |
IV C AFM |
MICHELANGELO |
GARLISI |
IV B CAT |
|
FEDERICA |
CIPOLLINA |
IV C AFM |
MARCO |
VELLA |
IV B CAT |
|
SARA |
MESSINA |
V C IGEA |
ANTONIO |
FRANGIAMONE |
IV C CAT |
|
ALESSIA |
AVANZATO |
IV D AFM |
FILIPPO |
VALENTINI |
IV C CAT |
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SI
SALVERA’ L’ E U R O P A?
Lettera aperta al Presidente della BCE
Presidente Trichet i mercati non guardano solo i
deficit di bilancio, sì un debito sotto controllo è auspicabile, ma un
livello di disoccupazione tollerabile in un lungo periodo e una crescita
economica accettabile sono le basi su cui pone la fiducia chi investe,in
particolare la grande finanza.
Presidente, non pensa che troppa e intempestiva austerità sia
fuori da ogni logica di strategia economica, in un periodo come quello
che viviamo? La crescita da dove verrà?
Presidente, spieghi questo ai cittadini europei che sono
stati licenziati, alle famiglie che soffrono per i figli, anche
laureati, che non trovano lavoro, ai tanti lavoratori precari.
30 milioni di posti di lavoro a rischio, è questo
l’inquietante e grave allarme lanciato dal Fmi ( fondo monetario
internazionale ), a causa di politiche economiche che spingono in
direzioni contrarie, annullandosi a vicenda, una restrittiva (in Europa)
l’altra espansiva (in America).
La strategia di taglio selvaggio sulla spesa pubblica è:
a) eccessiva, occorre un approccio flessibile e graduale sui
conti pubblici;
b) prematura, in quanto l’economia globale deve ancora
fronteggiare delle sfide importanti;
c) pericolosa, sé tutti gli stati frenano
simultaneamente si soffoca la crescita globale.
Sicuramente una simile scelta avrà l’effetto deflativo e
depressivo, l’opposto esatto di cui c’è bisogno in Europa in questo
triste momento.
Queste decisioni mi ricordano un bel libro dal titolo,
“ Goodbye Europa cronache di un declino economico e
politico“ scritto da:
A. Alesina Prof. dell’Università di Harvard e F.
Giavazzi Prof. dell’Università Bocconi di Milano.
In sintesi gli economisti, dopo aver messo in evidenza le cause
del declino, non parlano di manovre sui bilanci pubblici con lacrime
e sangue, auspicano un cambiamento indispensabile per riprendere a
crescere, facendo cosa?
- promuovere maggiore concorrenza e diminuire le pubbliche
infrastrutture;
- più mercato nelle università, centri di ricerca e un mercato del
lavoro meno regolato;
- meno tasse alle aziende e una gestione della nuova società multietnica
più lungimirante.
Precisano anche che gli europei devono superare la paura nei
cambiamenti affrontare il nuovo mondo, cercare la crescita economica
attraverso una cultura tutta rivolta alle innovazioni, puntare sulla
competitività delle nostre aziende , della nostra tecnologia.
Quindi per i due economisti l’obbiettivo della crescita è
fondamentale, irrinunciabile.
A mio parere l’Europa si salverà seguendo un percorso
preciso, coraggioso e responsabile:
Investimenti à
Lavoro à Crescita à
Diminuzione rapporto deficit/Pil
-Investimenti: finanziati dalla emissione di obbligazioni europee
(Eurobonds) per infrastrutture,
ricerca, energia, sicuramente creeranno lavoro;
- Lavoro: che deriva dagli investimenti sarà determinante per la
crescita;
- Crescita: quindi aumento della ricchezza prodotta (PIL), quello
che vogliono i mercati;
- Diminuzione del rapporto deficit/PIL: ottenuto grazie
all’aumento del PIL.
Un rigore di bilancio così drastico e immediato, chiesto ai
governi Europei stroncherà la ripresa mondiale dal volto tenue e
impercettibile.
Presidente, mi permetta, troppa austerità nel momento
sbagliato.
Giulio
Ferraro
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Cosa dobbiamo salvare ?
a cura di Giulio Ferraro
Quali sono le realtà concrete, i valori, i sentimenti, le conquiste
che abbiamo il dovere di salvare da questa grave crisi economica
mondiale?
