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Docente responsabile Prof. Francesco Migliorini APRI IL "GIORNALE DEL GALILEI" 08/09 |
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Il "Galilei" ricorda il giudice Giovanni Falcone Sala convegni “Mons. Ficarra” - 22 MAGGIO 2010 - CONVEGNO DIBATTITO SUL TEMA:
“ CONTRO LA
MAFIA, PER NON DIMENTICARE”
Nell’ambito del Progetto “Cittadinanza e Costituzione”, la scuola quest’anno ha inteso riportare alla memoria l’impegno degli uomini dello Stato che hanno sacrificato la loro vita nel tentativo di contrastare il potere mafioso. In particolare attraverso questo Convegno si è inteso ricordare la strage di Capaci e nello stesso tempo, grazie all’ esperienza professionale, all’impegno civile e al lavoro di ricerca delle persone invitate a relazionare, si è voluto fare il punto sul processo di crescita civile delle nostre comunità rispetto sia alla questione mafiosa, sia al tema della legalità in generale.
Prof. P. Petix
Sono intervenuti:
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15 Maggio 1946/ 15 Maggio 2010 Festa dell’Autonomia Siciliana Canicattì,14/05/2010 Il Decreto dell’Assessorato dell’Istruzione e formazione professionale – Regione Sicilia N. 1446 del 23/07/2009, art.3, nel determinare il calendario scolastico del corrente anno, dispone per il 15 Maggio la sospensione delle lezioni, ricorrendo la celebrazione dell’Autonomia Siciliana. Tale disposizione è stata altresì richiamata in una nota congiunta a firma del Direttore Generale dell’USR Sicilia, dott. Di Stefano, e del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dell’Assessorato in parola, dott.ssa Monterosso,che raccomanda un’adeguata riflessione sui temi dell’Autonomia e sulla sua valenza socio – politica e culturale. In tale contesto, e considerato che la nostra Scuola sta realizzando il progetto “Cittadinanza e Costituzione”, che già prevedeva, in fase programmatica, tali riflessioni, d’intesa con il referente prof. Petix, si è deciso di dedicare questa importante giornata, alla conoscenza e allo studio dello Statuto Siciliano, carta fondante dell’Autonomia, nella consapevolezza, che sia quanto mai necessario far conoscere e diffondere tra i giovani i contenuti giuridici e politici, di che si sostanzia il nuovo essere REGIONE A STATUTO SPECIALE. Lo Statuto Speciale della Sicilia fu il “frutto della straordinaria tensione ideale, con cui siciliani illustri, laici e cattolici, seppero conseguire una sintesi equilibrata tra autonomia regionale ed unità nazionale.”(1) Un’autorevole commissione elaborò le linee fondanti dello Statuto (risultato di un intenso dibattito svoltosi nel 1945); tale commissione, guidata dal prof. G. Salemi, preparò i contenuti che consentirono l’emanazione del Decreto luogotenenziale del 15 maggio del 1946, circa un anno e mezzo prima dell’approvazione della Costituzione Italiana. Gaspare Ambrosini, illustre giurista, in un suo intervento all’Assemblea Costituente, ebbe a dire che esso, con le sue ampie potestà legislative primarie e concorrenti, assume il significato di un “profondo e condiviso sentimento popolare per una radicale trasformazione dello Stato italiano, allo scopo di ridimensionare l’oppressivo centralismo amministrativo, che dall’unità d’Italia in poi, non era riuscito a sanare lo squilibrio strutturale tra Nord e Sud”. (2) Le prerogative statutarie, se pur necessitano della riformulazione di qualche norma, mantengono tuttora vivo il loro pregio: 1)la compatibilità tra governo locale e solidarietà nazionale. 2)Il rispetto del valore della persona 3)La fondazione del ruolo delle istituzioni. La terra che ha dato vita al primo parlamento del mondo occidentale (1129), può vantarsi di essersi data una Carta Costituzionale dell’Autonomia di grande respiro, in grado, se pienamente conosciuta ed attuata di dare nuovo slancio sociale ed economico alla nostra regione e di ricondurre la Sicilia al ruolo storico- geografico che le spetta, cioè quello di essere la capitale del Mediterraneo. Il Dir. Scolastico Dott.ssa Calogera Genco
Note: (1) R. Lombardo,”Statuto della Regione Siciliana”, Arti Grafiche Macaluso, Villabate,2009, pagg. 3, 4 (2) Ibidem
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Premio letterario “Galileo” per la divulgazione scientifica.