L’impresa - L’etica economica – L’ottimismo – La Globalizzazione
L’IMPRESA: riconosciuta e ammirata da tempo in tutto il mondo
come la fonte insostituibile di ricchezza per tutta la collettività.
E’ l’impresa al centro del libero mercato, per questo dobbiamo
difenderla dagli attacchi dalla distruzione causata dalla
gestione dissennata dei manager spregiudicati e irresponsabili
che abbiamo con molto ritardo scoperto.
Sì dobbiamo cacciare
questi uomini avidi dalla guida delle nostre imprese, e ove ciò
fosse difficoltoso occorre mettere in moto una serie di controlli
periodici sul loro operato. Controlli messi in essere dagli azionisti
di riferimento, molto approfonditi e minuziosi. Controlli di
organi internazionali posti al servizio di un’economia che non ha
confini.
Non ci dobbiamo limitare a
ridurre i loro compensi stratosferici, non dobbiamo dimenticare che
i manager sono al loro posto, al servizio dell’impresa e per il bene
dell’impresa.
Questa economia come
si è delineata, con i suoi protagonisti e le sue nuove sfide, esige
ricette profondamente diverse, meditate e valutate da attuare
subito con determinazione, ricette che devono valicare le frontiere
nazionali per incidere a livello globale.
Per salvare l’impresa
occorre farsi promotori di misure coordinate tra le diverse nazioni,
occorre attenta supervisione, oculata trasparenza. Nel corso
degli anni sono state date varie definizioni di impresa,
non è il caso di ricordarle, tutti noi riconosciamo a questo mix
una propulsione, una vitalità che ha avuto la capacità di
rinnovarsi nel corso dei secoli, per continuare a dare il meglio di se,
di creare ricchezza, non per pochi eletti ma per la collettività intera.
LA GLOBALIZZAZIONE:
in questi ultimi anni abbiamo ottenuto il risultato di avere un
mondo più grande anche sé più instabile. Ma indiscutibilmente
è un mondo meno limitato, più aperto. Dobbiamo
cogliere da questa apertura tutte le opportunità possibili,
è questa la nostra sfida, la prova a cui siamo chiamati a
rispondere .
Guardando la televisione è sconfortante ascoltare, nei vari dibattiti,
autorevoli rappresentanti di gruppi o interessi lanciarsi contro la
globalizzazione.
Sono piccoli uomini
che guardano il proprio orticello e non si rendono conto
della grande opportunità che hanno avuto tutti i
popoli del mondo di elevare le loro condizioni di vita misera, per molti
secoli senza speranza alcuna.
Due dati: 1)la percentuale delle persone che vivono con meno di un
dollaro al giorno è dimezzata. 2) da sola la crescita della Cina ha
fatto uscire dalla miseria più di 400
milioni di persone. il nostro futuro
E’ la globalizzazione controllata e affinata il nostro futuro,
il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti. Anche la rivoluzione
industriale, ha creato molti problemi.
Gli artigiani soni stati messi in crisi dalla produzione di serie. La
grande industria distrusse tutte le imprese artigianali. Ma noi non
abbiamo rinunziato alle innovazioni che hanno indubbiamente
portato alla lunga un benessere diffuso.
Abbiamo colto la possibilità di far accedere gran parte della
popolazione ai beni durevoli e di consumo a prezzi convenienti.
E’ chiaro che un fenomeno macroeconomico come la globalizzazione ha
bisogno di essere affinato, controllato. L’assurdo è disconoscere i suoi
lati positivi, che non si limitano, per la sua dimensione, a creare
benessere in zone specifiche, ma come evidenzia la stessa parola (
globalizzazione ) in tutto il mondo.
E’ stata “La finanza
creativa“ la causa di tutti i nostri problemi, sicuramente
la globalizzazione ha amplificato i danni, ma alla finanza
dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni, ci dobbiamo preoccupare di
mettere in essere una serie di controlli sovra-nazionali affidati a
organi responsabili e preparati.
Non possiamo fare un passo indietro e ritornare al protezionismo,
il protezionismo è stato un errore già fatto, nella crisi
del 1929, non possiamo ripeterlo. Dicono:
- J. BRAGWATI Prof. di Economia Columbia University. “ La
più antica e la più sconvolgente verità dell’economia, è che il
protezionismo fa male a chi lo applica”. - J. STIGLITZ nobel per l’economia 2001, Prof. Columbia University,
Vice Presidente della Banca Mondiale. “ Uno dei più basilari e
fondamentali principi dell’economia è che il libero mercato, in
generale, beneficia del libero scambio.
La stessa Unione Europea è un’applicazione pratica di questo concetto
“.
L’ETICA ECONOMICA:
abbiamo il dovere di ripristinare, di vivere giorno dopo giorno l’etica
dei nostri
nonni e genitori. Ai loro valori, ai loro principi dobbiamo fare
riferimento.
Dobbiamo capire che il benessere della collettività non si costruisce
sul denaro, sugli interessi, sull’ingegneria finanziaria, ma
oggi e molto di più in un futuro a noi non lontano, “ Sulla
conoscenza “ e sulle applicazioni della conoscenza alle
nuove produzioni, ai nuovi consumi.
Ricordo a proposito il libro
interessantissimo di Richard Florida, “ L’ascesa della nuova classe
creativa “ In sintesi l’autore, Prof. di Teoria dello
Sviluppo Economico all’università di Pittsburgh, sostiene che sta
nascendo una nuova classe sociale molto creativa, capace di offrire
innovazione, nuove idee con contenuti dirompenti, Da decenni la
classe dirigente e politica è rimasta immobile, così il vero
cambiamento è affidato a questo mix di persone con diversi profili, ma
accomunate da una visione nuova della realtà. Il quesito che si
pone è: si tratta di una classe creativa concreta basata su
innovazioni reali o solo di una creatività finanziaria senza riscontri
nell’ economia reale? il Prof. Florida si riferiva alla creatività
concreta fondata, sulla sue famose tre T: talento,
tecnologia e tolleranza.
Occorre dimenticare un mercato travolto dall’azzardo, un mercato
senza regole che ha distrutto e metterà in ginocchio l’economia
reale, l’economia sana, che ci ha fatto vivere anni di benessere.
Occorre l’amore sincero dell’imprenditore per ridare slancio e vigore
all’impresa, non il vile denaro promesso e poi dato, in misura esagerata
e vergognosa ai manager.
Le Imprese, principalmente le banche che gestiscono i risparmi
dei cittadini, si amministrano con criteri
di:
PRUDENZA – PRUDENZA – PRUDENZA
La prudenza è una virtù che apparentemente non appartiene al mondo
dell’impresa, invece gli appartiene! Qualche anno fa a
scuola, parlando con gli studenti, a proposito delle virtù
dell’imprenditore, dicevo: ( il Prof. Diego Lana sicuramente lo
ricorderà ) l’imprenditore deve essere coraggioso ma prudente,
sembra una contraddizione, ma non è così. Il coraggio occorre, ma
va bilanciato con verifiche attente circa i programmi di investimento,
circa le previsioni di vendita.
Le innovazioni devono essere vagliate, esaminate in tutti i possibili
risvolti positivi e negativi.
Questo è il compito di chi ha la responsabilità di un bene prezioso
che si chiama “ Impresa “, un bene che va gestito con etica.
Questo è il nostro auspicio, questo desideriamo nei prossimi anni,
per il benessere dei nostri figli, dei nostri nipoti.
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L’ OTTIMISMO
a cura di
Giulio Ferraro
Ricordate l’articolo “ Il sogno che si avvera “ pubblicato in questo
giornale lo scorso mese di febbraio? L’articolo, scritto nel novembre
del 2008, prima che si delineasse una crisi così pesante e pericolosa,
era un anticipo di una necessità che si presenta oggi più che mai.
Avevo previsto bene. Il grande economista Keynes, che
rimane l’analista terapeuta più autorevole, in una sua lezione, “
Possibilità economiche per i nostri nipoti “, fra le altre cose
spiega che sognare è un obbligo.
Keynes mette in evidenza che l’economia è fortemente influenzata
dalle aspettative dei cittadini, dallo loro propensione ai consumi,
dalla fiducia degli imprenditori negli investimenti, per questo motivo
sognare è un obbligo. Politici, giornalisti, tutti gli uomini
responsabili hanno il dovere di influenzare in senso positivo la
popolazione. Devono dare segnali positivi, non catastrofici.