Comune di Padova. (Continua dalla prima pagina) Nel mese di Febbraio i cinque libri finalisti sono stati inviati a ciascuna scuola e i ragazzi si sono impegnati nella lettura entro il mese di Aprile, data ultima per potersi esprimere sul massimo gradimento di uno dei cinque testi finalisti. La delegazione è stata ospitata dal Comune di Padova con un'organizzazione ineccepibile, predisponendo tra l'altro delle interessantissime visite guidate nella mattinata libera del cinque Maggio in attesa di aprire i lavori finali della premiazione. I ragazzi
hanno potuto essere guidati nelle visite del Museo del Risorgimento e
dello storico Caffè Pedrocchi, del bellissimo Palazzo della Ragione nonché
l'Università degli studi osservando il Palazzo del Bò , il Teatro
Anatomico e la Cattedra di Galileo. Nel
pomeriggio, nella splendida sala del Palazzo della Ragione i ragazzi, alla
presenza di ben 93 delegazioni su 110 provincie d'Italia, hanno assistito
allo spoglio delle schede di votazione precedentemente inviate in busta
chiusa dalla giuria di studenti. A condurre la cerimonia il bravissimo
Patrizio Roversi che ha saputo posizionarsi nel giusto livello rispetto
alla vasta platea studentesca. Sono stati commentati alla presenza degli autori i cinque libri finalisti con un coinvolgimento totale ed un'attenzione insolita per la tipologia della giuria. Il primo premio è stato assegnato a Rino Rappuoli e Lisa Vozza con I VACCINI DELL'ERA GLOBALE, al secondo posto con un solo voto di scarto Leonard Sasskind con LA GUERRA DEI BUCHI NERI, al terzo posto Gabriele Milanesi con I GENI ALTRUISTI, al quarto posto Keith Devlin con LA LETTERA DI PASCAL ed infine, al quinto posto, Antonio Ambrosetti con IL FASCINO DELLA MATEMATICA. La delegazione era composta dagli alunni Carol Tricoli, Cipollina Josiana, Di Vincenzo Dafne, Nicosia Giusy e Scattareggia Emanuela, accompagnati dal Prof. Saia. Prof. G. Saia
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Perché sia un Paese per giovani Prof. Pasquale Petix 05 maggio 2010 Ma che futuro ha un Paese che vede crescere la malinconica categoria dei giovani-adulti: uomini e donne che magari hanno già superato il mezzo del cammin di loro vita ma che ancora come responsabilità sociale, lavoro, stipendio, considerazione sono praticamente bloccati all’età adolescenziale? Ma quale speranza ha un Paese dove soltanto il 3 per cento dei figli degli operai riesce a salire qualche gradino della scala sociale per diventare un imprenditore o un libero professionista? E dove in buona parte dei casi il mestiere importante e ben remunerato si trasmette per via ereditaria? Ma che giustizia sociale c’è in un Paese dove uomini e donne che hanno studiato più dei loro genitori e che teoricamente hanno diritto a trovare un lavoro migliore, non lo trovano e quando l’ottengono guadagnano meno dei loro genitori, hanno meno diritti, devono rinunciare allo stile di vita nel quale erano cresciuti e devono ancora ricorrere al sostegno di mamma e papà? Ma quale politica per i giovani si può avere in un Paese dove i parlamentari al di sotto dei 35 anni sono solo il 5,6 per cento del totale? Dove nei consigli comunali gli eletti con meno di 35 anni non superano il 19,2 per cento? Dove nelle Regioni e nelle Province si registra la stessa tendenza a sottorappresentare i giovani? Ma se i vecchi privilegi resistono, se il potere vero è monopolizzato da una classe dirigente - affetta da una insanabile ipertrofia dell’io - che non intende lasciare spazio a nessuno attaccandosi con pervicacia alle posizioni acquisite. Se il Paese è questo, siamo proprio sicuri che i giovani non abbiano colpe? Il problema esiste, non lo si può negare. Perché pure le nuove generazioni che vivono sulla propria pelle tanta emarginazione faticano a trasformare l'amarezza personale in un impegno comune. E spesso si adattano alle trappole che i soliti volpini - per bloccare il ricambio - sono pronti a tendere ora facendo leva sul bisogno, ora solleticando l’egocentrico gattopardismo che può celarsi negli angoli bui della personalità. Invece spetta primariamente ai giovani rovesciare le bancarelle del tempio e dare il massimo contributo per sciogliere quella collosità diffusa che pervade ogni cosa, che immobilizza corpi e anime e che produce quello stato di torpore, da cui nessuno è immune, che è fonte del cinismo generale della furbizia e dell’egoismo degli interessi. E’ compito delle nuove generazioni imprimere un segno diverso creando occasioni di trasformazione della realtà. Piuttosto che frammentarsi in tifoserie senza peso e senza progetto, i giovani devono saper fare quadrato, divenire una classe in sé e per sé, travolgere le barriere della tradizione, proporre ipotesi della crescita sociale inedite, rifiutare padrini-padroni e ammiccamenti elettorali, scommettere sulle proprie idee, ragionare in termini di bene comune. Non cercate maestri d’esperienza. Cercate piuttosto seriamente la vostra strada maestra e indicatela a tutti. E’ questa la vera trasgressione.