E’ encomiabile l’impegno e il contenuto del libro di C. De Benedetti e
F. Rampini “ Centomila punture di spillo “. Un libro tutto
rivolto in questa direzione. Gli autori invitano gli italiani a non
contemplare sconfortati le debolezze, ma di partire dai nostri punti
di forza, andandoli a cercare là dove si trovano, occorre costruire
su quelli, e auspicano di riconquistare un senso di padronanza del
nostro destino.
Si augurano per gli italiani la voglia di fare “una riforma dal
basso “, che ciascuno di noi può promuovere. Fanno ancora notare che
i valori di un passato non molto lontano sono ancora dentro di noi, e
da quei valori dobbiamo ripartire. Un libro da segnalare ai Presidi
delle nostre scuole. I nostri ragazzi hanno bisogno
di queste punture. Ciò che verrà dopo questa grande crisi, sarà una
economia diversa, diversa da quella che abbiamo conosciuto. Migliore
perché frutto delle esperienze passate. Sarà migliore solo con
controlli non solo a livello nazionale ma internazionali. Abbiamo
vissuto con la globalizzazione: la più grande, sconvolgente rivoluzione
economica di tutti i tempi, probabilmente non ce ne siamo accorti tutti
presi dal nostro consumismo, è ora di aprire gli occhi e viverla con i
piedi per terra.
Come? Da Ottimisti
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Gent.ma Prof.ssa Genco,
Il “tempo” degli
auguri sta per arrivare. Natale, anno nuovo, nuovi propositi, nuove
speranze, si ricordano le esperienze passate e ci si rivolge a che ci
sta vicino. Ed anche ai “lontani”… Auguri! Per tutti.
Ci ritroviamo.
Anche noi!
Senza Peppe. Per
la prima volta un Natale senza lui!
Il prof.
Giuseppe Saia ci accompagna nel cuore, nei ricordi, nelle foto. Nella
mente! In una bellissima targa di un’aula della Sua, della Vostra,
Scuola, che lo ricorderà. Per sempre.
Nella
gratitudine di chi lo ha conosciuto, lo ha frequentato, ha lavorato
insieme apprezzandone le doti di insegnante, educatore, senza essere
“…mai scortese o distaccato, disinteressato o distratto, ma sempre
attento, interessato, coinvolto”!
“La famiglia, la
scuola, la società hanno perduto un uomo, un docente, un educatore
esemplare”. Le sue parole di verità, Preside Genco, rimbombano nel
contesto dei sentimenti che accompagnano, che cercano una spiegazione
del perché possa essere successo… a Lui!
Diventano le
nostre, quelle di una famiglia che continua ancora a chiedersi… perché?
“Parole” che
scaturiscono, si elevano e trovano ripascimento, come un fiume che
rimpingua le spiagge erose dal moto ondoso, in un contesto sociale pieno
di affetti e solidarietà, di esempi ed emulazioni, di ricordi ancora da
condividere nell’esempio. In tutti coloro che lo hanno frequentato.
Ma soprattutto
in noi, che siamo la sua famiglia, per dare un sostegno spirituale e
concreto ad Elide e Viviana, le sue adorate figlie, nonchè alla moglie
Mariella, perché possano continuare a vivere nel piacevole e sereno
ricordo, senza sentirne la mancanza “materiale”.
Lo ricorderemo.
Pur nella consapevolezza che tutto ciò rientra nel ciclo della Vita che,
a volte però, irrompe in maniera così cruenta ed inaspettata da lasciare
nello “sgomento, nel dolore, nelle lacrime e nel ricordo…”
Le sue parole…
Rimarranno incancellabili, nei modi dei ricordi che accompagneranno il
resto del nostro vivere.
Grazie Preside,
ci piace definirla ancora così da vecchi liceali, quando si parlava meno
di “riforme” e si andava sul concreto dell’azione. Tempi certamente non
più attuabili, ma oggi questo nuovo modello cosa ci riserva? Ne
parlavamo tanto con Peppe!
Grazie ancora,
Prof.ssa Rina Genco, e un immenso grazie a tutto il personale del suo
Istituto, in un abbraccio collettivo con i suoi Colleghi educatori e con
tutti gli Studenti di ogni generazione che hanno avuto la fortuna di
conoscere.. il Prof. Giuseppe Giovanni Saia!
E con chi potrà
avere la possibilità di seguirne l’esempio in futuro, anche per il solo
fatto di entrare in quell’aula multimediale “SAIA”. E chiedersi chi era
e cos’era…!
Ciao Peppe!
E nel tempo del
Natale che si avvicina e che ci fa sentire più vicini, più solidali,
auguriamo, nel ricordo di nostro fratello Peppe, a tutti voi ogni forma
di serenità per una vita felicemente normale!
Auguriamo,
altresì, un futuro pieno di successi al vostro Istituto. Un futuro che
vi consenta di formare cittadini, preparati, consapevoli, maturi e
pronti ad affrontare una vita sempre più complessa e piena di incognite.
Auguri! Per
questo Natale, per l’anno che verrà! E per quelli a venire!
Michele e
Salvatore Maria (Totino) SAIA
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Buon NATALE 2010, Buon Anno e
felici anni futuri.
In questi giorni quante volte sentirete la parola: “ felicità “,
anche voi direte“Buon Anno, Felicità“, ma ci siamo chiesti
cosa è la felicita? Cosa ci rende felici?
La felicità è una sensazione piacevole di soddisfazione completa
che riusciamo a percepire a livello personale, quindi è qualcosa dentro
di noi, fa parte del nostro intimo, è una capacità individuale.
Il significato preciso dice qualcosa di diverso, significa ricchezza,
abbondanza quindi un riferimento all’economia.
Occorre fare una riflessione sul rapporto che esiste tra felicità
e economia, notiamo che la maggior parte delle popolazioni dei paesi
industrializzati impiega le proprie risorse in consumi che non aiutano a
essere felici. Auto di lusso,ville, abiti e gioielli firmati non ci
conducono verso la felicità.
Un noto professore di economia ha individuato “ il paradosso della
felicità ”, ha dimostrato che nel corso della vita la felicità
delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di
ricchezza. Il venire in possesso di beni economici ci rende più ricchi,
ma per ottenerli distruggiamo i beni essenziali da cui deriva la
felicità.
A questo punto occorre chiedersi, quali sono i beni che producono la
felicità ?
Sicuramente sono i beni relazionali, la partecipazione attiva alla vita
sociale, al volontariato. Sono i rapporti interpersonali con parenti e
amici, è la capacità di godere dell’essenziale, di ciò che conta
davvero sul piano etico e umano. Sì l’affetto, le attenzioni verso
i propri cari, essere insieme seduti in un tavolo ogni anno per
ricordare il Santo Natale sono le fondamenta su cui costruire la nostra
felicità.
Una nuova scoperta, sorprendente:
La felicità è un virus vero e proprio, per trasmettersi ha
bisogno del contatto fisico. Le emozioni positive non sono capaci di
viaggiare in rete o via telefono, viaggiano e si trasmettono attraverso
i segnali del corpo. Il viso ha un ruolo principe, il contagio dipende
dal meccanismo dell’ empatia e dei neuroni specchio che permettono di
condividere emozioni, di fare entrare in sintonia anche individui
diversi.
La felicità non si trasmette nei luoghi di lavoro con i
colleghi ma attraverso il contatto diretto fra amici e parenti. Per
questo rimaniamo tutti uniti, viviamo insieme le nostre emozioni, i
nostri desideri, le nostre gioie. Dobbiamo essere consapevoli che a
volte la felicità è “simultaneità-lampo“ ovvero un frammento
d’esistenza di straordinaria intensità e, nel contempo, di fugace
durata.
Attenzione …….. perché l’infelicità:
- porta e essere meno
generosi;
-
fa diventare sempre più egoisti;
-
spinge a essere inclini e a ignorare i bisogni umani degli altri;
-
sminuisce le relazioni intime.
Sicuramente avete sentito parlare del “ FIL Felicità Interna Lorda
“, è un nuovo indicatore che smonta il mito occidentale del P I L (
prodotto interno lordo ) per sostituirlo con un uno più attendibile che
tenga presente:
-
delle soddisfazioni personali e della cultura
-
della speranza di vita e della salute
-
delle politiche ambientali e delle relazioni umane.
Occorre sostituire il PIL che tiene conto solo della produzione
con questo nuovo indicatore del benessere, sia in termini di reddito che
di consumi, non solo materiali, come la scuola, l’ambiente,
l’assistenza agli anziani, la sanità.
Sostenere che la ricchezza non può comprare la felicità è un alibi ?
No, è semplicemente buon senso.