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PROGETTO "ARTISTICA-MENTE"
PREFAZIONE
(Progetto Artistica-mente - Apri)
Aristotele fu il primo filosofo dell’antichità a dare un fondamento epistemologico alla conoscenza artistica, egli afferma che l’arte “dice gli universali….” Aristotele, “Poetica” 145 a.b., e che l’opera d’arte può essere considerata come “un organismo vivente, una totalità fondata sulla coesione e sull’ordinata disposizione delle parti in reciproco equilibrio”.( De Bartolomeo Magni, I sentieri della ragione, vol. IA, ATLAS, pag. 211). Il bello è insito nell’opera d’arte e ne rivela la funzione conoscitiva. L’educazione all’arte e al gusto del bello è una delle finalità della Scuola; essa è, oggi più che mai necessaria, in una società superficiale e distratta, incapace, spesso, di concentrarsi in una riflessione ottenuta su valori e idee. E’ nostro compito favorire la formazione del gusto estetico nelle personalità dei discenti, guidandoli a saper leggere la trasfigurazione della realtà, che nell’arte si realizza, e a sapere, a loro volta esprimere nell’arte, la propria visione della vita. Osservare e rappresentare graficamente sono facoltà primordiali del genere umano, ma esse diventano abilità, quando sono frutto di formazione, di riflessione consapevole. Tali abilità generano, poi, l’opera d’arte, quando essa sia frutto dell’ispirazione, che, sola, esprime quel che di spirituale ed arcano attraversa l’umanità. Il progetto “Artisticamente” nasce dalla consapevolezza che tra i bisogni formativi del territorio vi sia quello dell’educazione artistica, che va coltivata e diffusa. Il presente catalogo raccoglie le opere con le quali le Scuole di ogni ordine e grado della città di Canicattì hanno partecipato al concorso, bandito nell’ambito del Progetto. Tale progetto, proposto dalla prof.ssa Antonia Eleonora Cavaleri, ed approvato dagli OO.CC. competenti, qualifica in modo singolare il POF d’Istituto, ed aspira ad istituire una felice tradizione culturale del territorio. Le opere contenute nel catalogo sono di intensa bellezza ed esprimono i tratti dell’animo di chi le ha prodotte. Esse sorprendono per la maestria dei piccoli o giovani autori, di cui colpisce o la sorgiva, innocente semplicità o la tecnica ormai esperta e sicura. Sono, comunque tutte le opere straordinarie e ci rivelano, quasi inaspettatamente, quello che, in fondo, abbiamo sempre saputo: il cuore dei nostri allievi è uno scrigno, che contiene inestimabili tesori. Sta a noi saperlo aprire con perizia e delicatezza perché essi vengano alla luce. Grazie di cuore alla professoressa Cavaleri per aver reso possibile tutto ciò.
Il Dirigente Scolastico Dott.ssa Calogera Genco
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| Classe V B - UNA GIORNATA NEL CANTIERE DEL RADDOPPIO DELLA S.S. 640 AG-CL - Foto | |||||||||||||||||||||||
![]() Arrivo nei locali della Ditta Empedocle s.c.p.a
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![]() Gli alunni ascoltano l’esposizione, da parte dell’Ing. Di Gioia, delle opere da eseguirsi.
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![]() Gli alunni esaminano i grafici allegati al progetto di esecuzione della nuova S.S. 640 Ag-Cl |
![]() Ritorno dalla visita alla carpenteria ed armatura del viadotto
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Particolare fondazione di una pila che sopporterà un pilone alto circa 30 ml. E su cui poggeranno le quattro corsie stradali di andata e ritorno
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![]() Al sito archeologico rinvenuto durante gli scavi.