Nel corso dei secoli la felicità ha avuto molti volti:
-
per i Greci coincideva con le virtù;
-
per i Romani con la ricchezza;
-
per i Cristiani con la fine delle sofferenze terrene e la
beatitudine eterna.
Per noi la felicità deve essere semplicemente “ Un obbligo
“.
Nell’ultimo libro, il X, dell’Etica Nicomachea di Aristotele la
conclusione è dedicata alla determinazione della felicità che
viene definita “ Sommo Bene “.
Personalmente sono del parere che la felicità è AMORE.
La felicità, per essere più precisi, si raggiunge attraverso
l’amore, non solo verso i propri cari, ma UN AMORE PER LA VITA
che purtroppo non si trova facilmente perché è qualcosa che richiede di
essere creato e ricercato ogni giorno, ogni ora, che ha bisogno di
essere costantemente risuscitato, riaffermato e richiede attenzione e
cure.
Buon Natale, Buon Anno nell’ AMORE PER LA VITA, FELICITA’
Giulio Ferraro
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L’imprenditore sociale
L’efficienza dell’impresa al servizio dei più deboli
a cura di Giulio Ferraro
Sembra un paradosso, una nuova strada viene tracciata nel cuore
pulsante del capitalismo più
sfrenato e senza controlli, causa di una profonda crisi finanziaria ed
economica a livello mondiale. Nasce, quasi da non crederci in questo contesto, in
America la figura dell’imprenditore sociale,
una nuova classe dirigente che rimane fuori dalle ideologie, rifiuta i
vecchi modelli al fine di creare un nuovo e più solidale futuro per i
cittadini più bisognosi.
Sì proprio in America dove 40 milioni di cittadini, oltre il 13%
della popolazione vivono sotto la soglia della povertà, nella nazione
che solo pochi anni fa era considerata la più opulenta del mondo viene
fuori “ una nuova strada “, una rivoluzionaria realtà tra
capitalismo e welfare, senza un colore ideologico, tracciata da uomini
generosi e lungimiranti, forgiati nella scuola d’impresa, con un
desiderio unico, operare per il bene sociale.
Dopo la pesante crisi economica la domanda di servizi sociali,
principalmente in America, è schizzata alle stelle, un nuovo management
di impresa si impegna per la lotta alle disuguaglianze, ma con un
approccio innovativo, spendere meno per dare servizi pubblici migliori.
L’impossibilità di aumentare il debito pubblico rende lo stato
impotente ed essendo una pura eresia in America aumentare le tasse ai
contribuenti più facoltosi, viene fuori l’idea a grandi imprenditori,
come il famoso fondatore di Microsoft Bill Gates, di mettere a
disposizione la loro geniale creatività, già collaudata con esiti
strabilianti, per scopi sociali.
Il grande imprenditore nella sua fondazione pretende la stessa
efficienza che ha proiettato a livello mondiale la sua azienda nel campo
del software.
Stephen Goldsmith brillante studioso di pubblica
amministrazione dell’università di Harvard è stato Sindaco di
Indianapolis con risultati eccellenti, oggi è stato chiamato a coprire
il ruolo di Vice Sindaco di New York, la città più popolosa
dell’America, metropoli con i conti in rosso, al punto della bancarotta
e nello stesso tempo con bisogni sociali profondi e urgenti da
risolvere.
Inventore del “ Governo con la rete “, è riuscito a
cambiare una Pubblica Amministrazione basata su “ gerarchie
verticali “ con una innovativa forma basata “su convergenze
orizzontali“, cioè una pluralità di soggetti ( Pubblici, Privati,
Non-Profit ) che formano una rete che si propone come priorità, con
meno risorse fornire più servizi efficienti.
Bill Milliken un imprenditore sociale fuori dagli schemi
tradizionali, molto ammirato dal Presidente OBAMA, ha iniziato
l’esperimento delle “ Communities in Schools “.
Sì tratta di un programma simile a un dopo-scuola per ragazzi che
appartengono ai ceti sociali più sfavoriti, alle minoranze etniche, i
ragazzi vengono affiancati agli istruttori volontari per evitare che
diventino cittadini di serie B.
Oggi in America gli istruttori volontari sono 50.000 che
forniscono tre milioni di ore di ripetizioni gratuite, con il risultato
che il 75% degli studenti a breve scadenza registra un miglioramento di
voti e un aumento delle promozioni.
Muhammad Yunus il famoso inventore del microcredito, un
nuovo strumento a disposizione dei più bisognosi, un sistema di piccoli
prestiti riservati a chi non può fornire garanzie reali ma solo
la propria operosità e onestà. Questa esperienza iniziata nei paesi del
terzo mondo, oggi è uno strumento usato anche in occidente per venire
incontro ai bisogni della povera gente.
Un imprenditore sociale a capo di un’impresa che opera con i
crismi più rigorosi dell’efficienza
aziendale per scopi umanitari, presente anche nel cuore di New York per
aiutare i ceti più deboli a riscattarsi da soli, creando piccole imprese
artigianali, commerciali.
Nel mondo intero oggi la domanda di servizi pubblici aumenta in
modo esponenziale, le risorse degli Stati Sovrani sono sempre più
limitate, noi tutti, per ragioni morali, non possiamo stare a
guardare, non possiamo rimanere immobili, altrimenti una parte notevole
della nostra società sarà abbandonata al suo destino.
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Chi
ci salverà ?
a cura di Giulio Ferraro
L’argomento principe di cui si discute è la pesante crisi
economica diffusa in tutto il mondo, paesi ricchi e paesi poveri sono
stati travolti inaspettatamente.
Crisi, a mio parere, principalmente dovuta a una mancanza
di “etica economica“sconosciuta e ignorata soprattutto in
America.
Sì proprio in America manager spregiudicati si sono sostituiti
agli imprenditori, provocando notevoli danni non solo alle aziende dove
lavoravano e che dirigevano, ma anche a tutta la collettività.
A mio parere dobbiamo studiare e focalizzare il fenomeno per
evitare danni futuri, è necessario, è indispensabile.
I manager si sono sostituiti agli imprenditori nelle grandi aziende,
principalmente nelle “ Public company “ , le aziende di tutti e di
nessuno, dove manca una importante componente della compagine
sociale,l’azionista di riferimento, che controlla con interesse e
attenzione la gestione e le strategie aziendali.
Per l’ imprenditore l’ impresa è la sua creatura, è
nata con lui, con lui è cresciuta, fa parte della sua vita. Fa di tutto
per evitare l’assunzione di rischi eccessivi che potrebbero causare un
fallimento. Considera i suoi dipendenti come parte della sua famiglia
con cui ha condiviso magari momenti difficili, ma anche periodi di
grandi soddisfazioni per i risultati raggiunti. Risultati frutto di
grandi sacrifici, di impegno, costanza e rinunzie. Per tutto quanto
precedentemente evidenziato, l’imprenditore antepone gli
interessi dell’azienda ai sui personali, non lo sfiora l’idea di
arricchirsi, distruggendo l’impresa che dirige.
Il manager invece ha come solo obbiettivo una gestione
tendente ad aumentare, a dismisura, il profitto di breve periodo,
facendo assumere all’azienda pericolosi rischi, per avere vantaggi
personali con premi vari ( stock options ). In America i compensi
percepiti dai manager sono 577 volte lo stipendio medio, in Italia
pari a 243 volte. Manager avidi e irresponsabili hanno falsificato i
bilanci per il proprio tornaconto.
Nel suo libro “La Deriva Americana“ il premio nobel Paul
Krugman, raccoglie i sui articoli pubblicati sul The New York Times
nel 2001 - 2003 e evidenzia i guasti economici e politici che avvenivano
in quegli anni, i retroscena dello scandalo Enron, la dissennata
politica fiscale di Bush e le sue responsabilità nella crisi americana e
mondiale con la sua “ deregulation ”, un mercato senza regole.
Francamente sono rimasto allibito, stupefatto. Gli americani
erano a conoscenza di cosa stava succedendo,erano stati
informati da organi di stampa nazionale.
Evidentemente non volevano sapere,facevano finta di non conoscere,
per il motivo
che molti erano compartecipi del disastro finanziario che era in
essere.
Sorpresa maggiore è stata ricordare che un grande economista J.
Schumpeter nel secolo scorso, nel suo libro “ Capitalismo,
Socialismo, Democrazia “ arriva alla geniale
intuizione che nella grande impresa capitalistica il ruolo
dell’imprenditore, creativo e diretto all’innovazione , verrà, col
passare degli anni, sempre più sostituito dalla mentalità
burocratica dei manager che diventeranno i padroni assoluti delle più
importanti Imprese del mondo. Come hanno operato in questi ultimi anni è
sotto gli occhi di tutti noi. Aveva previsto bene Schumpeter.