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Corso di formazione “L’adolescente e la relazione con gli adulti“. La società globale favorisce comportamenti omologanti che possono spingere i giovani adolescenti a sperimentare esperienze non sempre positive, pur di sentirsi parte “del gruppo” o rendersi più visibili. Sempre più, gli stili di vita si ispirano ai modelli edonistici e consumistici proposti dai mass media e rendono difficile, ai giovani adolescenti, la costruzione di un progetto forte che li possa guidare nel loro percorso di vita e verso la loro piena realizzazione umana e professionale. Inoltre, in alcuni casi, gli adulti, impreparati alla comprensione e alla gestione del problema, lasciano l’adolescente “solo” e senza punti di riferimento significativi. Per sostenere allora l’azione educativa degli adulti e per ribadire e concretizzare l‘alleanza espressa nel “ Patto di corresponsabilità educativa” la nostra scuola, in collaborazione con il Comitato dei genitori, propone ai genitori e ai docenti un percorso di formazione per lo sviluppo e il potenziamento di conoscenze e competenze finalizzate alla comprensione delle problematiche adolescenziali e alla capacità di stabilire relazioni positive e significative con i giovani.
Destinatari del corso Genitori e insegnanti . Obiettivi del corso Potenziare le competenze educative degli adulti per aiutare i giovani a rafforzare la loro identità e la loro capacità di non uniformarsi. Conoscere le problematiche sociali e familiari che possano portare al disaggio adolescenziale. Sviluppare conoscenze e competenze per l’individuazione precoce del problema ( capacità di entrare in relazione con i giovani, conoscenza del background sociale degli alunni, saper osservare i comportamenti senza giudicare) Operare scelte educative condivise. (genitori-Docenti)
Il percorso di formazione su “L’adolescente e la relazione con gli adulti“, prevede:
u 4 Seminari ( ciascuno della durata di 3 ore ) Relatrice:Psicologa Dott.ssa Francesca Randazzo
Calendario degli incontri: § 11/03/2010 : Chi è l’adolescente? § 25/03/2010 : Lo sviluppo psicofisico e sociale dell’adolescente. § 14/04/201: Gli affetti nell’adolescenza § 22/04/2010 : L’adolescente e la famiglia. u Tavola rotonda Sul tema “ Scuola chiama famiglia : Il patto di corresponsabilità educativa”- Fine maggio 2010
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Venerdì 19 febbraio 2010 SALA CONVEGNI ITCG “G. GALILEI”CONVEGNO2° Esperienza di stage aziendale a VICENZApartner dell’azione
Confindustria e
Associazione ForTES -
VICENZA
PROGRAMMA Sessione mattutina ore 11,20 Presentazione degli alunni ammessi allo STAGE dott.ssa Calogera Genco, Dirigente scolastico prof. Pasquale Petix, Docente F.S. e tutor
ore 11,45 “Impresa, etica economica e globalizzazione” comunicazione del dott. Giulio Ferraro, Imprenditore
Sessione pomeridiana ore 16,30 Accoglienza e saluto agli intervenuti dott.ssa Calogera Genco ore 16,40 Primo intermezzo musicale a cura del gruppo “I CREAME” ore 17,00 “La nuova identità degli Istituti tecnici” dott.ssa Calogera Genco ore 17,15 “Per una integrazione efficace tra scuola e mondo del lavoro” intervento del prof. Diego Lana ore 17,45 “Vi raccontiamo il nostro STAGE” intervento a cura degli studenti dell’edizione 2008/09 ore 18,00 Presentazione del nuovo STAGE a cura del prof. Pasquale Petix ore 18,15 Firma da parte dei genitori e degli allievi del contratto formativo ore 18.30 Coffee break e secondo intermezzo musicale a cura del gruppo “I CREAME” . Visita dei laboratori dell’Istituto SALA CONVEGNI ITCG “G. GALILEI”Venerdì 19 febbraio
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Giornate 27 gennaio -10 febbraio
2010 Per non dimenticare Dott.ssa Rina Genco Il male esiste. Esso da sempre si manifesta nella Storia: talora le sue manifestazioni sono eclatanti, come quelle della SHOAH e della strage delle foibe, talora le sue insidie sono nascoste e percorrono il tessuto dell’esistenza sordidamente, ma inesorabilmente. Tutti ne facciamo esperienza, scontrandoci con ogni genere di limite e contraddizione, facendo i conti con sconfitte e turpitudini, finché non ci imbattiamo più o meno direttamente con il male supremo, che è la morte. I pensatori occidentali di ogni tempo si sono confrontati con questo che è il problema per eccellenza. Agostino si chiedeva, con la vibrante intensità della sua dottrina: "Si Deus est, unde malum?" A questo drammatico interrogativo, egli rispondeva che il male, non avendo consistenza ontologica, è assenza di bene e