Auspicio di tutti i cittadini onesti è il ritorno
dell’imprenditore alla guida delle grandi Aziende, al centro delle
scelte economiche fondamentali.
L’imprenditore, solo ed esclusivo punto di riferimento
dell’impresa sana che opera con criteri etici a favore di tutta la
collettività.
L’imprenditore, depositario dell’esplosione eccezionale di creatività
che lo caratterizza e ne fa l’unica speranza per ritrovare uno slancio
produttivo e morale.
L’imprenditore, ci darà orgoglio e ci restituirà la forza, la
tenacia che abbiamo avuto sin da tempi lontani, a noi ben conosciuti
per gli esiti ottenuti.
La genialità individuale dell’imprenditore è ormai
riconosciuta e ammirata in tutti i continenti: con
il suo cervello ( crea plus-valore ) e con il suo cuore ( comportamento etico )
è e sarà sempre l’artefice del benessere in tutto il mondo. Imprenditori di tutto il mondo riprendetevi il vostro ruolo siete la nostra speranza.
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I tre virus che hanno colpito l’impresa
a cura di Giulio Ferraro
Sono tre i virus che hanno colpito l’impresa, è l’impresa
gravemente ammalata la causa prima della crisi che vive il mondo
intero, con le vittime sacrificali che sono i lavoratori licenziati. Per
capire l’importanza dell’impresa nell’economia moderna occorre ricordare
che dopo la caduta del muro di Berlino e lo sfacelo dell’economia
collettivista, il liberismo trionfa in tutti i continenti.
Il libero mercato con a centro l’impresa diventa il sistema economico
accettato e osannato ovunque. Ma negli anni settanta si accompagna al
liberismo, nel panorama mondiale, una nuova teoria economica, propugnata
principalmente dalla scuola di Chicago con a capo l’economista Friedman,
ecco il primo virus:
La deregolazione (Deregulation)
Questa nuova teoria economica si fa paladina di un mercato
senza regole, questo mix esplosivo di liberismo e
deregolamentazione selvaggia ha portato al collasso l’economia mondiale.
Questa scuola economica sostiene che l’impresa deve
essere lasciata libera di operare nel libero mercato senza regole,
perché le regole imbrigliano l’impresa, non la rendono
competitiva, non fanno esplodere la capacità creativa e innovativa che è
possibile venga fuori. Lo stato rinunzia al suo compito primario
di legiferare e si astiene anche di controllare, lascia l’impresa a
briglie sciolte, la politica a partire dal presidente Carter, ai due
Bush padre e figlio è un fantoccio in mano alle grandi imprese, ecco il
secondo virus:
Le dimensioni abnormi delle imprese
Imprese multinazionali molte volte hanno bilanci che superano quelli di
alcuni stati sovrani, la loro potenza economica valica gli oceani,
condizionano la vita economica di popoli e nazioni apparentemente
liberi, controllano il potere legislativo a proprio favore.
Queste imprese “ too big to fail “ ( troppo grandi per fallire ),
per evitare rischi sistemici nel panorama mondiale, sono state salvate.
Lo stato è intervenuto con vari sistemi per evitare il peggio, con i
soldi dei contribuenti si sono salvate imprese che hanno operato senza
controlli. Ma chi sono stati i piloti di queste infernali
auto senza freni che hanno scorazzato nei mercati di
tutto il mondo? Speculando, rischiando in modo eccessivo, ecco il terzo
virus:
I manager
Si proprio questi uomini spregiudicati, ingordi, senza scrupoli e con
tanta bramosia di potere fanno assumere alle imprese, dove sono i
padroni assoluti, rischi eccessivi per avere vantaggi e remunerazioni
fuori da ogni logica economica. In tutte queste grandi imprese
(public company) manca l’azionista di riferimento che controlla e
condiziona l’operato dei manager che lasciati liberi di operare fanno
solo e esclusivamente i propri interessi.
Ma come curare questo bene prezioso che si chiama impresa? Come
combattere questi virus?
Questo è il compito difficile e gravoso che dobbiamo affrontare, abbiamo
il dovere di adoperarci con tutte le nostre forze prima che tutto
vada in fumo.
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