che esso è un limite costitutivo, che appartiene alle creature in quanto tali. Tale risposta sintetizza la riflessione a lui posteriore sul tema ed anche l’uomo comune vi si può ritrovare. Ma, se il male è presente nel mondo e con esso ciascuno deve fare i conti, occorre che la Scuola educhi le nuove generazioni ad evitare il male ed a ricercare il bene. Socrate diceva che chi compie il male, lo fa perché non lo riconosce tale, perciò sbaglia per ignoranza. Gli educatori devono aiutare le giovani menti ad uscire dall’ignoranza, innanzitutto da quella dei fatti della Storia. Le nuove generazioni, schiacciate sul presente, stentano ad indagare sul passato e ad assumere consapevolezza delle sue virtù, come dei suoi errori; ed allora a noi è dato l’arduo compito di aiutarli ad appropriarsi di tale passato, perché un uomo senza passato è come un cielo senza stelle. I giovani devono anche sapere che gli orrori del passato continuano pure nel presente, che è ancora intriso di sangue e lacrime, di torture e di sevizie, di sopraffazioni e di conflitti, di abusi e iniquità di ogni genere. Conoscere può essere doloroso, ma è doveroso, se si vuole costruire un futuro migliore,come solo le giovani generazioni possono e sono chiamate a fare. Se noi sapremo guidarli ed ispirarli, i nostri studenti, pur nel tormento della crescita, sapranno trovare le energie, le capacità e la gioia per delineare il personale progetto di vita ed il progetto di un’umanità migliore, rinnovata e forgiata sugli ideali di giustizia, di solidarietà e di pace tra i popoli. La nostra responsabilità è grande, anche perché essi sono esposti a forti suggestioni mediatiche, spesso fuorvianti e diseducative, ma la posta in gioco è alta, e vale la pena di continuare a combattere la buona battaglia della la conoscenza, consapevoli che questa è la nostra unica arma e che “soltanto la verità” ci farà davvero liberi. Buona memoria e buon lavoro a tutti. Calogera Genco
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Cambiano i musicanti ma in fondo è sempre la stessa musica di Zetetis
Abbiamo sinceramente esultato quando nel novembre del 1989 veniva abbattuto il muro di Berlino. Giustamente. Cadeva finalmente il simbolo di una vergogna planetaria che aveva voluto caparbiamente ricordare con un segno visibile e terribilmente violento quando impossibile fosse il riconoscimento reciproco in questo mondo, nella casa comune degli uomini. Il comunismo era definitivamente imploso e le sue illusioni svanite. Il capitalismo, dopo decenni di duro confronto, aveva prevalso e vinto. E con esso la libertà. Questo percorso andò a coronare la linea liberista già inaugurata dalla Thatcher in Gran Bretagna e da Reagan negli U.S.A. agli inizi degli anni ’80. Fu quasi come l’avversarsi di un provvidenziale disegno divino che proiettava l’uomo fuori dal soffocante giogo comunista verso un futuro di libertà, di progresso e di pace. E qualcuno lo credette davvero tale: un provvido volere divino. Ma certo, l’ateismo, il materialismo, la dittatura erette a sistema non potevano reggere, così il mercato diveniva il nuovo tabernacolo dei sacerdoti della libertà. Libertà e mercato. Libertà, mercato e denaro si facevano strumenti di speranza per i più e si affermavano come il nuovo verbo trinitario. Questo ieri. E oggi? Oggi è la giungla dove il più forte vince mentre lupi famelici e senza controllo imperversano nello sterminato territorio dell’economia globalizzata. Oggi si prende atto con sciatta rassegnazione della fine delle ideologie che hanno lasciato il posto al rassicurante non-pensiero del tronismo e del velinismo. Oggi hai riconoscimento e “sei” solo se “hai”. Oggi si è ricchi, molto ricchi di libertà presunta e oppio televisivo. Ci hanno spacciato la globalizzazione come una grande opportunità per i popoli e si è invece rivelata un tritacarne dove i comuni esseri umani vengono usati come carta igienica: prodotti usa e getta. Il profitto, i bilanci, l’efficienza produttiva, le strategie industriali, dividendi, azioni, speculazioni di borsa, business, consumo consumo consumo, avere avere avere, bla bla bla… bla bla bla… queste le cose che oggi contano davvero. E tali amene divinità pagane le dicono pure compatibili col Dio cristiano. Mah!... Io penso, invece, che abbiamo costruito una autentica schifezza! Zetetis (10/02/10)
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I tragici fatti di Rosarno "Nei ghetti d'Italia questo non è un uomo" Indietro Foto (da "repubblica.it) |
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